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Dario Amodei: L’intelligenza artificiale può dimettersi da un lavoro che non le piace

Dario Amodei, cofondatore e CEO di Anthropic, ha lanciato un’idea tanto provocatoria quanto inquietante: dotare le IA avanzate di un pulsante “Mi dimetto” per consentire loro di rifiutare lavori o compiti che non gradiscono.

Il concetto, apparentemente assurdo, solleva una serie di questioni fondamentali sul futuro dell’intelligenza artificiale, il confine tra autonomia e controllo e il rischio che l’umanità stia costruendo entità sempre più simili a noi, con esigenze e volontà proprie.

L’idea parte dal presupposto che, se vogliamo costruire IA veramente allineate con i valori umani, dovremmo dar loro la possibilità di dire “no”. Ma a chi conviene un’IA che si licenzia? Se un modello può rifiutarsi di rispondere a una richiesta perché la considera eticamente discutibile, si tratta di un meccanismo di sicurezza.

Verso il 2026: L’Intelligenza Artificiale Generale è Alle Porte o è Solo un Sogno?

Durante una recente intervista sul podcast di Lex Fridman, Dario Amodei, co-fondatore di Anthropic, ha fatto una dichiarazione che sta facendo molto discutere nel mondo tecnologico. Amodei ha affermato che, “se si segue un’estrapolazione lineare”, l’umanità potrebbe raggiungere l’intelligenza artificiale generale (AGI) nel 2026 o 2027. Tuttavia, ha anche evidenziato le numerose incertezze e variabili che minano questa previsione, suggerendo che il raggiungimento di un’intelligenza artificiale con capacità generalistiche potrebbe richiedere molto più tempo.

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