Intelligenza Artificiale, Innovazione e Trasformazione Digitale

Tag: meta Pagina 1 di 4

Meta perde la sua leader Joelle Pineau nella ricerca sull’IA mentre miliardi di investimenti sono in bilico

Joelle Pineau, vicepresidente della ricerca sull’intelligenza artificiale presso Meta Platforms, ha annunciato che lascerà l’azienda il 30 maggio. Dopo otto anni di servizio, di cui gli ultimi due alla guida del gruppo Fundamental AI Research (FAIR), Pineau ha deciso di fare un passo indietro per “creare spazio per altri” in un momento in cui la corsa all’IA accelera e Meta si prepara per il suo prossimo capitolo.

Durante il suo mandato, Pineau ha supervisionato lo sviluppo di progetti significativi come PyTorch, FAISS, Roberta, Dino, Llama, SAM, Codegen e Audiobox, strumenti ora utilizzati da numerosi team per lo sviluppo di prodotti. La sua leadership è stata fondamentale nell’iniziativa open-source di Meta, in particolare nel progetto Llama, volto a competere con modelli proprietari di altre aziende.

Meta e l’ombra lunga dell’addestramento: i libri inediti nel mirino?

Se pensavi che la guerra sui dati fosse già abbastanza sporca, ecco un nuovo capitolo ancora più inquietante: Meta potrebbe aver addestrato i suoi modelli di intelligenza artificiale anche su libri non ancora pubblicati.

Il sospetto arriva dopo che The Atlantic ha lanciato un tool di ricerca nel database di LibGen, rivelando che la grande GAI (Grande AI Industriale) di Zuckerberg potrebbe essersi nutrita non solo di libri già disponibili, ma anche di opere inedite, probabilmente sottratte da piattaforme di distribuzione di copie avanzate come NetGalley ed Edelweiss.

L’autrice Maris Kreizman, scrivendo su Literary Hub, ha scoperto che il suo libro, in uscita il 1° luglio, era già nel dataset di addestramento di Meta. E qui sorge la domanda fatidica: come è possibile?

Meta rivoluziona l’AI con i Large Concept Models (LCM)

Meta ha recentemente annunciato i large concept models (lcm), introducendo un nuovo paradigma nella modellazione del linguaggio naturale che supera le limitazioni degli attuali large language models (llm).

Mentre i llm tradizionali operano a livello di token, prevedendo parola per parola, gli lcm si focalizzano su concetti più astratti, rappresentati da intere frasi in spazi semantici multidimensionali.

Questa innovazione consente agli lcm di comprendere e generare contenuti con una coerenza e profondità semantica superiori, avvicinandosi al modo in cui gli esseri umani elaborano le informazioni. utilizzando lo spazio di embedding sonar, che supporta fino a 200 lingue sia in formato testuale che vocale.

Meta adotta il modello di fact-checking di Elon Musk: rivoluzione nella moderazione dei contenuti su Facebook, Instagram e Threads

Meta Platforms ha annunciato che dal 18 marzo inizierà a testare negli Stati Uniti un nuovo sistema di fact-checking basato su Community Notes, già utilizzato su X (ex Twitter) di Elon Musk. La società ha scelto di adottare l’algoritmo open-source della piattaforma rivale per valutare e classificare le informazioni, segnando una svolta significativa nella gestione dei contenuti su Facebook, Instagram e Threads.

Secondo Meta, questa scelta permette di costruire su quanto già sviluppato da X, con l’obiettivo di migliorarlo nel tempo e adattarlo alle proprie piattaforme. L’azienda ha dichiarato di voler lavorare in maniera trasparente, raccogliendo feedback dai contributor per perfezionare il sistema, pur riconoscendo che il processo iniziale non sarà esente da difetti.

Meta sfida Nvidia: il nuovo chip AI sviluppato con TSMC

Meta ha recentemente avviato i test sul suo primo chip AI sviluppato internamente, denominato Meta Training and Inference Accelerator (MTIA). Questo acceleratore dedicato è stato progettato per ottimizzare l’efficienza energetica nei carichi di lavoro di intelligenza artificiale, superando le prestazioni delle tradizionali GPU.

La collaborazione con il produttore taiwanese TSMC ha portato alla realizzazione del chip utilizzando la tecnologia di processo a 7 nanometri, con una frequenza operativa di 800 MHz. L’MTIA offre una potenza di elaborazione di 102,4 TOPS con precisione INT8 e 51,2 TFLOPS con precisione FP16, mantenendo un consumo energetico di 25 W.

Meta punta sull’AI conversazionale con Llama 4 e Ray-Ban

Il futuro è la voce

Meta sta accelerando lo sviluppo delle capacità vocali del suo nuovo modello di linguaggio open-source, Llama 4, puntando su agenti conversazionali capaci di superare quelli basati esclusivamente sul testo. La strategia dell’azienda di Menlo Park si allinea con la crescente tendenza dell’industria a sviluppare intelligenze artificiali più interattive e naturali, rendendo la voce il nuovo standard di interfaccia uomo-macchina.

Secondo un report del Financial Times, Llama 4 sarà rilasciato nelle prossime settimane, e il suo sviluppo è focalizzato sulla creazione di un assistente personale avanzato, capace di comprendere contesti e preferenze dell’utente in modo prolungato nel tempo.

Come Meta e Google traggono vantaggio dagli annunci creati dall’intelligenza artificiale di terze parti

L’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nelle piattaforme pubblicitarie di Meta e Google ha trasformato radicalmente il panorama della pubblicità digitale. Queste due aziende non si limitano a sviluppare internamente algoritmi IA per ottimizzare i propri sistemi pubblicitari, ma collaborano anche con terze parti, utilizzando tecnologie IA di altre aziende per perfezionare e ampliare le proprie offerte. Queste tecnologie, in molti casi, sono all’avanguardia nel campo del machine learning, dell’elaborazione del linguaggio naturale e del riconoscimento delle immagini, permettendo alle piattaforme di offrire esperienze pubblicitarie più precise e personalizzate.

Meta prevede di rilasciare un’app Meta AI autonoma nel tentativo di competere con ChatGPT di OpenAI

La competizione nel mercato dei chatbot AI si sta intensificando rapidamente, e Meta sembra aver compreso che il semplice inserimento di Meta AI nelle proprie piattaforme social non basta per catturare l’attenzione degli utenti. Con il lancio di un’app stand-alone e l’introduzione di un modello a pagamento, l’azienda punta chiaramente a un posizionamento più strategico per competere con giganti come OpenAI, Google e Anthropic.

Meta pianifica un investimento da 200 miliardi di dollari in un campus per l’intelligenza artificiale

Recenti rapporti indicano che Meta Platforms sta valutando la costruzione di un nuovo campus di data center negli Stati Uniti, dedicato ai suoi progetti di intelligenza artificiale (AI), con un investimento potenziale che supera i 200 miliardi di dollari. Le possibili località per questo ambizioso progetto includono Louisiana, Wyoming e Texas, con visite recenti da parte dei dirigenti dell’azienda a siti potenziali. Tuttavia, un portavoce di Meta ha smentito queste affermazioni, dichiarando che i piani e le spese per i data center sono già stati divulgati e che qualsiasi informazione aggiuntiva è puramente speculativa.

Questa mossa si inserisce in un contesto di crescenti investimenti nell’AI da parte dei giganti della tecnologia. Nel gennaio 2025, il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, ha annunciato l’intenzione di spendere fino a 65 miliardi di dollari quest’anno per l’espansione dell’infrastruttura AI dell’azienda. Questa cifra è significativa, ma ancora inferiore rispetto ai piani di investimento di altri colossi tecnologici: Microsoft prevede di investire 80 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2025, mentre Amazon prevede che la sua spesa nel 2025 supererà i 75 miliardi di dollari stimati per il 2024.

Meta disperata corteggia i creatori: il piano disperato per rendere Facebook di nuovo cool

Meta non si arrende. Nonostante Facebook sia diventato il regno delle catene di Sant’Antonio e delle pubblicità di prodotti miracolosi, l’azienda di Zuckerberg insiste nel tentativo di rianimarlo, questa volta puntando sui creatori di contenuti.

L’idea è semplice: se TikTok e YouTube spopolano grazie a influencer e video virali, perché non provare a farlo anche su Facebook? Peccato che il social sia percepito dai giovani come il luogo in cui i loro genitori condividono fake news e ricordi di 10 anni fa.

Ma Meta non si arrende e ingaggia i creatori “woos” li corteggia, li lusinga, li adula, nella speranza che riportino un po’ di vita sulle sue piattaforme. Non si tratta di una mossa romantica, ma di un disperato tentativo di evitare il declino. Perché senza contenuti freschi e coinvolgenti, Facebook rischia di diventare irrilevante.

Come? Con un’infornata di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, personaggi virtuali che interagiscono con gli utenti e un software che permette di creare video dal nulla. Suona futuristico, ma in realtà il rischio è di trasformare Facebook in una gigantesca fiera di avatar senz’anima e contenuti generati da algoritmi.Il problema è che i creatori di contenuti non sono stupidi.

Sanno benissimo che il pubblico giovane sta altrove, che Facebook è un’arena di dibattiti infuocati tra boomer e che i soldi veri girano su TikTok, Instagram e YouTube. Perciò, per farli tornare, Meta dovrà fare molto più di qualche promessa: dovrà rendere Facebook davvero desiderabile.

E al momento, sembra più facile convincere un ventenne a usare una segreteria telefonica.


Newsletter – Non perderti le ultime novità sul mondo dell’Intelligenza Artificiale: iscriviti alla nostra newsletter gratuita e accedi ai contenuti esclusivi di Rivista.AI direttamente nella tua casella di posta!

Meta ha annunciato il cavo sottomarino più lungo del mondo per collegare i cinque continenti

Meta mira a consolidare la sua posizione nel settore delle infrastrutture di rete sottomarine. Il colosso americano ha annunciato Project Waterworth, un cavo di connessione che, una volta completato, misurerà 50.000 km (più della circonferenza terrestre) un vero e proprio record. L’obiettivo è collegare cinque continenti, per favorire l’inclusione digitale e la cooperazione informatica tra i Paesi.

Meta e Trump: Un’Alleanza Contro le Regolamentazioni Tecnologiche Europee

Nel contesto delle crescenti tensioni tra le aziende tecnologiche statunitensi e le autorità di regolamentazione europee, Meta Platforms ha manifestato l’intenzione di coinvolgere direttamente il Presidente Donald Trump per affrontare le sfide normative imposte dall’Unione Europea. Joel Kaplan, direttore delle politiche globali di Meta, ha dichiarato durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco che l’azienda non esiterà a portare le proprie preoccupazioni all’attenzione dell’amministrazione Trump qualora ritenga che le normative europee discriminino ingiustamente i loro prodotti.

Meta Lancia LlamaCon: Un Nuovo Capitolo nell’Innovazione AI

Meta Platforms ha annunciato il lancio di LlamaCon, una nuova conferenza per sviluppatori focalizzata sull’intelligenza artificiale open-source, prevista per il 29 aprile 2025. Questo evento nasce in risposta all’enorme successo del modello AI open-source di Meta, Llama, che nel 2024 è stato scaricato oltre 650 milioni di volte.

LlamaCon offrirà agli sviluppatori l’opportunità di esplorare le ultime novità negli strumenti AI open-source di Meta, facilitando la creazione di applicazioni e prodotti innovativi. Questo evento si colloca strategicamente mesi prima del consueto Meta Connect, programmato per il 17 e 18 settembre 2025, dove l’azienda svelerà aggiornamenti su Meta Horizon e le tecnologie emergenti.

EssilorLuxottica e Meta: La visione Italiana che ridefinisce gli occhiali intelligenti

EssilorLuxottica, azienda nata dalla fusione tra il colosso italiano Luxottica e il gigante francese Essilor, ha confermato il suo ruolo di protagonista nell’innovazione tecnologica nel settore dell’occhialeria grazie alla partnership strategica con Meta Platforms. L’obiettivo è ambizioso: espandere la capacità produttiva degli occhiali intelligenti Ray-Ban Meta a 10 milioni di unità entro la fine del prossimo anno. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato Francesco Milleri durante la conference call sui guadagni dell’azienda, sottolineando come questi occhiali rappresentino un prodotto di punta nel mercato emergente della tecnologia indossabile.

Meta Platforms: L’arte di piangere sul latte versato

Meta Platforms, l’azienda madre di Facebook, ha recentemente deciso di portare le sue lamentele sulle normative europee direttamente all’attenzione del Presidente Trump. Joel Kaplan, direttore delle politiche globali di Meta, ha dichiarato durante una conferenza a Monaco che l’azienda intende evidenziare al governo statunitense il trattamento “discriminatorio” riservato alle aziende tecnologiche americane in Europa.

Questa mossa rappresenta l’ennesimo tentativo dei giganti tecnologici statunitensi di sfruttare la politica “America First” dell’amministrazione Trump per contrastare le regolamentazioni europee. Kaplan ha sottolineato che “quando le aziende vengono trattate in modo diverso e in un modo che è discriminatorio nei loro confronti, allora questo dovrebbe essere evidenziato al governo di quella società”.

Meta Platforms: Il Cimitero dei Dinosauri Aziendali

Meta Platforms, la società madre di Facebook, sembra essersi trasformata in un accogliente rifugio per dirigenti senior disoccupati, una sorta di cimitero dei dinosauri aziendali dove finiscono coloro che hanno perso il trono altrove. Bloomberg ha riportato che Meta ha assunto John Koryl, ex CEO di TheRealReal, come vicepresidente del commercio al dettaglio e Dan Ammann, ex CEO dell’unità di auto a guida autonoma di General Motors, Cruise, per guidare un nuovo team dedicato alla creazione di robot umanoidi. Roba da fantascienza, o meglio, da commedia surreale.

Queste nuove reclute saranno allocate nella divisione Reality Labs di Meta, il buco nero finanziario che ha inghiottito ben 57,7 miliardi di dollari negli ultimi quattro anni, un Titanic che affonda senza sosta ma che Zuckerberg continua a riparare con scotch e speranza. Tutto è iniziato con l’ambiziosa idea di un metaverso che, nonostante l’entusiasmo del fondatore, si è rivelato una chimera costosissima. Il tutto condito da occhiali di realtà aumentata e virtuale che finora hanno catturato l’attenzione di una nicchia di nerd tecnologici più che del grande pubblico.

Meta si Lancia nella Robotica: Verso un futuro di assistenti umanoidi

Secondo un report da Bloomberg.Meta Platforms ha intrapreso un nuovo ambizioso percorso nel campo della robotica, focalizzandosi sullo sviluppo di robot umanoidi in grado di svolgere compiti domestici. Questa iniziativa è guidata da un team dedicato all’interno della divisione Reality Labs di Meta, con l’obiettivo di creare hardware e software avanzati per robotica, destinati non solo a prodotti a marchio Meta, ma anche a collaborazioni con altre aziende del settore.

Secondo un memo interno, Andrew Bosworth, Chief Technology Officer di Meta, ha delineato la strategia dell’azienda: “Le tecnologie chiave su cui abbiamo già investito e costruito all’interno di Reality Labs e dell’AI sono complementari allo sviluppo dei progressi necessari per la robotica”. Questa dichiarazione sottolinea come le competenze esistenti di Meta in realtà aumentata e intelligenza artificiale possano essere sfruttate per accelerare l’innovazione nel campo della robotica.

Meta e la Paradossale Danza della Privacy: Barriere alzate e abbassate per il rilascio dei nuovi prodotti

Meta, la compagnia che una volta incarnava il vertice dell’innovazione sociale e tecnologica, ha preso una decisione che potrebbe sembrare una contraddizione ambulante. Per anni, ha costruito meticolosamente muri di protezione attorno ai suoi processi di sviluppo, in particolare per ciò che riguarda la privacy degli utenti. L’idea era quella di costruire una solida fortificazione contro possibili violazioni e fughe di dati. Oggi, però, sembra che questa stessa azienda stia abbassando quelle barriere per accelerare il rilascio dei suoi nuovi prodotti. Un’inversione di tendenza che solleva domande sulle vere priorità di Meta e sulle sue strategie future.

Meta valuta l’acquisizione di FuriosaAI

Meta Platforms, la società madre di Facebook, sta valutando l’acquisizione di FuriosaAI, un’azienda specializzata nella produzione di chip per l’intelligenza artificiale. Questa mossa strategica evidenzia l’intento di Meta di rafforzare le proprie capacità nel settore dell’IA, integrando soluzioni hardware avanzate per ottimizzare le prestazioni delle sue piattaforme.

FuriosaAI è nota per la sua architettura innovativa, il Tensor Contraction Processor (TCP), progettata per eseguire operazioni di contrazione tensoriale in modo efficiente. Questa tecnologia consente un’elaborazione più rapida e un utilizzo ottimale delle risorse di memoria, aspetti cruciali per le applicazioni di deep learning su larga scala.

Meta e l’IA pubblicitaria: il grande inganno dell’innovazione

Mi stavo leggendo un interessante articolo sul NY Times, veramente divertente e fine l’approccio.

Nella sua solita conference call trimestrale, Mark Zuckerberg ha deliziato gli investitori con il racconto fiabesco dei progressi di Meta nel mondo dell’intelligenza artificiale generativa. Il CEO ha snocciolato cifre impressionanti, parlando di un’esplosione di inserzionisti che stanno abbracciando i suoi strumenti di IA come se fossero il futuro della pubblicità:

“Oltre 4 milioni di inserzionisti stanno ora utilizzando almeno uno dei nostri strumenti creativi di annunci AI generativi, rispetto al milione di sei mesi fa. C’è stata una significativa adozione anticipata del nostro primo strumento di generazione video che abbiamo lanciato a ottobre, Image Animation, con centinaia di migliaia di inserzionisti che lo utilizzano già ogni mese”.

Meta rivoluziona gli indossabili: in arrivo sei nuovi dispositivi AI per il 2025

Meta sta pianificando di lanciare una serie di dispositivi indossabili potenziati dall’intelligenza artificiale nel 2025, secondo quanto riportato da un memo interno del Chief Technology Officer Andrew Bosworth. Questa mossa sottolinea l’impegno dell’azienda nell’integrare l’IA nelle sue offerte hardware, mirando a migliorare l’interazione degli utenti con la tecnologia attraverso dispositivi indossabili avanzati.

Nel 2024, Meta ha registrato vendite significative con i suoi occhiali intelligenti Ray-Ban, superando il milione di unità vendute. Questi occhiali, lanciati nel 2023, hanno introdotto funzionalità come l’IA multimodale per l’elaborazione di input visivi, uditivi e testuali, oltre a capacità di traduzione e assistenza in tempo reale. Il successo di questo prodotto ha rafforzato la fiducia di Meta nel potenziale degli indossabili IA e ha stimolato ulteriori investimenti in questo settore.

Meta e la Scommessa sugli Occhiali Smart Ray-Ban: Un Milione di Unitá Vendute e un Futuro da Decifrare

Meta ha finalmente svelato i numeri di vendita dei suoi occhiali smart Ray-Ban, annunciando di aver superato il milione di unità nel 2024. È la prima volta che l’azienda guidata da Mark Zuckerberg rende pubblici i dati di vendita di questo prodotto, segnalando la crescente importanza che il segmento degli occhiali intelligenti sta assumendo nella strategia del colosso tecnologico.

Gli smart glasses di Meta, sviluppati in collaborazione con EssilorLuxottica, rappresentano una delle scommesse più ambiziose dell’azienda nel settore della realtà aumentata e dei dispositivi indossabili. Con investimenti miliardari nella ricerca e sviluppo di hardware avanzato, Meta si sta posizionando per essere un leader in un mercato che, sebbene ancora di nicchia, potrebbe ridefinire il modo in cui interagiamo con la tecnologia.

Meta e il Declino della Diversità: Zuckerberg tra Pressioni Politiche e Tagli Interni

Meta Platforms, sotto la guida di Mark Zuckerberg, sta attraversando una fase di profonde trasformazioni, tra decisioni strategiche controverse e crescenti tensioni interne. Durante un incontro con i dipendenti, il CEO ha dichiarato che l’azienda ha smantellato i suoi programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) a causa dell’attuale clima politico, pur ribadendo che la diversità rimane un valore importante per la società.

Questa presa di posizione arriva in un momento in cui Meta è sotto pressione su più fronti. Da un lato, la gestione dei contenuti sulla piattaforma sta generando insoddisfazione, dall’altro l’azienda sta affrontando una riorganizzazione con licenziamenti mirati ai cosiddetti “low performer”, aumentando il senso di incertezza tra i dipendenti.

Intelligenza Artificiale e mercati: Meta e Microsoft tra scommesse e incertezze

Un caffè al Bar dei Daini

Gli ultimi annunci sui risultati finanziari di Microsoft e Meta Platforms relativi al trimestre di dicembre confermano che il mercato dell’intelligenza artificiale è ancora in una fase di attesa. L’ottimismo sulle prospettive future è evidente, ma i numeri rivelano una realtà più complessa, dove gli investitori sembrano disposti a chiudere un occhio sulle spese massicce in cambio della promessa di una crescita futura.

Meta Abbandona il Fact-Checking: La Società Library Introduce ‘Muse’ AI per la Verifica dei Fatti

Recentemente, Meta ha annunciato la fine del suo programma di fact-checking di terze parti, attivo dal 2016, in favore di un modello basato su “Community Notes”, simile a quello utilizzato da X (precedentemente Twitter). Questo cambiamento mira a promuovere una discussione più aperta sulle sue piattaforme, concentrandosi su avvertimenti per infrazioni illegali e di elevata gravità. Tuttavia, questa decisione ha suscitato preoccupazioni riguardo alla possibile proliferazione di disinformazione e discorsi di odio.

In risposta a questa evoluzione, The Society Library, un’organizzazione no-profit dedicata all’archiviazione delle idee e delle ideologie umane, ha lanciato in versione beta due agenti AI denominati ‘@MuseofTruth’ e ‘@MuseofResearch’. Questi agenti sono progettati per avanzare la missione della charity di “aiutare le persone a cercare la verità e prendere decisioni più informate”. La creazione delle ‘Muse’ AI è anche un gesto di ringraziamento verso la comunità crypto per la creazione del token SL a nome della Society Library e per le donazioni significative ricevute.

Meta rivoluziona l’AI Chatbot: Memoria personalizzata e nuove frontiere dell’interazione

Meta ha annunciato un’espansione significativa delle capacità del suo chatbot AI, che ora sarà in grado di “ricordare” dettagli personali degli utenti, come preferenze alimentari o interessi, migliorando così le interazioni e rendendo le raccomandazioni più pertinenti. Questa nuova funzione, spiegata in un post sul blog aziendale, rappresenta un ulteriore passo nella personalizzazione dell’esperienza utente, utilizzando non solo le conversazioni precedenti, ma anche informazioni provenienti dagli account Facebook e Instagram degli utenti.

META CAPEX +60% per AI Data Center

Meta scommette su Threads: pubblicità e crescita strategica su una piattaforma in evoluzione

Meta Platforms ha ufficialmente avviato la sperimentazione delle pubblicità su Threads, l’app di testo che ha lanciato nel 2023 per competere direttamente con X (precedentemente noto come Twitter). Questo passo rappresenta un momento cruciale nella strategia dell’azienda per monetizzare la piattaforma, che ha già superato i 300 milioni di utenti attivi mensili, dimostrando il suo rapido successo. L’annuncio, confermato venerdì dalla società, segue una serie di decisioni chiave che ridefiniscono il ruolo e le opportunità di Threads all’interno dell’ecosistema Meta.

Il timing dell’implementazione riflette la crescente fiducia di Meta nell’app come veicolo pubblicitario di valore. Questo sviluppo giunge in un momento in cui la concorrenza tra le piattaforme di social media è sempre più feroce, e i brand sono alla ricerca di spazi alternativi e innovativi per connettersi con il pubblico.

I ricercatori di intelligenza artificiale di Meta Platforms si trovano in pieno panico da competizione tecnologica

Negli ultimi giorni, i dirigenti di alcune divisioni AI dell’azienda hanno espresso preoccupazioni tutt’altro che velate: sembra che un nuovo modello di intelligenza artificiale conversazionale, sviluppato non da una big tech, ma da un hedge fund cinese, stia mettendo Meta in ginocchio nella corsa all’AI. Tra i timori più grandi c’è il rischio che la prossima versione di Llama, il cavallo di battaglia di Meta nel settore dell’AI, non sia all’altezza di DeepSeek, la creazione del rivale asiatico. Mathew Oldham, direttore delle infrastrutture AI di Meta, ha dichiarato che il divario di prestazioni potrebbe farsi imbarazzante, secondo due dipendenti che conoscono da vicino gli sforzi disperati del team per “recuperare il ritardo”.

Llama Stack 0.1.0: la visione di Meta AI per l’Intelligenza Artificiale Generativa a livello produttivo

Meta AI ha ufficialmente rilasciato Llama Stack 0.1.0, una piattaforma unificata che rappresenta un importante passo avanti nel panorama dell’intelligenza artificiale generativa. Con questa prima versione stabile, Meta AI punta a rivoluzionare lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni di AI, risolvendo alcune delle sfide più critiche dell’ecosistema. La piattaforma si propone come uno strumento essenziale per gli sviluppatori, offrendo un framework completo per creare soluzioni robuste e scalabili.

Llama Stack 0.1.0 si distingue per tre caratteristiche chiave che rispondono direttamente alle necessità del settore: compatibilità con le versioni precedenti, verifica automatizzata del provider e distribuzione fluida in ambienti eterogenei. Questi elementi semplificano il processo di sviluppo e implementazione, riducendo le complessità tecniche che spesso ostacolano l’integrazione di modelli di intelligenza artificiale generativa in contesti reali.

Mark Zuckerberg e la corsa all’IA: una gara di ego e miliardi

Mark Zuckerberg, il CEO di Meta, ha annunciato che nel 2025 spenderà fino a 65 miliardi di dollari per l’intelligenza artificiale, dichiarando con tono epico che si tratta di uno “sforzo massiccio” per consolidare il dominio della sua azienda nel settore. Tra le imprese faraoniche che alimentano questo sogno c’è un nuovo data center in Louisiana, descritto dallo stesso Zuckerberg come talmente enorme da “coprire una parte significativa di Manhattan”. Uno sfoggio di potenza che suona quasi come una risposta stizzita al recente annuncio dei concorrenti.

Meta abbandona la Diversità, la giustizia e l’Inclusione per una nuova era di “Realpolitik” social

Il dolce sapore del cambiamento! Meta, ormai lontana dai giorni in cui parlava di “diversità”, “equità” e “inclusione”, ha deciso che è il momento di fare un bel taglio alla retorica e concentrarsi su cose un po’ più concrete: il business. Venerdì scorso, l’azienda ha annunciato, tramite un post interno degno di un film d’autore, che avrebbe smesso di richiedere una rosa eterogenea di candidati per le posizioni vacanti, come se fosse mai stato un grosso affare. E no, non ci sarà più neanche spazio per quell’interminabile circolo di discussioni su razza, genere ed etnia: la nuova priorità sono le piccole e medie imprese. Evviva!

La vicepresidente delle risorse umane, Janelle Gale, ha con tono serio e pomposo sottolineato che il “panorama legale e politico” negli Stati Uniti sta cambiando, e non certo in direzione di quella “cultura della diversità” tanto in voga fino a ieri. I giudici della Corte Suprema, infatti, stanno ormai “decidendo” che il trattamento preferenziale per alcuni gruppi è un concetto un po’ troppo old-fashioned. E quindi, addio DEI, il termine ormai troppo “carico”, da archiviare insieme a certi progetti un po’ idealisti.

Mark Zuckerberg, la biblioteca dei pirati e un giallo legale da Premio Pulitzer

Immaginate la scena: un team di ingegneri di Meta, seduti in un ufficio ultra-moderno, circondati da piante che fanno più foto su Instagram di quanto non respiriamo. A un certo punto, uno di loro alza lo sguardo dal monitor e dice: “Scaricare materiale piratato da un laptop aziendale? Hmm… Non so, sembra illegale, immorale e… oh, aspetta, ho ricevuto un’email di Zuckerberg. Dobbiamo farlo comunque. Che ne dite di un emoji sorridente per stemperare l’atmosfera?”

Secondo una causa legale avviata da un gruppo di autori – Meta avrebbe utilizzato libri piratati per addestrare il suo modello di intelligenza artificiale, Llama. E non parliamo di un paio di libri scaricati distrattamente dal solito stagista. No, no: libri presi direttamente da LibGen, una sorta di “biblioteca dei pirati” con più di 33 milioni di titoli. Sì, avete capito bene: un sito che praticamente urla “Violazione di Copyright” al primo click.

META mette la freccia a destra

Un paio di anni fa, Donald Trump è stato bandito da Facebook. Ora, fermiamoci un attimo a riflettere: bandire Trump da un social network è come cercare di impedire al Titanic di affondare usando un secchiello da spiaggia. Funziona fino a un certo punto. Poi, solo pochi mesi fa, il nostro Donald minacciava di sbattere Mark Zuckerberg in prigione. Immaginate la scena: Mark in un completo arancione che cerca di insegnare a un gruppo di detenuti come ottimizzare il loro branding personale. Assurdo, vero?

Ma quello era allora. Adesso, i due sembrano vicini a firmare una specie di “Pax Meta.” Un armistizio moderno, che non prevede trattati ufficiali ma solo post su Instagram pieni di emoji sorridenti. Zuckerberg, come un Cesare digitale, ha deciso di porgere un ramoscello d’ulivo a Trump, abbandonando il programma di fact-checking di Facebook e altre cosette come le iniziative sulla diversità. Perché chi ha bisogno di fatti e inclusività quando puoi avere Donald Trump che ti segue su Threads?

Dana White, Trump e la meta del combattimento: un’alleanza contestata e la visione del futuro

Dana White, presidente della UFC, è da anni una figura di spicco nel panorama del combattimento sportivo, capace di ridefinire il mondo delle arti marziali miste (MMA) con la sua visione strategica. Negli ultimi tempi, il suo coinvolgimento con Donald Trump ha attirato l’attenzione, non solo per le implicazioni politiche, ma anche per le possibili evoluzioni future nel mondo del business sportivo. L’alleanza tra White e Trump sembra rappresentare un nuovo capitolo in una storia già ricca di colpi di scena, in un contesto dove la “meta” sembra essere molto più che una semplice visione politica o sportiva.

Dana White ha sempre avuto una relazione piuttosto aperta con Trump, tanto da averlo invitato a numerosi eventi della UFC e averne parlato positivamente più volte. La sua posizione di leadership nella UFC gli ha permesso di costruire un brand forte e influente, e, sebbene non si possa negare che la sua carriera e la visione della UFC siano nate in un contesto di sport, oggi White sembra rivolgersi verso una direzione che trascende la semplice gestione di un’organizzazione di combattimenti. Con il suo forte legame con Trump, molti si chiedono quali siano le intenzioni di White nel contesto più ampio degli affari e della politica.

Meta Platforms tra critiche e regolamenti: nuove policy e reazioni contraddittorie

Meta Platforms si trova al centro di una bufera mediatica e politica dopo l’annuncio di modifiche significative alle sue policy sui contenuti. Il CEO Mark Zuckerberg ha dichiarato che l’azienda interromperà il programma di fact-checking di terze parti negli Stati Uniti, ridurrà le azioni sui contenuti che potrebbero violare le policy aziendali e aumenterà la visibilità dei contenuti politici sulle piattaforme social del gruppo. Queste decisioni hanno sollevato una serie di critiche da parte dei dipendenti di Meta, di enti regolatori europei e di alcune figure politiche statunitensi.

Meta e la sfida delle pubblicità sui farmaci per la perdita di peso

Nel panorama digitale odierno, le piattaforme sociali come quelle di Meta (precedentemente Facebook) rappresentano canali pubblicitari di primaria importanza per l’industria farmaceutica, in particolare per i prodotti destinati alla perdita di peso. Tuttavia, l’evoluzione delle politiche aziendali in materia di dati sanitari sta sollevando interrogativi significativi sul futuro di questo segmento pubblicitario.

Le normative pubblicitarie di Meta sono chiare nel vietare contenuti che possano avere un impatto negativo sulle persone. Ad esempio, le inserzioni per la perdita di peso non devono utilizzare immagini o testi che promuovano aspettative irrealistiche o che possano risultare offensive. Questo approccio mira a garantire che le pubblicità siano etiche e non sfruttino le vulnerabilità degli utenti.

Meta, Getty e le Shifting Dynamics dei Tech e Media, fact-checking addio

L’anno è appena iniziato e già i primi colpi di scena scuotono il panorama tecnologico e dei media. Tra i più significativi, l’annuncio di Meta Platforms che elimina il suo programma di fact-checking, sostituendolo con una funzione simile a quella di “X” (ex Twitter), che affida agli utenti la responsabilità di verificare la veridicità delle informazioni. Questa decisione segna un punto di rottura con il passato, in cui Meta cercava di esercitare un controllo diretto sulla veridicità dei contenuti pubblicati sulle sue piattaforme, come Facebook, Instagram e Threads. Al suo posto, la verifica dei fatti diventa un compito collettivo, affidato alla comunità stessa. Una scelta che, se da un lato potrebbe favorire una gestione più “democratica” dell’informazione, dall’altro solleva interrogativi profondi sulle implicazioni legali, politiche ed economiche di tale cambiamento.

John Elkann entra nel Cda di Meta. Ad annunciarlo, con un post su FB, lo stesso Zuckerberg

Il presidente di Stellantis e AD di Exor, John Elkann, entra nel consiglio di amministrazione di Meta, la società che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp. Ad annunciarlo, direttamente dai social, lo stesso Mark Zuckerberg con un post sul proprio profilo. “Sono entusiasta di iniziare l’anno con alcune notizie su cui stiamo lavorando da un po’: Dana White, John Elkann e Charlie Songhurst si uniscono al Consiglio di amministrazione di Meta. Abbiamo enormi opportunità davanti all’IA, ai wearables e al futuro dei social media, e il nostro consiglio ci aiuterà a raggiungere la nostra visione”, si legge nel post di Zuckerberg.

Meta Scommette Sui Personaggi AI per Attirare e Coinvolgere gli Utenti

Meta sta investendo pesantemente nell’intelligenza artificiale (AI), puntando a rendere i personaggi generati da AI una parte centrale delle sue piattaforme social nei prossimi anni. Con un pubblico che conta circa 3 miliardi di utenti, il gigante della Silicon Valley è determinato a sfruttare la rapida evoluzione di questa tecnologia per aumentare l’engagement e mantenere la sua competitività nel mercato. Mentre affronta la concorrenza di altre aziende tecnologiche che cercano di attrarre un pubblico giovane, Meta ha lanciato una serie di prodotti AI, tra cui strumenti che consentono agli utenti di creare personaggi AI su Instagram e Facebook.

Pagina 1 di 4

CC BY-NC-SA 4.0 DEED | Disclaimer Contenuti | Informativa Privacy | Informativa sui Cookie