Rivista AI

Intelligenza Artificiale, Innovazione e Trasformazione Digitale

HPE scommette sull’AI: domanda di data center in crescita nonostante DeepSeek

​Hewlett Packard Enterprise (HPE) ha recentemente riportato risultati finanziari che evidenziano una crescita significativa nel settore dei server, trainata dalla crescente domanda di soluzioni per l’intelligenza artificiale (AI). Nel quarto trimestre fiscale, HPE ha registrato un aumento del 32% nelle entrate dei server rispetto all’anno precedente, raggiungendo 4,71 miliardi di dollari .

Antonio Neri, CEO di HPE, ha sottolineato che l’azienda ha concluso l’anno fiscale con 2,4 miliardi di dollari in ordini legati all’AI, rispetto ai soli 100 milioni all’inizio dell’anno . Questa crescita esponenziale indica un mercato in forte espansione, con un pipeline di ordini in continua crescita.​

SoftBank: l’arte di promettere trilioni nell’era dell’IA

Nel panorama tecnologico attuale, dominato da annunci roboanti e promesse miliardarie, SoftBank e il suo carismatico CEO Masayoshi Son si distinguono per l’audacia delle loro dichiarazioni. Recentemente, Son ha annunciato un investimento colossale di 100 miliardi di dollari in progetti statunitensi focalizzati sull’intelligenza artificiale (IA) nei prossimi quattro anni, con l’obiettivo dichiarato di creare 100.000 posti di lavoro

Questa mossa segue una strategia già vista nel 2016, quando Son, dopo l’elezione di Donald Trump, aveva promesso un investimento di 50 miliardi di dollari e la creazione di 50.000 posti di lavoro negli Stati Uniti. Sebbene alcune di queste promesse si siano concretizzate, altre, come l’investimento massiccio in WeWork, hanno portato a perdite significative per SoftBank.

Il sogno imperiale di Trump: Monroe Doctrine 2.1 e la nascita della Super America

Nel 1823, James Monroe dichiarò il dominio degli Stati Uniti sull’emisfero occidentale, una sorta di avviso ai naviganti europei: niente più colonizzazioni nelle Americhe, a meno che non fossero già presenti. Un pretesto perfetto per giustificare l’espansione a stelle e strisce, dalla California al Texas, fino alle isole del Pacifico. Poi venne Theodore Roosevelt con la sua aggiunta: non solo l’America si sarebbe difesa, ma avrebbe anche interferito ovunque per evitare minacce ai suoi interessi. Era la legittimazione dell’imperialismo con la scusa della sicurezza nazionale.

Oggi, a distanza di due secoli, Donald Trump sembra pronto a rispolverare il concetto, aggiornandolo in un’ambiziosa Monroe Doctrine 2.1. Il nuovo obiettivo non è più soltanto il controllo delle Americhe, ma l’espansione globale in una logica da superpotenza assoluta. Canada come 51° stato, l’acquisto della Groenlandia, il “recupero” del Canale di Panama: non sono idee estemporanee, ma pezzi di un mosaico strategico molto più ampio.

Google blinda Android: mossa difensiva o autogol nel mercato cinese?

Google ha deciso di cambiare le regole del gioco per Android, e la Cina è sul piede di guerra. Dopo anni di sviluppo open-source con aggiornamenti pubblici e costanti, Mountain View ha deciso di blindare il processo interno, rilasciando il codice solo con le major release. Ufficialmente, nulla cambierà: la promessa agli sviluppatori cinesi è che Android resterà open-source. Ma la fiducia è già incrinata, e il sospetto è che Google stia rafforzando le sue difese contro la crescente indipendenza tecnologica della Cina.

Dietro questa mossa si nasconde un dilemma strategico. Da un lato, il modello aperto ha permesso ad Android di conquistare il 71% del mercato mobile globale, dando accesso a miliardi di utenti e permettendo a produttori come Xiaomi, Oppo e Vivo di costruire i loro ecosistemi. Dall’altro, questa apertura ha favorito anche l’ascesa di Huawei, che, spinta dalle sanzioni USA, ha sviluppato HarmonyOS, ormai incompatibile con le app Android.

Quando l’intelligenza artificiale diventa un’arma politica: OpenAI, Trump e la farsa del filtro Ghibli

All’inizio della settimana, la nuova funzione di generazione di immagini di OpenAI sembrava solo l’ennesima trovata per farci perdere tempo in modo divertente. Gli utenti di ChatGPT si sono scatenati con il filtro in stile Ghibli, trasformando tutto, dai gatti ai caffè mattutini, in adorabili capolavori animati. Poi è arrivato il giovedì, e la Casa Bianca ha deciso di rovinare la festa.

Sul suo account X è comparsa una foto di un detenuto in lacrime, un presunto trafficante di fentanyl e immigrato irregolare. Accanto, un’immagine palesemente generata dall’IA: un agente che ammanetta la donna in un’estetica inconfondibile, quella delle imitazioni Ghibli che hanno invaso il web. Nessuna attribuzione a uno strumento specifico, ma il segno di ChatGPT è evidente.

Migliori strumenti AI per modifica Video nel 2025

Scopri i migliori strumenti di Intelligenza Artificiale per la modifica video nel 2025! Questa pagina presenta tool AI per ottimizzare, automatizzare e migliorare i tuoi video, perfetti per editor e creativi. Esplora tutte le innovazioni che stanno trasformando il video editing!

Ue: 1,3 miliardi per AI, cybersecurity e competenze digitali

La Commissione europea stanzierà 1,3 miliardi di euro per la diffusione di tecnologie critiche di importanza strategica per il futuro dell’Europa e per la sovranità tecnologica del continente attraverso il programma di lavoro per l’Europa digitale (Digital) per il periodo 2025-2027 adottato oggi.

Genova capitale del Supercalcolo: un protocollo per il futuro digitale e l’AI

Genova compie un passo decisivo verso il futuro digitale e si afferma come centro nevralgico dell’High Performance Computing (HPC) in Italia. Con la firma di un protocollo d’intesa nazionale pubblico-privato, la città si consolida come ‘Capitale del supercalcolo’, rafforzando il proprio ruolo pionieristico nei computer ad alte prestazioni e nella gestione dei dati strategici. L’accordo, siglato al Great Campus degli Erzelli, sancisce un’alleanza tra istituzioni, industria e ricerca, con l’obiettivo di mettere a sistema le eccellenze scientifiche, tecnologiche e digitali del capoluogo ligure.

Alla firma del protocollo erano presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Tecnologica Alessio Butti, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il vicesindaco reggente di Genova Pietro Piciocchi, insieme ai rappresentanti di importanti realtà istituzionali e industriali. Il documento, intitolato ‘Genova Capitale dell’High Performance Computing per la Ricerca Biomedica’, vede la partecipazione di Regione Liguria, Comune di Genova, Liguria Digitale, Confindustria Genova, CNR, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Università degli Studi di Genova, Leonardo, Istituto Giannina Gaslini IRCCS, Ospedale Policlinico San Martino IRCCS, Camera di Commercio di Genova, Mnesys e Raise.

Grazie a questa iniziativa, Genova punta a diventare un hub di riferimento nel trattamento e nell’analisi dei dati, con importanti ricadute in ambito industriale e imprenditoriale. Il ruolo centrale della città in questo settore è garantito dalla presenza di due supercomputer di ultima generazione: il Davinci-1 di Leonardo e il Franklin dell’IIT, ospitato da Liguria Digitale. Inizialmente focalizzati sulla ricerca biomedica, questi strumenti avanzati potranno essere impiegati in numerosi altri settori, rafforzando l’infrastruttura tecnologica della città.

Genova e la Liguria si confermano protagoniste nel supercalcolo, nella gestione del dato, nella ricerca biomedica e nello sviluppo di tecnologie avanzate”, ha dichiarato il sottosegretario Butti. “È esattamente il modello che vogliamo promuovere: un’alleanza tra pubblico, privato e ricerca, per costruire un’infrastruttura digitale solida, sicura e orientata al futuro”. Sulla stessa linea il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, che ha sottolineato l’ambizione di Genova di ospitare una delle quattro gigafactory europee dedicate all’intelligenza artificiale.

Il protocollo d’intesa segna quindi un momento strategico per il capoluogo ligure, aprendo le porte a nuove opportunità per il mondo della ricerca, delle imprese e delle istituzioni. L’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, ha evidenziato il valore di questa iniziativa, sottolineando come “High Performance e cloud computing, intelligenza artificiale sono le tecnologie che guidano l’attuale evoluzione dell’industria e della società. Il protocollo di oggi, che consente a Genova di ambire al ruolo di città di riferimento nell’ambito della digitalizzazione, è uno dei passi fondamentali per poter attrarre e mantenere sul territorio le competenze necessarie a garantire lo sviluppo nel lungo periodo”.

Genova si proietta così verso un futuro in cui il supercalcolo, i big data e l’intelligenza artificiale diventano pilastri della crescita economica e tecnologica. La firma di questo accordo rappresenta non solo un riconoscimento dell’eccellenza già esistente, ma anche un impegno concreto per rafforzare il ruolo della città nel panorama dell’innovazione globale.

Meta e l’ombra lunga dell’addestramento: i libri inediti nel mirino?

Se pensavi che la guerra sui dati fosse già abbastanza sporca, ecco un nuovo capitolo ancora più inquietante: Meta potrebbe aver addestrato i suoi modelli di intelligenza artificiale anche su libri non ancora pubblicati.

Il sospetto arriva dopo che The Atlantic ha lanciato un tool di ricerca nel database di LibGen, rivelando che la grande GAI (Grande AI Industriale) di Zuckerberg potrebbe essersi nutrita non solo di libri già disponibili, ma anche di opere inedite, probabilmente sottratte da piattaforme di distribuzione di copie avanzate come NetGalley ed Edelweiss.

L’autrice Maris Kreizman, scrivendo su Literary Hub, ha scoperto che il suo libro, in uscita il 1° luglio, era già nel dataset di addestramento di Meta. E qui sorge la domanda fatidica: come è possibile?

IA e Propaganda Politica

IA e propaganda politica: come l’Intelligenza Artificiale sta cambiando il gioco

Oggi vediamo un po’ come AI e Propaganda Politica sono legate a doppio nodo. Vi guiderò in un mondo fatto di realtà, ma anche di miti, di storie inventate, di persone senza scrupoli, di roba copiata o rubata e di una “montagna di m…a“.

Frequentate i social media? Avete contato quanti video, short e reel di quanto è bella la tecnologia cinese, di persone che fanno gesti eroici in paesi che ricordano Russia o Cina, delle auto e moto americane, di androidi Cinesi che vanno in bicicletta, di fallimenti di tecnologie europee o italiane, di violenza, canetti perduti e salvati?

E quanti commenti da haters vi arrivano oggi?
Questo è quello che accade quando ordini alle big tech di allentare i filtri.

Cathie Wood raddoppia su Tesla e AI: profezia o delirio finanziario?

Cathie Wood, la visionaria (o meglio, scommettitrice compulsiva) dietro Ark Investment, continua la sua crociata rialzista su Tesla, AI e robotaxi, promettendo un futuro da trilioni di dollari. Il mercato globale dei taxi autonomi? Secondo lei, potrebbe schizzare fino a 10 trilioni di dollari, partendo da quasi zero. Un piccolo dettaglio: l’attuale regolamentazione, le sfide tecnologiche e la redditività del settore sembrano non essere un problema nella sua equazione.

Tesla, che per Wood non è un’azienda automobilistica ma un mix di robotica, storage energetico e intelligenza artificiale, rappresenta il 10% dell’ARK Innovation ETF, fondo che nel 2020 era il miglior performer globale, salvo poi trasformarsi, secondo Morningstar, nel peggior “distruttore di ricchezza” del decennio. Insomma, un rollercoaster finanziario con più discese che salite.

Hayao Miyazaki contro l’AI: Studio Ghibli saccheggiato da OpenAI senza consenso?

L’ultima trovata dell’intelligenza artificiale ha colpito ancora, e stavolta nel mirino c’è uno dei giganti dell’animazione mondiale: Studio Ghibli. OpenAI ha recentemente lanciato un aggiornamento al suo generatore di immagini, permettendo agli utenti di trasformare foto e meme in disegni nello stile inconfondibile di Hayao Miyazaki. Il risultato? Una valanga di immagini Ghibli-style che hanno conquistato il web. Ma dietro l’entusiasmo si nasconde un problema serio: l’ennesimo sfruttamento senza consenso del lavoro di un artista da parte dell’AI.

Non è un mistero che Miyazaki, 84 anni, abbia sempre detestato l’uso dell’intelligenza artificiale nell’arte. Già nel 2016, vedendo una demo di animazione AI, aveva espresso disgusto, definendo il risultato “un insulto alla vita stessa”. Eppure, oggi il suo stile viene replicato su scala industriale da un modello di AI che potrebbe essere stato addestrato proprio sulle sue opere, senza alcuna autorizzazione. Studio Ghibli non ha ancora commentato ufficialmente, ma la questione è destinata a esplodere.

Il fenomeno Manus: come un’AI cinese sta affascinando la Silicon Valley e mettendo in discussione gli investimenti USA in Cina

La startup cinese che ha sviluppato Manus, un agente AI che sta spopolando negli Stati Uniti, è in trattative con investitori, tra cui importanti venture capital americani, per una nuova raccolta di fondi. Si stima che la valutazione dell’azienda raggiunga i 500 milioni di dollari, un aumento di cinque volte rispetto alla valutazione precedente. Nonostante l’attenzione che Manus ha attirato, il contesto geopolitico rende la situazione decisamente più interessante di quanto possa sembrare a prima vista.

Manus, sviluppato dalla startup Butterfly Effect, è un agente AI che compie operazioni come prenotazioni di viaggio o analisi finanziarie semplicemente navigando su siti web. Il prodotto ha fatto breccia tra sviluppatori e dirigenti tecnologici grazie al suo debutto avvenuto a marzo in versione beta. La vera sorpresa? Il suo successo sta arrivando in un periodo in cui gli Stati Uniti stanno esaminando con crescente sospetto gli investimenti in tecnologia cinese, soprattutto quelli legati all’intelligenza artificiale. La crescita esplosiva di Manus e il crescente interesse per i prodotti AI cinesi, come nel caso di DeepSeek, potrebbero cambiare le dinamiche dell’ecosistema tecnologico globale.

Nvidia in trattative per acquisire Lepton AI: l’espansione strategica nel mondo dell’intelligenza artificiale

Nvidia è attualmente in trattative per acquisire Lepton AI, una startup emergente nel campo dell’intelligenza artificiale, per una cifra che si aggira intorno alle centinaia di milioni di dollari. Questa mossa strategica segue l’acquisizione di Gretel, specializzata nella generazione di dati sintetici, sottolineando l’impegno di Nvidia nel rafforzare il suo ecosistema AI.

Lepton AI, fondata due anni fa, offre una piattaforma software AI cloud-native che fornisce accesso on-demand alle GPU NVIDIA Blackwell B200, ottimizzando l’orchestrazione dei carichi di lavoro per accelerare sia l’inferenza che l’addestramento. La piattaforma di Lepton si integra perfettamente con le soluzioni NVIDIA, offrendo agli utenti un’esperienza fluida e altamente efficiente.

Le startup che stanno rivoluzionando il panorama digitale italiano: l’AI al servizio delle imprese, Sicuro.it e Chino.io, compri ai

In un’epoca in cui l’innovazione è il motore principale della crescita economica, le startup italiane si stanno facendo largo come protagoniste nel campo della digitalizzazione e dell’automazione dei processi aziendali. Alcune realtà, come Sicuro.it e Chino.io, stanno facendo passi da gigante nel rinnovare il panorama delle soluzioni aziendali, mentre altre, come compri, promettono di ridefinire completamente il modo in cui le aziende gestiscono i loro processi interni.

Alibaba sfida l’intelligenza artificiale generativa con il lancio di Qwen 2.5-Omni-7B: l’AI mobile è finalmente realtà

Alibaba ha appena fatto un altro passo importante verso la solidificazione della sua posizione nel mondo dell’AI generativa, presentando il modello multimodale Qwen2.5-Omni-7B. Questo nuovo strumento non è solo una pietra miliare nella tecnologia AI, ma segna anche un cambio di paradigma: un’intelligenza artificiale avanzata ora disponibile per smartphone, tablet e laptop, strumenti quotidiani che fino a ieri erano lontani dall’idea di poter ospitare capacità simili. Con soli 7 miliardi di parametri, Qwen2.5-Omni-7B è stato progettato per funzionare su dispositivi mobili, rendendo l’AI avanzata accessibile a una gamma molto più ampia di utenti.

Il modello è in grado di gestire input di testo, immagini, audio e video, rispondendo in tempo reale con contenuti testuali o audio, un passo significativo verso la creazione di interfacce più dinamiche e fluide. Alibaba ha scelto di rendere Qwen2.5-Omni-7B open-source, mettendolo a disposizione su piattaforme come Hugging Face, GitHub di Microsoft e ModelScope di Alibaba. Un chiaro segnale di come la compagnia stia cercando di stimolare la collaborazione e l’adozione di questa tecnologia a livello globale. Inoltre, il modello è integrato nel Qwen Chat, una dimostrazione tangibile della sua applicabilità nei servizi di chat AI, un mercato che Alibaba non ha intenzione di lasciarsi sfuggire.

Alibaba dichiara guerra alle immagini AI false su Taobao: il bluff del commercio online è finito

Alibaba sta alzando il tiro nella lotta contro le immagini di prodotto generate dall’intelligenza artificiale, un fenomeno che sta sfuggendo di mano a livello globale. La sua piattaforma di e-commerce Taobao ha annunciato una nuova iniziativa per arginare l’uso improprio dell’AI nella creazione di immagini pubblicitarie ingannevoli, una mossa che punta a proteggere i consumatori e i brand originali.

Con la crescente accessibilità di strumenti avanzati di generazione di immagini, molti venditori hanno trovato terreno fertile per abbellire – o meglio, falsificare – i propri prodotti con un realismo mai visto prima. Ma Alibaba ha deciso di dire basta. Il messaggio è chiaro: il ritocco è consentito, ma solo se rimane “moderato e realistico”. In altre parole, niente più immagini che mostrano prodotti in versioni esageratamente perfette, distanti anni luce dalla realtà.

L’arte secondo l’IA: come trasformare ogni tragedia in una fiaba Ghibli senza rimorsi

OpenAI ha deciso di posticipare il rilascio del generatore di immagini integrato in ChatGPT per gli utenti del piano gratuito. In un post pubblicato mercoledì, il CEO Sam Altman ha rivelato che la popolarità dello strumento ha superato le aspettative, dichiarando che “il lancio per gli utenti del livello gratuito sarà purtroppo rinviato per un certo periodo.”

OpenAI ha recentemente introdotto la generazione di immagini su ChatGPT, permettendo agli utenti di creare visualizzazioni utilizzando il modello GPT-4o di ragionamento. Da allora, i social media sono stati invasi da foto reinventate come immagini stilizzate con l’estetica Studio Ghibli, una tendenza a cui anche Altman ha partecipato. GPT-4o migliora la resa del testo e utilizza un “approccio autoregressivo” per generare immagini in modo sequenziale, da sinistra a destra e dall’alto verso il basso. Attualmente, è disponibile solo per gli abbonati a ChatGPT Plus, Pro e Team, senza ancora una data prevista per gli utenti gratuiti.

Nel vasto panorama dell’arte digitale, l’ultima trovata dell’intelligenza artificiale ha scatenato un’epidemia di immagini in stile Studio Ghibli, trasformando persino gli eventi più macabri in scene da fiaba. Grazie all’aggiornamento di ChatGPT, gli utenti possono ora convertire qualsiasi foto in una versione “Ghibli-ficata“, perché nulla dice “rispetto” come rappresentare tragedie storiche con l’estetica di un film d’animazione.​

Successo WMF in Silicon Valley: l’italia sbarca nel cuore dell’innovazione globale

Il primo evento del WMF in Silicon Valley si è chiuso con un successo che va oltre le semplici aspettative numeriche. Oltre 200 tra investitori, startup, venture capitalist e rappresentanti di Big Tech come Google, Meta, TikTok, Pinterest e LG NOVA si sono ritrovati a San Francisco per esplorare sinergie e opportunità di collaborazione. Ma l’evento, ben più di una vetrina, segna l’apertura di un ponte strategico tra l’Italia e l’epicentro globale dell’innovazione tecnologica, con ricadute potenzialmente esplosive per l’ecosistema delle startup italiane.

L’evento AI For Future, organizzato da WMF – We Make Future e Search On Media Group, ha puntato tutto sulla convergenza tra Intelligenza Artificiale e diplomazia dell’innovazione. La Silicon Valley non è solo il luogo dove nascono le più avanzate tecnologie, ma anche un’arena in cui le startup devono giocare per ottenere visibilità e capitali. E questa volta, l’Italia si è presentata con una strategia precisa: non più solo osservatore, ma partner attivo nel dialogo globale sull’AI.

Microsoft AI Tour 2025: l’AI Generativa e Agentica tra marketing, investimenti e realtà

Il Microsoft AI Tour 2025 ha portato a Milano il futuro dell’Intelligenza Artificiale, confezionato in un evento che ha visto la partecipazione di oltre 2.000 tra imprenditori, manager, sviluppatori e professionisti IT. L’appuntamento del 26 marzo al Palazzo del Ghiaccio ha trasformato Milano in un hub tecnologico, con Microsoft che ha sfoderato la sua visione dell’AI Generativa e Agentica come motore di crescita economica.

Asha Sharma, Corporate Vice President di Microsoft AI Platform, ha ribadito il messaggio chiave: l’AI non è solo una promessa, ma un acceleratore concreto per i modelli di business.

Parole d’ordine? Triplicare il ROI e rendere le aziende competitive. Non è una dichiarazione astratta: Microsoft ha già messo sul piatto 4,3 miliardi di euro per potenziare le infrastrutture AI in Italia.

AI Generativa e Agentica: moda del momento o rivoluzione strutturale?

Trump gioca a scacchi con la Cina: dazi in cambio di TikTok?

Donald Trump torna a fare il mercante di opportunità politiche, questa volta usando TikTok come moneta di scambio. Secondo Bloomberg, l’ex presidente degli Stati Uniti sarebbe disposto ad abbassare i dazi sulle importazioni cinesi in cambio di un accordo che garantisca la vendita delle attività statunitensi della popolare app cinese.

Un colpo di scena che, se confermato, ribalterebbe anni di retorica trumpiana sulla guerra commerciale con Pechino.

OpenAI vuole 5 exabyte di storage: il grande esodo dal cloud di Microsoft è iniziato?

OpenAI sta pianificando un’acquisizione massiccia di infrastrutture per lo storage, valutata in miliardi di dollari, secondo The Information. Questa mossa segnerebbe un passaggio epocale: la transizione dall’affidarsi a fornitori cloud come Microsoft e Oracle alla costruzione di un proprio data center. Se realizzata, trasformerebbe OpenAI in uno dei più grandi clienti di storage al mondo da un giorno all’altro.

Star Atlas e SingularityNET: l’intelligenza artificiale rivoluziona il gaming su blockchain

Il futuro del gaming su blockchain sta prendendo forma con l’integrazione dell’intelligenza artificiale in Star Atlas, l’atteso videogioco sci-fi basato su Solana. ATMTA, lo sviluppatore del gioco, ha annunciato una partnership con SingularityNET, membro fondatore dell’Artificial Superintelligence Alliance, per introdurre agenti AI intelligenti e adattivi nel suo universo di esplorazione spaziale.

L’obiettivo di questa collaborazione è chiaro: creare un’esperienza di gioco più immersiva e interattiva, sfruttando le tecnologie AI avanzate di SingularityNET, come il sistema AIRIS (Autonomous Intelligent Reinforcement Interpreted Symbolism) e il framework OpenCog Hyperon. Queste innovazioni permetteranno agli NPC (personaggi non giocanti) di evolversi e adattarsi in tempo reale, imparando dall’ambiente e dall’interazione con i giocatori.

Secondo Michael Wagner, co-fondatore e CEO di ATMTA, l’integrazione dell’intelligenza artificiale non è solo un miglioramento tecnologico, ma un passo cruciale verso la creazione di un ecosistema decentralizzato e dinamico, in cui i giocatori possano vivere esperienze uniche e in continua evoluzione.

Il verde, il blu e il dilemma umano: riflessioni filosofiche sull’IA di Floridi

C’è un fascino sottile e perverso nell’analizzare la relazione tra intelligenza artificiale e società, soprattutto quando il discorso scivola dalla tecnica alla filosofia, dalla pragmatica all’etica. Il dibattito è pieno di dicotomie: progresso e controllo, autonomia e dipendenza, libertà e manipolazione. L’IA, si dice, potrebbe facilitare il benessere umano, ma solo se gestita con criteri chiari, evitando di trasformarsi in una forza fuori controllo, una divinità algoritmica capace di plasmare comportamenti senza che l’utente se ne renda conto.

Si parte da un concetto semplice: per essere efficace, un progetto basato sull’IA deve dimostrare di avere un impatto concreto e positivo sulla società, riducendo problemi senza generarne di nuovi. Peccato che questo principio teorico si scontri con la realtà della tecnologia, dove il confine tra innovazione e abuso è sottilissimo. Gli algoritmi sono spesso percepiti come strumenti neutri, ma la loro implementazione può introdurre distorsioni, discriminazioni e persino amplificare diseguaglianze.

OpenAI: crescita esplosiva, ma a che prezzo?

OpenAI sta puntando in alto, con una previsione di ricavi per il 2025 che supera i 12,7 miliardi di dollari, più del triplo rispetto ai 3,7 miliardi del 2024. Numeri impressionanti, riportati da Bloomberg, che dipingono un quadro di crescita apparentemente inarrestabile. Ma dietro ai titoli sensazionalistici, emergono dettagli che raccontano una storia più complessa.

Nel 2024, OpenAI si avviava a perdere 5 miliardi di dollari, secondo il New York Times. Se da un lato l’azienda sta generando entrate in forte crescita, dall’altro i costi operativi per addestrare e mantenere i suoi modelli di intelligenza artificiale sono fuori scala. Questo la porta a una situazione paradossale: una startup che sta rivoluzionando il mondo con l’IA, ma che brucia miliardi di dollari nel processo.

Nvidia guida l’adozione delle ottiche co-pacchettizzate Spectrum-X e Quantum-X: il futuro degli Switch delle reti AI

Nvidia ha recentemente annunciato l’introduzione di Spectrum-X e Quantum-X, switch di rete basati su fotonica del silicio con ottiche co-pacchettizzate (CPO), progettati per connettere milioni di GPU riducendo significativamente il consumo energetico e i costi operativi. ​

Questi switch offrono una velocità di 1,6 terabit al secondo per porta, migliorando l’efficienza energetica di 3,5 volte e aumentando la resilienza della rete di 10 volte rispetto alle soluzioni tradizionali. ​La tecnologia CPO integra componenti ottici direttamente nel package dell’ASIC, affrontando le sfide di larghezza di banda e consumo energetico delle reti moderne.

Tuttavia, Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha sottolineato che, nonostante i progressi, la tecnologia CPO non è ancora sufficientemente affidabile per un’adozione su larga scala nelle GPU principali dell’azienda, limitando per ora l’applicazione agli switch di rete.

Altre aziende stanno seguendo l’esempio di Nvidia. Broadcom, ad esempio, ha delineato piani per prodotti CPO come Humboldt e Bailly, con capacità rispettivamente di 25,6 e 51,2 terabit. ​Nonostante l’entusiasmo, l’adozione su larga scala del CPO è prevista tra 3-5 anni, con implementazioni iniziali a partire dal 2026.

Il disastro silenzioso dei metadata: miliardi di dollari persi per un errore banale

Nell’era dello streaming, dove ogni ascolto si traduce in centesimi di dollaro per gli artisti, un problema apparentemente banale sta causando un’emorragia economica di proporzioni gigantesche: la cattiva gestione dei metadata musicali. Un semplice errore di formattazione può trasformare il titolo di una canzone in un valore numerico, un codice temporale o, peggio ancora, in un’identità completamente sbagliata.

Esempi clamorosi? “4:44” di Jay-Z o “7/11” di Beyoncé, che possono essere erroneamente convertiti in formati decimali o date, creando confusione nei database delle piattaforme di streaming. Il risultato è devastante: brani e interi album vengono attribuiti ad artisti sbagliati, con royalties che finiscono nelle tasche sbagliate o, ancora peggio, non vengono pagate affatto.

Secondo alcune stime, tra il 2016 e il 2018 circa 2,5 miliardi di dollari di royalties sono rimasti non assegnati solo negli Stati Uniti a causa di questi errori nei metadata. Un problema che colpisce in particolare gli artisti indipendenti, che non hanno la forza contrattuale per reclamare ciò che spetta loro.

Intelligenza artificiale Zeng Yi: la guerra fredda digitale tra Cina e USA frena la sicurezza globale

Se c’è una certezza nel panorama dell’intelligenza artificiale, è che la corsa allo sviluppo di modelli sempre più avanzati ha preso la forma di una competizione geopolitica senza esclusione di colpi. Eppure, secondo Zeng Yi, membro del comitato consultivo AI delle Nazioni Unite e professore dell’Accademia cinese delle scienze, questa impostazione potrebbe essere il più grande errore strategico di Washington.

Durante il Boao Forum for Asia, Zeng ha criticato l’atteggiamento degli Stati Uniti nel voler escludere la Cina dai network internazionali di sicurezza per l’IA, definendolo “una decisione molto sbagliata”. Il messaggio di fondo è chiaro: la sicurezza nell’IA non può essere un gioco a somma zero, e se le due superpotenze non trovano un terreno comune, il rischio è che si creino standard divergenti, regolamentazioni incompatibili e falle pericolose nella governance dell’IA.

Intelligenza artificiale in Parlamento: Anna Ascani interviene alla Sapienza

Oggi 27 marzo, alle ore 8.45, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale dell’Università la Sapienza di Roma, la vicepresidente della Camera, Anna Ascani, è intervenura alla lezione “Intelligenza artificiale e Parlamento” , accolta dal Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale “Antonio Ruberti” e dal Direttore e il Prof. Navigli dove è anche direttore del gruppo di ricerca Sapienza NLP (Minerva LLM).

L’Italia e l’Europa hanno nel capitale umano un punto di forza che dobbiamo potenziare e promuovere. Investiamo sulla formazione per fronteggiare la sfida epocale che l’IA rappresenta da protagonisti.

On. Ascani

L’intelligenza artificiale è ormai una rivoluzione che sta trasformando gli equilibri economici e tecnologici globali. Il lancio di DeepSeek, il modello cinese alternativo ai colossi dell’IA, mostra che il monopolio occidentale può essere sfidato con investimenti strategici. Questo dimostra che il dominio di pochi attori non è inevitabile, ma modificabile con scelte mirate.

La domanda chiave è: e l’Europa?

Mentre Stati Uniti e Cina avanzano con modelli sempre più sofisticati, l’Europa resta bloccata in un dibattito su regolamentazione, etica e limiti dell’IA. Un approccio comprensibile ma rischioso. Concentrarsi solo sul regolare tecnologie esterne rischia di ampliare il divario con le potenze tecnologiche. Perdendo il controllo sugli strumenti strategici, discussioni su democrazia, privacy e diritti saranno vane: altri imporranno le regole.

L’IA non è solo un’opportunità economica, ma anche un’arma geopolitica. L’autonomia tecnologica è fondamentale per evitare di diventare una colonia digitale. Servono investimenti rilevanti e un cambio di mentalità: considerare l’IA un’opportunità, non solo un rischio. Se la Cina ha creato un’alternativa valida a OpenAI, perché l’Europa non potrebbe fare lo stesso?

Recuperare terreno richiede scelte rapide: poli di innovazione, collaborazione pubblico-privato, incentivi fiscali e una strategia che vada oltre la regolamentazione, creando infrastrutture e modelli di IA europei competitivi.

Altrimenti il futuro dell’Europa sarà scritto da altri, con algoritmi che neppure comprendiamo e decisioni prese a migliaia di chilometri di distanza.

L’intelligenza artificiale sta entrando nella politica italiana con promesse di efficienza e innovazione. I parlamentari, grazie a strumenti di analisi avanzata, potrebbero gestire le normative con più agilità, mentre i cittadini avranno informazioni istituzionali più accessibili. Ma è vero progresso o solo un’illusione ben mascherata?

Ideogram 3.0: l’arte dell’IA raggiunge nuove vette

Nel panorama in continua evoluzione dell’intelligenza artificiale, Ideogram 3.0 emerge come una pietra miliare nella generazione di immagini. Questo modello avanzato non solo promette un fotorealismo senza precedenti, ma ridefinisce anche il rendering del testo all’interno delle immagini, superando concorrenti come Imagen 3 di Google e DALL-E 3.​

Microsoft rallenta sull’AI: effetto guerra con la Cina o bolla dell’hype?

Microsoft ha deciso di abbandonare progetti di data center per un totale di 2 gigawatt negli Stati Uniti e in Europa negli ultimi sei mesi. Secondo gli analisti di TD Cowen, la scelta è dovuta a un eccesso di capacità rispetto alla domanda prevista. Ma il dettaglio più significativo è che la decisione è legata al mancato supporto a OpenAI per l’addestramento di nuovi modelli di intelligenza artificiale.

Satya Nadella: DeepSeek è il nuovo punto di riferimento per il successo dell’IA di Microsoft

Microsoft è sempre stata sinonimo di innovazione tecnologica, ma ora sta cercando di alzare l’asticella nel settore dell’intelligenza artificiale, con Satya Nadella che guida la carica. L’azienda ha recentemente posto molta enfasi sul suo investimento strategico nell’IA, e la recente acquisizione del prodotto DeepSeek sta dimostrando di essere un punto di svolta decisivo.

Durante una riunione esclusiva con i dipendenti, Nadella ha rivelato come questo strumento potrebbe non solo spingere Microsoft a nuove vette di efficienza ma anche definire la sua posizione futura nel panorama competitivo dell’intelligenza artificiale. DeepSeek, che è stato lanciato con successo su Azure a gennaio, ha finito per impressionare non solo per le sue capacità tecniche, ma anche per il modo in cui un team relativamente ridotto, composto da circa 200 persone, sia riuscito a ottenere risultati sorprendenti in tempi rapidi.

L’innovazione dietro DeepSeek e la sua efficienza inaspettata

Nel cuore dell’incredibile successo di DeepSeek c’è la sua architettura innovativa, che lavora sotto il layer CUDA di Nvidia, una mossa che ha permesso una maggiore efficienza computazionale nelle operazioni di IA. Questo approccio ha contribuito a ridurre notevolmente i costi computazionali, un fattore cruciale quando si tratta di scalare l’intelligenza artificiale in modo sostenibile. L’efficienza con cui il sistema opera, combinata con l’uso di modelli pre-addestrati, ha dato a Microsoft una marcia in più, dimostrando che con le giuste risorse e visione, anche team piccoli e agili possono dare vita a soluzioni rivoluzionarie.

Ciò che ha colpito davvero Satya Nadella è stato il fatto che il team dietro DeepSeek non si è fermato alla fase di ricerca, ma è riuscito a trasformare il progetto in un prodotto concreto che ha avuto un impatto significativo. Non è da tutti riuscire a portare un’idea dal laboratorio alla cima delle classifiche dell’App Store, ma DeepSeek è riuscito nell’impresa, raggiungendo il primo posto. Questo, per Nadella, rappresenta il nuovo standard di successo: non solo innovare, ma tradurre rapidamente quella ricerca in un prodotto che può cambiare il mercato.

Questa conquista è tanto più significativa se paragonata al successo più altalenante di Copilot. Nonostante l’AI integrata nel sistema Copilot sia una delle principali scommesse di Microsoft, non ha ancora avuto lo stesso impatto virale che ha caratterizzato altre soluzioni, come ChatGPT. Quest’ultimo è infatti regolarmente in cima alle classifiche delle app gratuite, mentre Copilot non è riuscito a entrare nemmeno nei primi 100. Questo solleva la domanda su come Microsoft possa competere efficacemente nel mondo sempre più competitivo dell’IA, dove la velocità di adozione e la facilità di utilizzo sono cruciali.

La visione di Nadella è chiara: l’azienda non deve solo investire in tecnologie all’avanguardia, ma deve anche assicurarsi che questi strumenti diventino mainstream e raggiungano il pubblico giusto, al momento giusto. DeepSeek è quindi il faro che illumina la strada per i prossimi passi dell’azienda nel campo dell’intelligenza artificiale. L’efficienza, la visibilità e la praticità di utilizzo sono la formula che Microsoft spera di applicare anche alle sue altre soluzioni IA, per colmare il divario che ancora esiste tra le sue offerte e quelle di concorrenti come OpenAI.

Il piano di Microsoft di investire 80 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale è un chiaro segno della determinazione della compagnia nel diventare una delle forze dominanti nel settore. Con un focus così mirato e con DeepSeek come esempio di efficienza, Microsoft sta cercando di posizionarsi non solo come leader tecnologico, ma anche come protagonista nel mercato globale dell’intelligenza artificiale.

Il prossimo passo sarà quello di replicare il successo di DeepSeek, cercando di integrare l’IA in ogni aspetto dei suoi prodotti, ma anche in nuovi mercati dove l’intelligenza artificiale non è ancora stata adottata in modo così pervasivo. La sfida è grande, ma con un investimento mirato e un team orientato alla crescita e all’innovazione, Microsoft sembra pronta ad affrontarla.

La Blacklist della Tecnologia: Il Nuovo attacco della politica Usa contro la Cina

Il 25 marzo 2025, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha compiuto un passo significativo nella sua politica di contenimento nei confronti della Cina, aggiungendo ben 80 entità alla sua “entity list”. Si tratta di una mossa senza precedenti che segna un nuovo capitolo nella guerra tecnologica tra le due superpotenze, specialmente nel settore dell’intelligenza artificiale e dei supercomputer avanzati.

Questo intervento, il primo di una lunga serie iniziata con l’amministrazione Trump, ha avuto ripercussioni immediate, con Pechino che ha condannato fermamente l’azione e accusato Washington di voler manipolare la sicurezza nazionale per i propri scopi geopolitici.

L’inserimento di 80 organizzazioni nella lista nera ha coinvolto oltre 50 realtà cinesi, accusate di danneggiare gli interessi di sicurezza nazionale e politica estera degli Stati Uniti. Tra le aziende vietate vi sono alcune delle più potenti del settore tecnologico cinese, comprese quelle coinvolte nello sviluppo di intelligenza artificiale avanzata, supercomputer e chip ad alte prestazioni utilizzati in ambito militare.

Aardvark Weather: La Rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale nei Previsioni Meteo

La ricerca globale sta vivendo un’evoluzione nella previsione meteorologica, grazie al lancio del nuovo modello AI chiamato Aardvark Weather. Un gruppo di studiosi provenienti dal Regno Unito e dal Canada, con il coinvolgimento di rinomati istituti come l’Università di Cambridge e l’Istituto Alan Turing, ha presentato i risultati di uno studio che potrebbe segnare un punto di svolta nella meteorologia.

Microsoft va oltre: agenti AI per 365 che promettono di rivoluzionare il lavoro aziendale

Martedì, mentre Google e OpenAI hanno fatto il loro gioco con una serie di novità nel mondo dell’AI, Microsoft ha risposto con un annuncio che non poteva passare inosservato. La società di Redmond ha introdotto due nuovi agenti AI per Microsoft 365 Copilot, presentando Researcher e Analyst, etichettati come i primi della loro specie. Si tratta di strumenti ambiziosi, e come ogni novità nel campo dell’intelligenza artificiale, la promessa è di semplificare enormemente il lavoro quotidiano, ma il diavolo sta nei dettagli.

Researcher sfrutta un modello avanzato di ricerca di OpenAI, progettato per eseguire ricerche complesse in più fasi. A differenza degli strumenti tradizionali, Researcher non si limita a cercare informazioni, ma collega anche dati da fonti esterne come Salesforce o ServiceNow, consentendo ai clienti aziendali di ottenere intuizioni e analisi dettagliate sfruttando gli strumenti già in uso. L’idea è che gli utenti possano trarre vantaggio da una fusione tra la potenza del modello di ricerca AI e la capacità di attingere ai dati aziendali già disponibili.

​BMW e Alibaba partnership in Cina

​BMW e Alibaba hanno recentemente annunciato un’espansione della loro partnership strategica in Cina, con l’obiettivo di integrare modelli di linguaggio AI di grandi dimensioni (LLM) nei veicoli di prossima generazione del marchio tedesco. Questa collaborazione prevede l’integrazione dell’AI Qwen di Alibaba nei modelli Neue Klasse di BMW, la cui produzione in Cina è prevista per il 2026.

L’obiettivo dichiarato è sviluppare un assistente personale intelligente (IPA) avanzato, capace di comprendere e rispondere a comandi vocali complessi. Ad esempio, gli utenti potranno pianificare una serata fuori, con il sistema che analizzerà dati in tempo reale su traffico, recensioni dei locali e preferenze personali per fornire suggerimenti personalizzati. ​

Questa mossa rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia di BMW di rafforzare la propria presenza nel mercato cinese attraverso collaborazioni con giganti tecnologici locali. Già nel 2018, BMW aveva iniziato a integrare l’assistente vocale Tmall Genie di Alibaba nei suoi veicoli destinati al mercato cinese. Successivamente, nel 2020, le due aziende hanno firmato un Memorandum of Understanding per promuovere la trasformazione digitale dell’intero processo aziendale di BMW in Cina. ​

Giudice respinge la richiesta di bloccare Anthropic dall’utilizzare musica protetta da copyright per l’addestramento dell’IA, deregulation

Nel teatro sempre più affollato delle dispute legali tra giganti tecnologici e detentori di diritti d’autore, l’ultimo atto ha visto protagonista Anthropic, una società di intelligenza artificiale, e un consorzio di editori musicali capeggiato da Universal Music Group (UMG). Questi ultimi avevano avanzato una richiesta preliminare per impedire ad Anthropic di utilizzare testi di canzoni protetti da copyright nell’addestramento del suo chatbot, Claude. Tuttavia, il giudice federale della California, Eumi Lee, ha respinto tale richiesta, definendola “troppo ampia” e priva di prove concrete di un “danno irreparabile” causato agli editori.

La querelle ha avuto inizio nel 2023, quando UMG, insieme a Concord e ABKCO, ha intentato una causa contro Anthropic, accusandola di aver violato i diritti d’autore su testi di almeno 500 canzoni di artisti del calibro di Beyoncé, The Rolling Stones e The Beach Boys. Secondo gli editori, Anthropic avrebbe utilizzato questi testi senza autorizzazione per addestrare Claude a rispondere alle richieste degli utenti. Una mossa che, a loro dire, minerebbe il mercato delle licenze e causerebbe perdite economiche significative.​

La rivincita cinese sui chip: SiCarrier ruba la scena a Shanghai con le sue macchine per semiconduttori sarà vero?

Nel cuore della battaglia tecnologica tra Cina e Stati Uniti, un nome nuovo si sta facendo largo a colpi di innovazione e ambizione: SiCarrier. Questo produttore cinese di attrezzature per la produzione di semiconduttori, legato a Huawei, ha catalizzato l’attenzione alla fiera Semicon China, dove ha svelato una serie di nuovi strumenti che potrebbero ridurre la dipendenza del paese dalle tecnologie occidentali. (photo Ann Cao)

A soli quattro anni dalla sua fondazione, con il sostegno del governo di Shenzhen, SiCarrier ha mostrato per la prima volta al pubblico le sue macchine per la fabbricazione e il testing di chip. Nonostante il velo di riservatezza che ancora circonda le specifiche tecniche dei suoi strumenti, gli addetti ai lavori ipotizzano che le tecnologie dell’azienda abbiano avuto un ruolo nella produzione dei chip da 7 nanometri sviluppati da Huawei per il Mate 60 Pro nel 2023.

Joe Tsai smonta il mito dell’intelligenza artificiale superiore e dei robot umanoidi: sogno o follia? Chapeau

Joe Tsai, presidente di Alibaba Group Holding, ha recentemente lanciato una serie di domande filosofiche sulla reale capacità dell’intelligenza artificiale di superare l’intelligenza umana e sull’effettiva utilità dei robot umanoidi. In un’epoca in cui l’IA sembra essere la chiave per risolvere ogni problema, la sua riflessione non è solo provocatoria, ma mette a nudo i limiti di una visione troppo semplicistica del futuro tecnologico.

Tsai ha parlato durante la finale di Jumpstarter a Hong Kong, un evento organizzato dal fondo per imprenditori di Alibaba per sostenere le startup emergenti. Pur riconoscendo il potenziale trasformativo dell’IA, ha sollevato dubbi sul concetto di intelligenza artificiale generale (AGI). Se le macchine possono elaborare informazioni più velocemente degli esseri umani, ciò le rende davvero più intelligenti? Secondo Tsai, la risposta è no. L’intelligenza umana non è solo calcolo e logica: è emozione, empatia, capacità di interazione sociale. E su questi aspetti, l’IA è ancora distante anni luce.

Luciano Floridi e la nuova disciplina Content Studies: un manifesto per l’età digitale

L’instancabile Luciano Floridi, filosofo della tecnologia e tra i massimi esperti di etica digitale, ha recentemente proposto la creazione di una nuova disciplina accademica: le Content Studies. L’idea è semplice nella sua ambizione: costruire un framework interdisciplinare capace di analizzare, valutare e progettare i contenuti digitali in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dagli ecosistemi mediatici algoritmici. Non un semplice ramo della semiotica, delle scienze della comunicazione o degli studi sui media, ma una sintesi metodologica capace di superare la frammentazione accademica e di fornire strumenti pratici per affrontare sfide cruciali come la disinformazione, l’accessibilità e il bias algoritmico.

Floridi parte da una constatazione: la mole di dati digitali prodotti negli ultimi anni ha raggiunto livelli esponenziali. Secondo le stime di Statista, nel 2023 il mondo ha generato circa 120 zettabyte di dati, un numero che supererà i 180 ZB entro il 2025. Gran parte di questa produzione è automatizzata e resa possibile da modelli generativi di IA, rendendo il contenuto digitale un’entità sempre più indipendente dall’essere umano. Questo scenario segna la fine dell’epoca Vitruviana, in cui ogni contenuto significativo si supponeva fosse prodotto esclusivamente dall’intelletto umano. Oggi viviamo in un mondo post-Vitruviano, in cui l’origine del contenuto è meno rilevante del suo impatto, delle sue dinamiche di circolazione e della sua efficacia comunicativa.

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