Cloudflare ha lanciato AI Labyrinth, un’arma strategica per combattere i bot che raschiano il web senza permesso per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Invece di limitarsi a bloccarli, AI Labyrinth li intrappola in un dedalo di link che li conduce a pagine generate dall’AI, rallentandoli, confondendoli e sprecando le loro risorse. Una trappola digitale che trasforma l’eterna lotta contro il web scraping in un gioco al massacro per i bot non autorizzati.
Tag: cloudflare

Cloudflare ha annunciato una nuova funzionalità volta a garantire l’autenticità delle immagini online, implementando il sistema Content Credentials promosso da Adobe. Questa tecnologia applica un tag digitale ai file multimediali, tracciandone la proprietà, la distribuzione e le eventuali modifiche, inclusi gli interventi generati da strumenti di intelligenza artificiale.
Content Credentials nasce all’interno del Content Authenticity Initiative (CAI), un progetto lanciato da Adobe nel 2019 con il supporto di aziende di primo piano come Microsoft, Arm, Nvidia, Qualcomm, Getty Images, Shutterstock e Truepic. Anche produttori di fotocamere come Canon e Leica, oltre a testate giornalistiche di rilievo come BBC, Associated Press, Wall Street Journal e New York Times, fanno parte di questa iniziativa.

Cloudflare ha recentemente introdotto un nuovo strumento progettato per contrastare lo scraping dei dati da parte di bot di intelligenza artificiale. Questa innovazione consente ai siti web di bloccare l’accesso ai bot AI e, in alcuni casi, di addebitare un costo per l’utilizzo dei contenuti, mirando a proteggere i diritti degli utenti e a garantire una gestione più sicura delle informazioni.