Rivista AI

Intelligenza Artificiale, Innovazione e Trasformazione Digitale

Emirati Arabi Uniti: la promessa di 1,4 trilioni di dollari negli Stati Uniti

Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) hanno recentemente annunciato un piano decennale per investire 1,4 trilioni di dollari nell’economia statunitense, a seguito di incontri tra alti funzionari emiratini e il presidente Donald Trump. Questo impegno mira a potenziare significativamente gli investimenti esistenti degli EAU in settori chiave come l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale, i semiconduttori, l’energia e la manifattura americana.

Nell’ambito di questo accordo, il fondo di investimento emiratino ADQ, in collaborazione con il partner statunitense Energy Capital Partners, ha annunciato un’iniziativa da 25 miliardi di dollari focalizzata su infrastrutture energetiche e data center. Inoltre, XRG, il braccio internazionale della compagnia petrolifera statale degli EAU, ADNOC, ha manifestato l’intenzione di supportare la produzione e l’esportazione di gas naturale negli Stati Uniti attraverso un investimento nell’impianto di esportazione di gas naturale liquefatto NextDecade in Texas.

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Silicon Valley Spy Story: la guerra senza regole tra Rippling e Deel

Nel mondo delle startup, dove l’innovazione è spesso sinonimo di caos organizzato, due nomi emergono nel settore della gestione delle risorse umane:

Rippling e Deel. Entrambe le aziende promettono di semplificare la complessità dell’HR, ma recenti eventi hanno messo in luce una rivalità che va oltre la semplice concorrenza.

Rippling, con sede a San Francisco, si presenta come una piattaforma integrata che unisce HR, IT e finanza, offrendo alle aziende una gestione centralizzata delle operazioni. Fondata da Parker Conrad, già noto per la sua turbolenta esperienza con Zenefits, Rippling ha attirato l’attenzione per la sua capacità di automatizzare e unificare processi aziendali complessi.

Dall’altra parte dell’oceano, Deel si è affermata come leader nella gestione globale delle buste paga e della conformità. Fondata nel 2019, Deel ha rapidamente scalato il mercato, offrendo alle aziende la possibilità di assumere, pagare e gestire team in oltre 150 paesi.

Tesla in caduta libera: la fine dell’era Musk?

Elon Musk che brandisce una motosega su un palco politico è un’immagine potente, ma potrebbe servire più che sceneggiate teatrali per salvare Tesla dalla spirale discendente in cui si trova. Un tempo sinonimo di innovazione e crescita esplosiva, il gigante dei veicoli elettrici è ora bloccato in una crisi profonda, con vendite in calo, concorrenza feroce e un fondatore sempre più divisivo. Se Musk non trova una soluzione, Tesla rischia di trasformarsi da rivoluzione tecnologica a caso di studio su come perdere il dominio di un settore che ha contribuito a creare.

Italia e intelligenza artificiale: la legge che promette di regolare l’irregolabile

Con 85 voti favorevoli, 42 contrari e nessuna astensione, il Senato ha approvato il Disegno di Legge 1146 sull’Intelligenza Artificiale (IA). Un testo mastodontico di oltre 1.400 pagine che, sulla carta, dovrebbe fornire regole chiare per l’utilizzo dell’IA nei settori più critici: sanità, lavoro, giustizia, sicurezza e media. In teoria, l’obiettivo è nobile: dare un senso di ordine e trasparenza all’uso degli algoritmi, limitare gli abusi e garantire ai cittadini la possibilità di sapere se e quando stanno interagendo con un’intelligenza artificiale. In pratica, però, si tratta di capire se questa legge sarà davvero in grado di incasellare una tecnologia che cambia più velocemente di quanto il legislatore riesca a scrivere.

L’intelligenza artificiale è un fenomeno in continua evoluzione e qualsiasi regolamento rischia di nascere già obsoleto. Ma il governo italiano sembra aver deciso di provarci comunque, ispirandosi in parte all’AI Act europeo, già approvato lo scorso marzo. Peccato che l’approccio italiano sia ancora più vago e burocratico, con una serie di linee guida che somigliano più a buone intenzioni che a regole effettivamente applicabili.

Prof. J. Mark Bishop: L’hype un salto nel vuoto senza la bussola della storia

Se c’è una verità che, come un vecchio detto popolare, dovrebbe essere sempre presente nelle menti di chi compra hype, è che la storia ha sempre qualcosa da insegnarci.

Ma come accade nella maggior parte dei casi, molto di ciò che appare splendente oggi è destinato a svanire nell’ombra domani.

In questo contesto, le parole di Prof. J. Mark Bishop, accademico di lunga data e osservatore critico delle dinamiche tecnologiche, meritano una riflessione approfondita prima di abbandonarsi a qualsiasi acquisto impulsivo basato sull’ultima moda tecnologica.

Il suo approccio al mercato non è certo quello di un novizio, ma di un esperto che ha visto troppi cicli ripetersi per non essere scettico. Quando si parla di “hype” tecnologico, Bishop non si riferisce solo alle mode passeggere che sembrano risolvere i problemi del mondo con la velocità di un click, ma ad una vera e propria cultura del marketing che sfrutta l’ignoranza per vendere illusioni più che soluzioni. E se c’è qualcosa che la storia ci ha insegnato, è che la tecnologia, per quanto affascinante, segue un percorso che non è sempre lineare, ma fatto di alti e bassi.

L’illusione della neutralità: perché le IA pendono tutte a sinistra, Grok compreso

Nel disperato tentativo di sottrarsi a una tempesta mediatica, il deputato di La France Insoumise (LFI) Paul Vannier ha deciso di giocarsi la carta dell’Intelligenza Artificiale. La polemica è nata da un manifesto del partito in cui Cyril Hanouna, noto conduttore televisivo francese, veniva raffigurato in un modo che molti hanno ritenuto essere una caricatura antisemita. Quando le critiche sono esplose, Vannier ha provato a dare la colpa a Grok, l’IA generativa sviluppata da XAI, l’azienda di Elon Musk. Il ragionamento? Grok sarebbe intriso delle “idee nauseabonde” del suo creatore, e quindi responsabile del risultato finale.

Se non fosse grottesco, sarebbe quasi brillante: l’IA diventa una comoda scusa per l’irresponsabilità politica. Vannier non si ferma a dire che il suo partito ha fatto un errore, ma scarica la colpa direttamente su un software. Il sottotesto è chiaro: non è colpa di chi ha usato l’IA, né di chi ha pubblicato l’immagine, ma di Musk e del suo algoritmo. Insomma, una colpevolizzazione tecnologica che permette agli Insoumis di schivare l’accusa di antisemitismo.

Il problema? L’Intelligenza Artificiale non è un’entità autonoma con opinioni o pregiudizi propri. Non fa altro che generare output sulla base di input umani. Se l’algoritmo ha prodotto un’immagine problematica, è perché qualcuno gli ha chiesto qualcosa in un certo modo, e poi qualcun altro ha deciso di pubblicarla. Non è stato Musk a postarla sui social ufficiali di LFI, né tantomeno a validarne la diffusione.

Il futuro della governance dell’intelligenza artificiale: Private AI, AI Act e sostenibilità per un modello più sicuro nelle imprese

L’intelligenza artificiale è la grande rivoluzione tecnologica del nostro tempo, ma la sua governance resta un tema aperto e controverso. Durante l’evento organizzato da Seeweb ed EuropIA, l’esperto di affari istituzionali Dario Denni ha sottolineato come l’attenzione normativa dovrebbe essere posta più sui dati che sui sistemi. Un’affermazione che sembra quasi scontata, ma che in realtà tocca il cuore di uno dei problemi più rilevanti del momento: mentre sui dati personali esiste una solida normativa, come il GDPR, e una giurisprudenza consolidata, lo stesso non si può dire per i dati aziendali. Eppure, questi ultimi rappresentano un asset strategico fondamentale, spesso più prezioso di qualsiasi brevetto o proprietà industriale.

Le imprese che affidano i propri dati a sistemi globali di IA devono essere consapevoli di un rischio sottovalutato: la perdita del diritto di sfruttamento esclusivo. I dati, una volta elaborati da un modello IA, possono diventare parte del suo “know-how”, alimentando sistemi che potrebbero non solo imparare da essi, ma anche utilizzarli per generare output che avvantaggiano terze parti. Questo scenario crea un problema di governance enorme, che non può essere ignorato.

Claude sfida Google e OpenAI: ora cerca sul web con citazioni dirette

Anthropic, la startup di intelligenza artificiale generativa supportata da Amazon, ha oggi un’importante novità per il suo modello di linguaggio Claude: l’integrazione della ricerca web con citazioni dirette delle fonti. Una mossa che lo posiziona in diretta concorrenza con Google AI Overviews, Microsoft Bing con Copilot, OpenAI ChatGPT Search e Perplexity AI.

Secondo Anthropic, questa nuova funzionalità migliora drasticamente la capacità di Claude di fornire risposte basate su dati aggiornati in tempo reale. Invece di limitarsi al proprio knowledge base statico, ora Claude è in grado di cercare autonomamente le informazioni più rilevanti e presentarne i risultati in un formato conversazionale, con riferimenti diretti alle fonti originali. Questo approccio risponde a una delle principali critiche mosse ai modelli di intelligenza artificiale generativa: la mancanza di trasparenza nelle risposte e la tendenza a inventare informazioni inesistenti.

Europa, il bivio del mercato unico. Letta avverte: “Senza integrazione siamo una colonia americana”

L’Europa è a un bivio decisivo: rimanere frammentata e vulnerabile agli interessi esterni oppure accelerare l’integrazione economica per diventare un attore globale. È questo il monito lanciato da Enrico Letta, intervistato da Il Sole 24 Ore, a proposito del suo rapporto sul futuro del mercato unico europeo. L’ex premier italiano avverte che, senza una svolta strutturale, l’UE rischia di restare una colonia economica degli Stati Uniti e di non essere in grado di competere con Cina e altre potenze emergenti.

Nvidia lancia Llama Nemotron: la nuova frontiera dell’intelligenza agentica

Nvidia ha deciso di alzare la posta nel mondo dell’intelligenza artificiale con il lancio di Llama Nemotron, una nuova famiglia di modelli open source progettati per potenziare l’intelligenza agentica e il processo decisionale complesso.

Questi modelli mirano a portare un ragionamento più rapido e affidabile nelle applicazioni AI aziendali, segnando un passo significativo nell’evoluzione delle capacità dell’intelligenza artificiale.

La famiglia Llama Nemotron si distingue per le sue tre dimensioni di modelli, ciascuna ottimizzata per specifici ambienti operativi.

Dario Amodei: L’intelligenza artificiale può dimettersi da un lavoro che non le piace

Dario Amodei, cofondatore e CEO di Anthropic, ha lanciato un’idea tanto provocatoria quanto inquietante: dotare le IA avanzate di un pulsante “Mi dimetto” per consentire loro di rifiutare lavori o compiti che non gradiscono.

Il concetto, apparentemente assurdo, solleva una serie di questioni fondamentali sul futuro dell’intelligenza artificiale, il confine tra autonomia e controllo e il rischio che l’umanità stia costruendo entità sempre più simili a noi, con esigenze e volontà proprie.

L’idea parte dal presupposto che, se vogliamo costruire IA veramente allineate con i valori umani, dovremmo dar loro la possibilità di dire “no”. Ma a chi conviene un’IA che si licenzia? Se un modello può rifiutarsi di rispondere a una richiesta perché la considera eticamente discutibile, si tratta di un meccanismo di sicurezza.

OpenAI o1-Pro: l’intelligenza artificiale diventa un lusso per pochi

OpenAI ha lanciato il suo nuovo modello o1-Pro, un’evoluzione delle sue AI multimodali che punta a offrire funzionalità avanzate agli sviluppatori. Il modello supporta visione, chiamata di funzioni e output strutturati, oltre a essere compatibile con le nuove API Responses e Batch. Fin qui tutto interessante, se non fosse per un dettaglio:

il costo.Al momento, l’accesso a o1-Pro è riservato a un gruppo selezionato di sviluppatori, e per provarlo bisogna aver già speso almeno 5 dollari in servizi API OpenAI.

Palantir: il Gigante dell’AI conquista Wall Street con numeri da record

Palantir Technologies, il colosso americano specializzato in big data e intelligenza artificiale, sta vivendo un momento d’oro. I risultati finanziari del 2024, pubblicati di recente, mostrano una crescita impressionante che non solo consolida la sua posizione nel settore tecnologico, ma la rende anche una delle aziende più ambite in Borsa. Con un titolo che ha registrato un aumento del 144% nel 2024, Palantir si conferma un player di riferimento per chi cerca innovazione e solidità finanziaria.

Migliori strumenti AI per lo Storytelling nel 2025

Scopri i migliori strumenti di Intelligenza Artificiale per lo storytelling nel 2025! Questa pagina presenta tool AI per creare narrazioni, generare sceneggiature e personalizzare contenuti, ideali per autori e storyteller. Esplora le innovazioni che trasformano la narrazione!

Huawei Pura X, il concetto di flip phone e lancia la sua AI: Nvidia trema

Huawei ha deciso di riscrivere le regole dei flip phone con il nuovo Pura X, un dispositivo che sfida il design tradizionale aprendosi lateralmente anziché verticalmente. Ma la vera rivoluzione non è solo nella forma: è il primo smartphone Huawei a lasciare definitivamente Android e a introdurre Harmony Intelligence, l’assistente AI basato sul modello Pangu.

Perfino Jensen Huang, CEO di Nvidia, ammette che il colosso cinese sta diventando un attore sempre più influente nel settore dell’intelligenza artificiale, a dispetto delle sanzioni statunitensi che avrebbero dovuto limitarne l’ascesa.

LG AI Research ha svelato EXAONE Deep 32B

L’era dell’IA agentica, in cui le intelligenze artificiali formulano ipotesi, le verificano e prendono decisioni autonomamente senza intervento umano, è ormai alle porte. Tuttavia, sviluppare modelli di ragionamento ad alte prestazioni è una sfida che solo poche aziende nel mondo sono riuscite a superare. In questo contesto, LG AI Research ha svelato EXAONE Deep, un’IA di ragionamento avanzato che promette di competere con i leader del settore.

EXAONE Deep eccelle nella comprensione della logica matematica, nel ragionamento su concetti scientifici e nella risoluzione di problemi di programmazione, affermandosi come un modello altamente performante specializzato nel ragionamento avanzato.

Mercedes Will I am

Elisabetta la mia spacciatrice di Neuroni Sintetici mi ha pingato chiedendomi hai visto l’adv di Mercedes con Will I am?

Mercedes ha appena rilasciato un video che sembra uscito direttamente dal futuro, un inno all’intelligenza artificiale applicata all’auto di lusso. Ma attenzione, perché il messaggio è un colpo ben assestato alla concorrenza, con una chiara provocazione a Mercedes.

SoftBank sta puntando sull’intelligenza artificiale con un investimento da 6,5 miliardi in Ampere

Il passo decisivo per dominare il futuro dei chip

La notizia di SoftBank Group che ha deciso di versare ben 6,5 miliardi di dollari in contanti per acquistare Ampere è l’ennesima mossa audace di un conglomerato che non ha mai nascosto la sua ambizione di essere protagonista nella corsa all’intelligenza artificiale. Questo investimento non è solo una cifra impressionante, ma un segnale forte di come SoftBank stia cercando di consolidare la sua posizione nel cuore del futuro tecnologico, ovvero il settore dei chip destinati all’AI, dove la concorrenza si fa ogni giorno più agguerrita.

Nvidia acquista Gretel: la mossa strategica per dominare il mercato dei dati sintetici

Nvidia, il gigante tecnologico noto per le sue innovazioni nel campo delle GPU, ha appena aggiunto un nuovo capitolo alla sua espansione nel settore dell’intelligenza artificiale. L’acquisizione di Gretel, una startup che sviluppa soluzioni per la generazione e l’utilizzo di dati sintetici, rappresenta un passo significativo nel suo tentativo di consolidare la propria posizione come fornitore leader di servizi cloud per l’AI generativa. Ma cosa comporta questa mossa per l’ecosistema dell’AI e per i concorrenti di Nvidia?

L’UE accusa Google e Apple di violare il Digital Markets Act: una nuova frontiera per la concorrenza digitale

La Commissione Europea ha lanciato un nuovo attacco a due dei colossi tecnologici più potenti del pianeta, Google e Apple, accusandoli di violare le normative imposte dal Digital Markets Act (DMA), la legge pensata per garantire un mercato digitale più equo e competitivo in Europa. Le accuse, se confermate, potrebbero avere un impatto significativo sulle operazioni di entrambe le aziende, ma anche sulle loro strategie future, in un contesto già teso di sanzioni e sfide legali.

Meta AI sbarca in Europa: un’intelligenza artificiale a metà, frenata dalla burocrazia

Dopo mesi di attese e intoppi normativi, Meta AI fa finalmente il suo ingresso in Europa. O meglio, ci prova. A partire da questa settimana, il chatbot sarà disponibile su WhatsApp, Facebook, Instagram e Messenger in 41 Paesi europei e 21 territori d’oltremare. Ma attenzione: per ora si tratta solo di una versione limitata alla chat testuale. Dimenticatevi la generazione di immagini, la modifica di foto o l’interazione multimodale che negli Stati Uniti è già realtà. L’Europa, ancora una volta, si ritrova con un prodotto “light”, castrato da regolamentazioni e timori sulla privacy.

Oracle Cloud World Tour 2025 lancia AI Agent Studio: la rivoluzione dell’automazione aziendale

Nel panorama odierno delle soluzioni enterprise, Oracle ha deciso di alzare l’asticella con l’introduzione dell’AI Agent Studio per le applicazioni Fusion Cloud. Questo strumento promette di trasformare il modo in cui le aziende gestiscono l’automazione, offrendo una piattaforma completa per la creazione, l’estensione, la distribuzione e la gestione di agenti AI su larga scala e va ad aggiungersi alla già lunga lista di Agenti AI pre-configurati (più di 50) e agli oltre 100 casi d’uso di AI generativa (GenAI), già disponibili nella suite Oracle di applicazioni aziendali, senza costi aggiuntivi per i clienti, perchè tutto è già ricompreso nel canone di “abbonamento” SaaS, che prevede aggiornamenti trimestrali su tutte le suite (ERP, HCM, SCM, CX..).

Gli agenti AI non sono una novità nel mondo tecnologico, ma la loro integrazione efficace nelle applicazioni aziendali ha sempre rappresentato una sfida. Oracle, con il suo AI Agent Studio, mira a superare queste difficoltà, offrendo agli utenti strumenti intuitivi per sviluppare agenti personalizzati che rispondano alle esigenze specifiche del business. Questo non solo aumenta la produttività, ma consente anche una maggiore flessibilità nell’adattarsi alle dinamiche di mercato in continua evoluzione.

Elon Musk raccoglie un miliardo di dollari in equity e entra a far parte del fondo Microsoft-BlackRock da 30 miliardi di dollari

Elon Musk riesce sempre a far suonare la sua orchestra finanziaria con melodie che incantano gli investitori, anche quando gli strumenti sono palesemente scordati. L’ultimo miracolo? X (ex Twitter) ha raccolto “quasi un miliardo di dollari” in equity fresca, portando la sua valutazione a 32 miliardi di dollari, nonostante un crollo dei ricavi del 50% rispetto al 2021. La matematica suggerirebbe un valore ben inferiore, ma Musk non gioca con le calcolatrici: lui usa il carisma e l’hype.

I numeri, però, sono impietosi. Gli investitori hanno accettato di valutare X a 16 volte il suo fatturato previsto per il 2024, il doppio rispetto alle altre piattaforme social come Reddit, Snap, Pinterest e persino il gigante Meta. Se X seguisse le stesse logiche di mercato, la sua valutazione si fermerebbe a 21,6 miliardi di dollari, e il valore del suo equity, una volta sottratti i 13 miliardi di debiti, crollerebbe a soli 9 miliardi. Ma ecco la magia: Musk ha trovato il modo di convincere gli investitori che il suo prodotto valga molto di più.

Il richiamo di Zoox che manda in crisi il mito della guida autonoma

Zoox, la startup di guida autonoma sostenuta da Amazon, ha appena ritirato 258 veicoli dopo che la NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) ha aperto un’indagine sul loro software. Un colpo durissimo per l’azienda, che probabilmente pensava che l’automazione avrebbe risolto tutti i problemi, ma ora si trova con la coda tra le gambe. A causare il ritiro, non sono stati qualche bug minore o glitch sporadici, ma incidenti veri e propri. In due distinti eventi, motociclisti sono stati tamponati da Toyota Highlander equipaggiate con la tecnologia di guida autonoma di Zoox. Un vero e proprio “autogol” per una tecnologia che sta cercando di convincere il mondo che l’automazione è la chiave per il futuro dei trasporti.

La NHTSA ha deciso di intervenire dopo questi episodi, aprendo un’indagine che ha messo in luce alcune criticità del software di Zoox. Non è bastato che l’azienda avesse tranquillizzato tutti dicendo che il software era stato aggiornato e che nessuna delle auto attualmente in circolazione utilizzava più la versione obsoleta. Un bel tentativo di scrollarsi di dosso la polvere, ma non basta. A quanto pare, anche le auto futuristiche con i sedili rivolti l’uno verso l’altro e senza volante, in perfetto stile sci-fi, non sono così sicure come si potrebbe immaginare.

Shop Circle chiude un round serie b da 60 milioni di dollari: l’intelligenza artificiale alla base della crescita

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale nel successo di Shop Circle, una delle aziende più promettenti nel panorama B2B globale. Fondata nel 2021 da Luca Cartechini e Gian Maria Gramondi, due imprenditori di spicco nel panorama italiano, Shop Circle ha rapidamente conquistato un posto di rilievo nel mercato, attrarre oltre 120.000 clienti e crescere esponenzialmente fino a contare 300 dipendenti. Recentemente, l’azienda ha annunciato di aver chiuso con successo un round di finanziamento Serie B del valore di 60 milioni di dollari, un traguardo significativo che conferma l’interesse e la fiducia degli investitori nel suo potenziale di crescita.

L’intelligenza artificiale ha rappresentato uno degli elementi chiave di questa rapida espansione. Shop Circle utilizza l’AI per ottimizzare i processi di gestione e automazione per le aziende, migliorando l’efficienza operativa e offrendo soluzioni personalizzate per ogni singolo cliente. L’approccio innovativo dell’azienda si rivolge a piccole e medie imprese, con un focus particolare sulla gestione dell’e-commerce, una nicchia che è diventata sempre più strategica nel panorama digitale odierno. L’adozione di soluzioni intelligenti per la gestione dei flussi di lavoro e delle operazioni commerciali ha dato a Shop Circle un vantaggio competitivo nel mercato globale.

Adobe Summit 2025: Adobe AI Platform guida l’AI per reinventare la Customer Experience Orchestration

Il 18 marzo 2025, Adobe ha segnato un passo importante verso il futuro dell’orchestrazione dell’esperienza del cliente, presentando una serie di innovazioni che uniscono creatività, marketing e intelligenza artificiale.

Questo evento non è solo un altro punto di arrivo per Adobe, ma un vero e proprio punto di svolta in una direzione ben precisa: la personalizzazione di massa attraverso l’AI. Una proposta che promette di cambiare il modo in cui le aziende interagiscono con i clienti, mettendo l’intelligenza artificiale al centro di tutto.

Adriano, il primo robot dipendente pubblico: innovazione tecnologica al servizio della cultura

Dal 24 marzo, Roma accoglierà Adriano, il primo robot dipendente della Pubblica Amministrazione italiana. Un progetto ambizioso promosso dalla Camera di Commercio di Roma con un investimento di 140mila euro, che punta a unire intelligenza artificiale e patrimonio culturale.

Adriano sarà operativo presso il Tempio di Vibia Sabina e Adriano, accogliendo visitatori e fornendo informazioni storiche in italiano e inglese. Ma non si tratta solo di un assistente digitale: il robot è dotato di mani robotiche avanzate e di una mimica facciale realistica, rendendo l’interazione più coinvolgente e naturale. Inoltre, sarà presto in grado di condurre visite virtuali da remoto, permettendo a chiunque, ovunque nel mondo, di esplorare il sito tramite un visore.

Amazon e Suno: il canto stonato dell’AI che rischia di far crollare tutto

Amazon voleva solo mostrare l’integrazione di Alexa Plus con Suno, una piattaforma di generazione musicale basata sull’intelligenza artificiale. Un piccolo dettaglio tra i tanti annunci della presentazione. Ma invece ha inavvertitamente scatenato un enorme problema di copyright che potrebbe costarle caro.

Suno è un generatore di canzoni basato su IA: si inserisce un prompt testuale, come “un brano jazz, reggae, EDM pop sulla mia immaginazione”, e il sistema sforna una canzone. Niente di troppo nuovo nel mondo dell’AI generativa, ma Suno ha un problema non da poco: è sotto accusa per aver utilizzato materiale protetto da copyright per addestrare i suoi modelli.

Le grandi etichette discografiche e la RIAA (Recording Industry Association of America) lo hanno citato in giudizio, anche se non possono dimostrare con certezza che Suno abbia direttamente copiato brani esistenti.

Migliori strumenti AI per modifica Audio

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Razer si tuffa nell’AI: Wyvrn cambierà il futuro del gaming (e del lavoro?)

Razer, il brand noto per il gaming ad alto livello, ha deciso di entrare a gamba tesa nel mondo dell’intelligenza artificiale con Wyvrn, una piattaforma pensata per sviluppatori che promette di rivoluzionare il settore. Il focus è su automazione e AI applicata al testing e all’esperienza di gioco, con strumenti come l’AI QA Copilot, che assiste nello sviluppo e nel controllo qualità, e l’AI Gamer Copilot, un assistente vocale che fornisce consigli tattici in tempo reale durante le partite.

Ma se da un lato queste innovazioni possono sembrare un passo avanti per il gaming, dall’altro pongono seri interrogativi sull’occupazione nei team di QA e sul futuro dell’industria videoludica.

Nvidia e xAI si uniscono al consorzio globale per rivoluzionare i data center con l’IA

Nel panorama tecnologico odierno, l’intelligenza artificiale (IA) rappresenta la frontiera dell’innovazione, richiedendo infrastrutture sempre più potenti ed efficienti. In questo contesto, Nvidia e xAI hanno deciso di unirsi a un consorzio globale, affiancando giganti come Microsoft e BlackRock, con l’obiettivo di sviluppare infrastrutture all’avanguardia per l’IA.

Il consorzio, denominato AI Infrastructure Partnership, prevede un investimento iniziale di oltre 30 miliardi di dollari in progetti legati all’IA, focalizzandosi sulla realizzazione di data center e strutture energetiche capaci di supportare applicazioni avanzate come ChatGPT. Questa iniziativa rappresenta uno degli sforzi più significativi per finanziare le infrastrutture necessarie a sostenere la crescente domanda di potenza computazionale nel settore dell’IA.

Google svela il Pixel 9a: l’outsider che sfida l’iPhone 16e

Nel mondo della tecnologia, dove l’innovazione è spesso accompagnata da prezzi esorbitanti, Google ha deciso di rompere gli schemi presentando il suo nuovo Pixel 9a. Con un prezzo di partenza di 499€, questo dispositivo non solo mantiene il costo del suo predecessore, ma introduce anche una serie di miglioramenti che lo rendono una proposta allettante per chi cerca qualità senza svenarsi.

Il design del Pixel 9a è stato rinnovato con un modulo fotocamera piatto e un display pOLED da 6,3 pollici più luminoso, con una frequenza di aggiornamento di 120 Hz. La resistenza all’acqua è stata potenziata con una certificazione IP68, garantendo una maggiore durabilità. Ma la vera sorpresa è la batteria da 5.100 mAh, che promette oltre 30 ore di autonomia con una singola carica, un aspetto che potrebbe far riflettere molti utenti sempre in movimento.

GPU NVidia per l Intelligenza Artificiale

GPU NVidia per l’Intelligenza Artificiale, perché vengono usati solo questi processori?

Le GPU NVIDIA per l’Intelligenza Artificiale sono molto utilizzate perché offrono grandi vantaggi rispetto alle CPU tradizionali. Il motivo principale è la loro capacità di elaborare più operazioni in parallelo, rendendole ideali per addestrare modelli di machine learning e deep learning. Grazie a questa architettura, possono gestire enormi quantità di dati in meno tempo, accelerando i processi di calcolo. Non è un caso che per il 2025 NVidia punti più all’Intelligenza artificiale che al mercato dei videogames.

Walmart introduce Wally

Walmart ha recentemente introdotto “Wally“, un assistente basato su intelligenza artificiale generativa, progettato per rivoluzionare le operazioni interne dei suoi commercianti. Questo strumento avanzato consente ai team di merchandising di analizzare rapidamente enormi quantità di dati di vendita, facilitando decisioni informate su selezione dei prodotti e strategie di prezzo. Grazie a Wally, il tempo dedicato all’analisi manuale dei dati è stato drasticamente ridotto da ore a pochi secondi, permettendo ai commercianti di rispondere più agilmente alle mutevoli esigenze del mercato.

La genesi di Wally risiede nella necessità di affrontare le sfide tradizionali del merchandising. Storicamente, i commercianti di Walmart erano intrappolati in un ciclo infinito di fogli di calcolo e report manuali, analizzando modelli di vendita regionali e metriche delle performance dei brand. Questo processo laborioso consumava ore di tempo prezioso. Wally, con la sua interfaccia chat sofisticata, comprende il gergo retail complesso e accede istantaneamente ai vasti archivi di dati di Walmart, eliminando la necessità di analisi manuali estenuanti.

Trump e Putin risolvono la guerra in Ucraina? Solo se conviene a loro

Trump e Putin si sentono al telefono e, come due vecchi amici che decidono di dividere il conto al ristorante, stabiliscono una tregua “parziale” in Ucraina, focalizzata su energia e infrastrutture. Non sulla vita umana, non sulle città ridotte in macerie, ma su gasdotti e centrali elettriche. Perché, si sa, la guerra può anche continuare, ma il flusso di denaro e risorse deve rimanere intatto.

La Casa Bianca annuncia che ulteriori dettagli verranno discussi a Jeddah, città saudita famosa non per la diplomazia, ma per il petrolio. Un caso? Ovviamente no. Nel frattempo, Kiev risponde con scetticismo, accusando Mosca di aver lanciato una nuova ondata di droni e dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, che Putin non ha mai veramente considerato l’opzione della pace. Zelensky, escluso dalle conversazioni tra i due potenti, si trova in Finlandia a cercare alleati, mentre il Cremlino esulta per una tregua che permette alla Russia di riorganizzarsi senza dover rinunciare ai suoi obiettivi strategici.

Nvidia: il nuovo salvagente per DeepSeek?

In un tentativo di rassicurare gli investitori e riaffermare la propria posizione dominante nel mercato dell’intelligenza artificiale, il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha presentato le nuove offerte della società che potrebbero notevolmente migliorare le prestazioni del modello R1 di DeepSeek. Questo annuncio è arrivato durante la conferenza annuale GTC a San Jose, California, dove Huang ha spiegato come i prodotti più recenti di Nvidia possano aumentare drasticamente le capacità di ragionamento per modelli come R1.

Huang ha descritto Dynamo, il nuovo software di inferenza open-source di Nvidia, come il “sistema operativo di una fabbrica di intelligenza artificiale”. Questo software, ora disponibile su Github, può offrire fino a 30 volte più prestazioni sui GPU esistenti e nelle architetture per compiti di ragionamento AI, secondo Nvidia. Dynamo succede al NVIDIA Triton Inference Server e si concentra sulla massimizzazione dell’utilizzo delle risorse GPU, orchestrando la comunicazione di inferenza su migliaia di GPU e impiegando il serving disaggregato per ottimizzare indipendentemente le fasi di elaborazione e generazione dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) su diverse GPU.

Wiz e l’arte dell’acquisizione: come Google ha speso 32 Miliardi per diventare più sicura e ancora più gigante

Google non è mai stato timido nel mostrare il suo potere di mercato, ma l’operazione per acquisire Wiz per 32 miliardi di dollari è una delle dimostrazioni più eclatanti della sua capacità di comprare quello che gli serve. Un acquisto che, a prima vista, sembra il classico esempio di un gigante della tecnologia disposto a pagare qualsiasi cifra pur di mantenere la sua posizione dominante. Eppure, dietro questa transazione, c’è una strategia che merita una riflessione più approfondita.

Lucas Penrose e il teorema di Gödel: un’analisi dell’intelligenza artificiale

Nel 1961, J.R. Lucas pubblica un articolo dal titolo “Minds, Machines and Gödel“, che propone un argomento anti-meccanicistico controverso. La sua tesi centrale è che il primo teorema di incompletezza di Gödel dimostra che la mente umana non è una macchina di Turing, e cioè non può essere ridotta a un semplice calcolatore. Tale argomentazione ha generato non poca discussione, in particolare in relazione alla Teoria Computazionale della Mente, che sostiene che la mente umana funzioni come un computer. Se l’argomento di Lucas fosse corretto, questa visione sarebbe falsa, e di conseguenza anche l’idea di una “forte intelligenza artificiale” (la possibilità di costruire una macchina con capacità cognitive simili a quelle umane) cadrebbe.

Nvidia stampa soldi con l’AI: 2.300$ al secondo e nuovi chip per dominare il futuro – Vera Rubin e Rubin Ultra: il vero salto generazionale

Nvidia è diventata una macchina da soldi, macinando 2.300 dollari di profitto al secondo grazie al boom dell’intelligenza artificiale. Se fino a pochi anni fa era il re indiscusso del gaming, oggi il suo business dei data center è talmente gigantesco che persino il reparto networking genera più ricavi delle GPU da gioco. Il messaggio è chiaro: chiunque voglia essere rilevante nell’AI deve passare per Nvidia.

E per mantenere il dominio assoluto, il colosso di Jensen Huang ha annunciato una nuova ondata di GPU AI destinate a cementare il suo vantaggio competitivo: Blackwell Ultra GB300 entro fine 2025, Vera Rubin nel 2026 e Rubin Ultra nel 2027. La roadmap è stata aggiornata al GDC 2025, e mentre i dettagli tecnici si accumulano, il punto essenziale è uno: Nvidia sta costruendo un’infrastruttura AI che sarà il cuore pulsante della prossima rivoluzione tecnologica.

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