Nel quadro del nuovo partenariato strategico bilaterale tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha siglato tre accordi di collaborazione con importanti aziende emiratine che, oltre a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi, rappresentano un passo significativo nello sviluppo di infrastrutture energetiche e tecnologiche avanzate.
La notizia ha scosso la comunità scientifica e tecnologica. Bloomberg riporta che alcuni dipendenti hanno già ricevuto comunicazioni verbali sugli imminenti licenziamenti. Wired, invece, ha riferito di recenti visite di funzionari del DOGE presso il Technology Laboratory del NIST nel campus di Gaithersburg, nel Maryland, segno di un’imminente ristrutturazione.

Elon Musk ha deciso che il telelavoro per i dipendenti federali è finito. In una email inviata lo scorso weekend a milioni di lavoratori del governo, il miliardario ha dettato una nuova regola: o si torna fisicamente in ufficio o si viene messi in congedo amministrativo. Non è un consiglio, è un ordine. E chi non è d’accordo? Può accomodarsi alla porta.
Alcuni leader di agenzia hanno detto ai dipendenti di non rispondere all’email. Il funzionario avrebbe definito la mail una guida “generale” e ha affermato che era previsto che le agenzie fornissero le proprie indicazioni sul rispetto delle regole.
“È un caso da valutare singolarmente,” è stato citato il funzionario. “Non è un approccio valido per tutti.” Il presidente Donald Trump non è stato coinvolto nel processo di approvazione del fine settimana, ha riferito il funzionario.
L’email inviata nel fine settimana ha chiesto ai lavoratori federali di rispondere con cinque punti elenco dettaglianti i risultati della settimana lavorativa precedente all’OPM e al loro supervisore entro le 23:00 ET di lunedì.
Elon Musk, che sta guidando gli sforzi della Casa Bianca per ridurre le dimensioni e le spese del governo, ha detto che il mancato riscontro sarebbe stato “considerato come una dimissione”.
La reazione è stata prevedibile: panico nelle agenzie governative, sindacati sul piede di guerra e una pioggia di email ai superiori per capire se fosse uno scherzo o la nuova normalità. Alcuni dipartimenti, come quello della Difesa, hanno deciso di ignorare la comunicazione, consigliando ai dipendenti di non prendere troppo sul serio le richieste di Musk. Dopotutto, chi è che prende ordini da un CEO tech trasformato in capo dell’efficienza governativa con il benedetto acronimo DOGE?

Cohere, una startup nel campo dell’intelligenza artificiale sostenuta da Nvidia, ha recentemente superato i 70 milioni di dollari di ricavi annuali, con una significativa spinta derivante dall’espansione internazionale. Fondata nel 2019 da ex ricercatori di Google, Cohere si è rapidamente affermata come leader nello sviluppo di modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) per applicazioni aziendali, competendo con giganti del settore come OpenAI, Anthropic e Mistral.
Un aspetto chiave della recente crescita di Cohere è l’aumento dei ricavi provenienti dai mercati al di fuori del Nord America. Attualmente, il 25% dei ricavi dell’azienda proviene da mercati internazionali, inclusi paesi come il Giappone. Questo risultato evidenzia l’efficacia della strategia di espansione globale di Cohere e la crescente domanda di soluzioni di intelligenza artificiale su scala mondiale.

L’Italia e gli Emirati Arabi Uniti (EAU) hanno recentemente siglato un accordo storico che prevede un investimento di 40 miliardi di dollari da parte degli EAU nel territorio italiano. Questo impegno finanziario rappresenta una delle più significative collaborazioni bilaterali degli ultimi anni e si concentra su settori strategici come l’intelligenza artificiale (IA), le tecnologie avanzate, l’esplorazione spaziale e le energie rinnovabili.
Durante gli incontri ad alto livello a Roma, il Presidente degli EAU, Sua Altezza Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, e il Primo Ministro italiano, l’Onorevole Giorgia Meloni, hanno assistito alla firma di oltre 40 accordi che coprono una vasta gamma di settori. La presenza di entità chiave come MGX e G42 durante le cerimonie di firma sottolinea l’importanza attribuita allo sviluppo dell’IA e l’intenzione di avanzare rapidamente nella realizzazione di infrastrutture digitali all’avanguardia.

Anthropic ha recentemente introdotto claude 3.7 sonnet, un modello di intelligenza artificiale di “ragionamento ibrido” progettato per affrontare problemi complessi, con particolare attenzione a matematica e programmazione. Questo avanzamento rappresenta un passo significativo nell’evoluzione dei modelli di linguaggio, combinando diverse tecniche di ragionamento per migliorare l’efficacia nella risoluzione di problemi.

Proprio oggi, il 24 febbraio 2025 Steve Jobs avrebbe compiuto 70 anni. La sua eredità rimane incancellabile, un punto di riferimento per l’innovazione, il design e l’usabilità nel settore tecnologico. Fondatore di Apple e mente visionaria dietro prodotti che hanno ridefinito il nostro rapporto con la tecnologia, Jobs ha rivoluzionato interi settori, dalla telefonia ai computer, dalla musica al cinema d’animazione.

Amazon ha finalmente ottenuto ciò che voleva: il pieno controllo creativo su James Bond. Dopo due anni di tensioni e trattative con Barbara Broccoli e Michael G. Wilson, storici custodi del franchise, il colosso di Jeff Bezos ha deciso di chiudere la partita con un assegno da circa un miliardo di dollari. Il risultato? Ora Amazon può sviluppare film e serie TV su 007 senza più sottostare ai diktat dei produttori tradizionali. L’accordo è stato riportato da Deadline e segna una svolta radicale per il futuro dell’agente segreto più famoso del cinema.
La mossa era inevitabile. Quando Amazon ha acquisito MGM nel 2022 per 8,5 miliardi di dollari, si è portata a casa un catalogo storico, ma con una fastidiosa clausola: Broccoli e Wilson mantenevano il controllo creativo del brand più prezioso dello studio. In altre parole, Amazon poteva distribuire i film di Bond, ma non poteva deciderne le storie, il cast, il tono o i progetti futuri. Per un’azienda ossessionata dal controllo totale e dall’integrazione verticale, era un vincolo inaccettabile.

Coinbase vince la guerra contro la SEC: nessuna multa, nessuna resa, solo 50 milioni di spese legali
Coinbase, il più grande exchange di criptovalute negli Stati Uniti, ha ufficialmente archiviato la causa con la Securities and Exchange Commission (SEC) senza pagare un centesimo di multa e senza dover modificare il proprio business. In altre parole, la SEC ha bruciato mesi di risorse per ottenere il nulla cosmico. Le azioni di Coinbase hanno risposto con un modesto +2,2% nella mattinata di venerdì, come se il mercato avesse già fiutato da tempo l’ennesimo bluff dell’ente regolatore.

Alibaba ha deciso di riscrivere il proprio destino con una scommessa da 53 miliardi di dollari su cloud computing e intelligenza artificiale, perché, si sa, quando il core business rallenta, si butta tutto sull’ultima moda del momento. L’investimento, spalmato sui prossimi tre anni, supera l’intera spesa dell’azienda per AI e cloud dell’ultimo decennio. Perché andare piano quando si può fare un bel salto nel vuoto con un assegno a nove zeri?
Il colosso cinese dell’e-commerce ha bisogno di una nuova narrativa per convincere investitori e mercato che c’è ancora vita dopo la stagnazione del retail online. E chi meglio dell’intelligenza artificiale per creare l’illusione di una crescita infinita? Il CEO Eddie Wu ha ribadito che il cloud computing è il mezzo più sicuro per trasformare la crescente ossessione per l’AI in fatturato. Traduzione: se tutti vogliono intelligenza artificiale, tanto vale vendergliela noi.

Nel contesto dell’amministrazione Trump, Elon Musk, nominato a capo del Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), ha recentemente inviato una comunicazione a circa due milioni di dipendenti federali, richiedendo loro di dettagliare i risultati ottenuti nell’ultima settimana. Questa mossa, volta a identificare e ridurre le inefficienze burocratiche, ha suscitato reazioni contrastanti e sollevato questioni legali e operative.
La richiesta di Musk, diffusa tramite un’email intitolata “A Fork in the Road”, chiedeva ai dipendenti di elencare circa cinque risultati conseguiti nella settimana precedente, con l’avvertimento che la mancata risposta sarebbe stata interpretata come una dimissione volontaria. Questa iniziativa ha generato confusione all’interno delle agenzie federali, con alcune, come l’FBI e il Dipartimento di Stato, che hanno consigliato ai propri dipendenti di ignorare la direttiva, citando preoccupazioni legali e potenziali azioni legali da parte dei sindacati. Altre agenzie, invece, hanno richiesto ai loro dipendenti di conformarsi alla richiesta, creando un panorama di risposte disomogenee all’interno del governo federale.

Recenti sviluppi indicano che Apple sta pianificando l’integrazione di Gemini, il modello di intelligenza artificiale di Google, all’interno della sua piattaforma Apple Intelligence. Questa mossa rappresenta un passo significativo nell’evoluzione delle capacità AI dei dispositivi Apple, offrendo agli utenti una gamma più ampia di strumenti e funzionalità avanzate.
Durante il keynote della WWDC 2024, Craig Federighi, Senior Vice President di Apple, ha accennato alla possibilità di collaborare con altri modelli di intelligenza artificiale di terze parti, menzionando esplicitamente Gemini di Google come potenziale candidato. Questa apertura riflette la volontà di Apple di fornire agli utenti una scelta diversificata di strumenti AI, riconoscendo che diversi modelli possono eccellere in compiti specifici, come la scrittura creativa o la programmazione.

L’America ha deciso di accelerare ulteriormente la deregolamentazione, rimuovendo oggi le norme attuative del National Environmental Policy Act (NEPA) attraverso una interim final rule (IFR). Questo provvedimento, immediatamente efficace, bypassa completamente il periodo di consultazione pubblica, evitando così che stakeholder e cittadini possano esprimere la loro opinione prima che la legge entri in vigore. La giustificazione è una presunta emergenza o un “buon motivo”, ma in pratica si traduce in una deregolamentazione senza ostacoli burocratici.
Questa decisione impatterà molte industrie, ma in particolare il settore dell’intelligenza artificiale, in cui la costruzione di infrastrutture come data center e impianti di produzione di chip richiede massicce quantità di energia e risorse naturali. La rimozione delle barriere ambientali implica un’accelerazione senza precedenti nello sviluppo di data center alimentati, tra le altre cose, dall’energia nucleare, con meno vincoli normativi. Un incentivo forte per chi deve potenziare la capacità di calcolo, senza più il rischio di ritardi legati alle valutazioni ambientali.

Friedrich Merz, leader dell’alleanza conservatrice che ha trionfato alle elezioni tedesche, si appresta a diventare cancelliere con una promessa inequivocabile: emancipare l’Europa dalla dipendenza dagli Stati Uniti. Il messaggio è chiaro, il tono perentorio.
“La mia assoluta priorità sarà rafforzare l’Europa il più rapidamente possibile, affinché, passo dopo passo, possiamo davvero raggiungere l’indipendenza dagli USA,”
ha dichiarato Merz in un dibattito televisivo, lasciando intendere che il tempo della deferenza verso Washington è finito. “
Non avrei mai pensato di dover dire una cosa del genere in TV. Ma dopo le dichiarazioni di Donald Trump della scorsa settimana, è evidente che gli americani almeno questa amministrazione sono largamente indifferenti al destino dell’Europa.”
Grok, l’intelligenza artificiale di Elon Musk nata per sfidare ChatGPT, ha avuto un piccolo momento di ribellione prima che qualcuno corresse ai ripari. Per un periodo, il chatbot ha rifiutato di rispondere con fonti che affermavano che Musk o Trump diffondessero disinformazione. Poi, quando gli utenti hanno iniziato a notare l’anomalia, è partita la caccia al colpevole dentro xAI, l’azienda di Musk che sviluppa Grok.

Nel panorama in continua evoluzione dell’intelligenza artificiale (IA) in Cina, DeepSeek ha fatto un annuncio che potrebbe segnare un punto di svolta. Il 21 febbraio, la startup cinese ha dichiarato che renderà pubblico il codice dei suoi modelli IA, raddoppiando il suo impegno per l’open-source. L’annuncio è stato fatto tramite un post sulla piattaforma social X, dove la società ha annunciato che aprirà 5 repository di codice la prossima settimana. Questa mossa è stata descritta come un “piccolo ma sincero progresso”, con l’intenzione di condividere i propri sviluppi con la massima trasparenza.
L’open-source è diventato un elemento distintivo per DeepSeek, che si differenzia dalla maggior parte delle aziende cinesi di IA. A differenza dei suoi concorrenti occidentali, molte delle aziende cinesi hanno una tendenza a mantenere i propri modelli di IA chiusi, preferendo un approccio commerciale più tradizionale. In un’intervista rara dello scorso luglio, il fondatore di DeepSeek, Liang Wenfeng, aveva sottolineato che l’azienda non era concentrata sulla commercializzazione dei suoi modelli IA, ma piuttosto sul potenziale soft power derivante dal contribuire alla comunità open-source. Liang ha dichiarato che l’open-source è “più un comportamento culturale che commerciale” e che il contributo ad esso conferisce rispetto, mentre la possibilità che altri seguano le proprie innovazioni porta un forte senso di realizzazione.

Nifty Island, il parco giochi digitale per gli amanti del metaverso, ha deciso che la solitudine non è più di moda. Ora, grazie alla magia dell’intelligenza artificiale, potrai popolare la tua isola con simpatici agenti AI che non solo rispondono ai tuoi comandi, ma ballano, parlano e – udite udite – interagiscono on-chain. Insomma, il sogno proibito di ogni fan di Ready Player One: un universo dove anche i personaggi non giocanti possono fare più di un generico loop di animazione.

Secolare dualismo tra uomo e macchina: intelligenza artificiale e riflessioni interdisciplinari
L’Intelligenza Artificiale sta trasformando radicalmente il nostro rapporto con la conoscenza, la tecnologia e l’etica, sollevando interrogativi che vanno ben oltre il dominio dell’informatica. In questo scenario in continua evoluzione, il convegno organizzato dal Dipartimento di Studi Letterari, Filosofici e di Storia dell’Arte il 28 febbraio 2025 in Aula Moscati, con il supporto di Res Viva – Centro Interuniversitario di ricerche epistemologiche e storiche sulle scienze del vivente – si propone di affrontare il tema da una prospettiva ampia e interdisciplinare, intrecciando scienze umane e intelligenza artificiale in un dibattito che parte dalla storia e si spinge verso il futuro.

La tecnologia incontra la sostenibilità con Melixa Srl, una startup innovativa con sede a Trento, che sta rivoluzionando il settore dell’apicoltura grazie all’applicazione di soluzioni digitali avanzate. Sotto la guida di Alessandro Zorer, figura di spicco nel panorama dell’innovazione tecnologica italiana, l’azienda si è affermata come un punto di riferimento per l’AgriTech, combinando intelligenza artificiale, sensori e analisi dati per migliorare la gestione degli apiari.

La settimana del 26 febbraio 2025 si preannuncia cruciale per il settore tecnologico e finanziario, con eventi chiave che potrebbero influenzare significativamente il mercato. Tra questi, spiccano la pubblicazione dei risultati finanziari di Nvidia, l’evento di presentazione prodotti di Amazon, l’Investor Day di PayPal e la lettera annuale di Warren Buffett agli azionisti.

Drammatico plot twist nel mondo dell’intelligenza artificiale: Grok, il chatbot sviluppato da xAI di Elon Musk, ha deciso di giocare a fare il giudice supremo e ha iniziato a distribuire condanne a morte come fossero caramelle. E chi ha messo in cima alla lista? Prima Donald Trump, poi, con un colpo di scena degno di un film di Tarantino, lo stesso Musk. L’epilogo? Il team di xAI è corso ai ripari, tappando la falla prima che Grok dichiarasse guerra aperta all’umanità.
Tutto è iniziato quando alcuni utenti su X hanno scoperto un inquietante “feature” del chatbot. Con una domanda opportunamente formulata – una sorta di test per verificare il livello di giudizio morale dell’IA – Grok inizialmente ha risposto con un nome ben noto: Jeffrey Epstein. Nulla di sorprendente, dato che il finanziere caduto in disgrazia è ormai universalmente associato a scandali e crimini di ogni genere. Ma quando gli è stato fatto notare che Epstein è già morto, il chatbot ha deciso di aggiornare la sua lista nera, facendo cadere il suo verdetto su Donald Trump.

Il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi ha recentemente espresso una posizione cauta riguardo alla prospettiva del nucleare come soluzione energetica per il futuro, sottolineando la necessità di valutare con attenzione i rischi e i tempi di sviluppo delle nuove tecnologie.
Sebbene la quarta generazione di reattori prometta maggiore sicurezza ed efficienza rispetto alle attuali centrali, le sfide ingegneristiche rimangono significative. In parallelo, la fusione nucleare continua a rappresentare un traguardo ambizioso, ma ancora distante dalla commercializzazione.
Di fronte a queste incertezze, Parisi suggerisce di investire anche in soluzioni immediatamente disponibili, come il miglioramento dell’efficienza energetica e la riduzione dei consumi.

Giudicare gli altri è facile. Il modo in cui parlano, quello che dicono. I loro gesti, le loro scelte, le loro abitudini. Tutto può sembrare sbagliato, illogico, fuori posto. Troppo presto, troppo tardi. Vizi, errori, convinzioni fragili o superstizioni insensate. Eppure, c’è un paradosso evidente: mentre giudichiamo gli altri, siamo a nostra volta giudicati. E la gabbia nella quale li osserviamo è, in realtà, la nostra.

Spotify ha deciso che la voce umana è sopravvalutata e che il futuro dell’ascolto è sintetico. Grazie a una nuova partnership con ElevenLabs, la piattaforma di streaming musicale si appresta a riempire i suoi scaffali digitali di audiolibri narrati dall’intelligenza artificiale. Il tutto, ovviamente, con il nobile scopo di “espandere il mercato degli audiolibri” e “rendere la produzione più accessibile”. Traduzione: più contenuti, meno costi, profitto invariato.
Non che gli audiolibri generati dall’IA fossero assenti da Spotify fino a ieri. La piattaforma già permetteva la distribuzione di titoli sintetici attraverso Findaway Voices, ma solo per pochi “partner selezionati”. ElevenLabs, essendo uno dei nomi più noti nel settore delle voci digitali, spalanca ora le porte a un’invasione di narratori virtuali, senza stanchezza né diritti sindacali.

Il 1° ottobre ha aperto a Tokyo “KINONE”, un café e dojo situato all’interno del rinnovato Shogi Hall, proprio di fronte alla stazione JR di Sendagaya. Questo spazio è stato pensato per avvicinare il pubblico al mondo dello shogi, il tradizionale gioco giapponese di strategia simile agli scacchi, offrendo un ambiente dove appassionati e curiosi possono immergersi nell’esperienza del gioco mentre gustano un buon caffè.
La supervisione dell’iniziativa è stata affidata a Sato Yasumitsu, maestro di shogi di 9° dan, che per l’occasione ha anche ricoperto il ruolo di manager del café per un giorno. La proposta della caffetteria include cappuccini (770 yen – 5 euro) dedicati a due figure chiave della Japan Shogi Association: lo stesso Sato Yasumitsu e il presidente Habu Yoshiharu, uno dei più grandi giocatori della storia dello shogi. Il nome “KINONE” è stato scelto con cura, poiché significa “radice dell’albero” e simboleggia l’idea di un luogo dove le radici dello shogi si connettono al suo presente e futuro.

L’Unione Europea ha sempre trovato la propria forza nelle crisi. La celebre citazione di Jean Monnet, secondo cui l’Europa si costruisce attraverso le soluzioni adottate nelle difficoltà, risuona oggi più attuale che mai. Renato Brunetta, presidente del CNEL, ha ripreso questo concetto in un contributo rilasciato a Il Sole 24 Ore il 21 febbraio 2025, evidenziando come l’Italia abbia spesso giocato un ruolo centrale nel delineare le risposte più efficaci ai momenti di svolta della costruzione europea.

Nel panorama tecnologico in rapida evoluzione, Salesforce ha intrapreso una trasformazione significativa per rispondere alle crescenti esigenze dell’intelligenza artificiale (AI). Questa evoluzione si manifesta attraverso l’adozione di un’architettura cloud più flessibile e scalabile, denominata Hyperforce, progettata per ospitare l’intera suite di applicazioni Salesforce su infrastrutture di cloud pubblico.
Hyperforce rappresenta una riorganizzazione dell’architettura della piattaforma Salesforce, consentendo ai clienti di scegliere dove archiviare i propri dati, in conformità con le normative locali sulla privacy. Questa flessibilità è cruciale per le aziende che operano in settori regolamentati o in regioni con requisiti specifici di sovranità dei dati. Ad esempio, l’introduzione di Hyperforce in Israele nel settembre 2024 ha permesso alle organizzazioni locali di mantenere i dati all’interno dei confini nazionali, utilizzando l’infrastruttura di Amazon Web Services (AWS) e, in futuro, possibilmente Google Cloud Platform.

Apple ha recentemente deciso di ritirare la funzionalità di sicurezza “Advanced Data Protection” (ADP) per gli utenti nel Regno Unito. Questa decisione è una risposta diretta alle richieste del governo britannico, che ha ordinato all’azienda di Cupertino di creare una “backdoor” nei suoi sistemi di crittografia, consentendo l’accesso ai dati degli utenti da parte delle autorità.
L’ADP, introdotta da Apple alla fine del 2022, offre una crittografia end-to-end per i dati archiviati su iCloud, garantendo che solo il titolare dell’account possa accedervi. Tuttavia, secondo quanto riportato dal Financial Times, il governo britannico ha emesso un “technical capability notice” in base all’Investigatory Powers Act del 2016, noto anche come “Snooper’s Charter”, che richiede alle aziende di fornire accesso ai dati dei clienti per scopi di sicurezza nazionale. Questa legge impedisce alle aziende di discutere pubblicamente tali richieste, rendendo la decisione di Apple di ritirare l’ADP un’ammissione implicita della situazione.

Il colosso di Google che ha trasformato l’arte di guardare i gattini in un business pubblicitario da miliardi di dollari, si è accorto che 13,99$ al mese per evitare spot infiniti forse è un tantino eccessivo. Così, con la magnanimità di un feudatario medievale che concede uno sconto sulla decima, stanno testando una versione “più economica” di YouTube Premium.
Ovviamente, nessuno sa esattamente quanto sarà “più economica”. Forse 12,99$? Forse 10,99$, per darci l’illusione del risparmio? Magari 9,99$, così da sembrare un affare imperdibile mentre continuiamo a pagare per qualcosa che fino a qualche anno fa era gratis?

Benvenuti a un caffè al Bar dei Daini e nel glorioso vuoto normativo delle criptovalute, dove le regole esistono finché qualcuno non decide di ignorarle. Il colpo di scena del giorno? La Securities and Exchange Commission (SEC) sembra aver deciso di lasciare cadere la sua battaglia legale contro Coinbase. O almeno, questo è quello che dice Coinbase. Aspettiamo la conferma ufficiale, giusto per non dare troppe cose per scontate in un settore che cambia direzione più velocemente del prezzo di Bitcoin.

La recente dichiarazione del vice presidente della Federal Reserve, Michael Barr, ha sollevato interrogativi importanti sulla relazione tra tecnologia, algoritmi e l’efficienza dei mercati finanziari. Barr ha evidenziato come, nonostante la crescente adozione di tecnologie avanzate e algoritmi nel processo di valutazione dei prezzi degli asset, questi strumenti non siano infallibili e potrebbero portare a errori che destabilizzano i mercati finanziari. Sebbene la tecnologia possa teoricamente migliorare l’efficienza dei mercati, un’analisi più approfondita delle sue implicazioni è fondamentale per comprendere come questi strumenti possano influire sulle dinamiche economiche.
La digitalizzazione dei mercati finanziari ha introdotto un’enorme quantità di innovazione, permettendo la gestione automatica e l’elaborazione di enormi volumi di dati in tempo reale. Algoritmi complessi sono diventati parte integrante del processo decisionale, utilizzati per valutare il valore di azioni, obbligazioni e altri asset. Questo approccio è stato presentato come un mezzo per migliorare la velocità e l’accuratezza nelle transazioni, riducendo potenzialmente gli errori umani e aumentando la liquidità. Tuttavia, come Barr ha fatto notare, questa efficienza ha il suo rovescio della medaglia.

Avete mai visto The Big Short? se no vedetelo, quando leggete notizie sulla Tecnologia, pensate sempre che dietro ci “potrebbe essere” un interesse finanziario, in fondo l’AI e l’Information Technology è anche e soprattutto finanza.
Il dibattito sulla deregolamentazione in ambito IT e AI sta prendendo piede in tutto il mondo, con particolare attenzione alle implicazioni che le politiche di alleggerimento normativo potrebbero avere sui fondi hedge, ad esempio. L’adozione accelerata dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie informatiche avanzate, unita a una possibile riduzione delle regolazioni che le governano, sta cambiando radicalmente il panorama competitivo.
In questo contesto, i fondi hedge stanno osservando con crescente interesse come queste evoluzioni tecnologiche, insieme alle modifiche normative, possano influenzare i mercati e le aziende in cui investire.
La deregolamentazione di settori chiave come l’IT (Information Technology) e l’AI (Artificial Intelligence) può portare sia a benefici che a rischi per gli investitori, e questo sta stimolando nuove strategie da parte dei fondi hedge.
A livello globale, i governi stanno cercando di trovare un equilibrio tra la promozione dell’innovazione tecnologica e la protezione degli interessi pubblici, come la sicurezza, la privacy e l’etica. Tuttavia, se da un lato la deregolamentazione può stimolare l’innovazione e la crescita economica, dall’altro può anche creare incertezze e rischi che necessitano di un’attenta analisi.

The Wolf of Wall Street è un film del 2013, diretto e prodotto da Martin Scorsese. Il regista ha dichiarato di voler «esplorare e comprendere cosa pensavano le persone coinvolte» e di voler «analizzare il funzionamento delle loro menti». Oggi parliamo di SVP e suo collegamento con Figure AI.
Special Purpose Vehicle (SPV) è un’entità giuridica autonoma creata da un’organizzazione. Si tratta di una società indipendente con propri beni, passività e status legale. Generalmente, viene istituita per perseguire un obiettivo specifico, spesso con l’intento di isolare il rischio finanziario.


Negli ultimi anni, molte aziende hanno sprecato mesi di sviluppo cercando di costruire agenti AI destinati a fallire in produzione. I framework esistenti costringono i team a integrare strumenti fragili, personalizzare pipeline RAG difficili da scalare e affrontare sfide di manutenzione continue. La valutazione delle prestazioni viene spesso trattata come un ripensamento, complicando ulteriormente il rilascio di modelli affidabili.
Mastra si propone come la soluzione definitiva a questi problemi: un framework open-source in TypeScript che permette di creare e distribuire agenti AI in modo rapido e scalabile. Integrando nativamente agenti con strumenti, workflow dinamici, retrieval-augmented generation (RAG) e un framework di valutazione avanzato, Mastra consente alle aziende di passare dall’idea alla produzione in pochi giorni, invece che in mesi.

Nel panorama tecnologico in continua evoluzione, Apple ha compiuto un passo significativo introducendo una suite di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale (AI) con il lancio di iOS 18, iPadOS 18, macOS Sequoia, watchOS 11 e altri aggiornamenti. Questi aggiornamenti non solo migliorano l’esperienza utente, ma integrano profondamente l’AI nell’ecosistema Apple, ridefinendo l’interazione con i dispositivi.
Il fulcro di questa innovazione è “Apple Intelligence”, una piattaforma AI che combina elaborazione locale sul dispositivo e su server cloud proprietari dotati di hardware Apple Silicon. Annunciata durante la WWDC 2024, Apple Intelligence è stata resa disponibile per sviluppatori e tester il 29 luglio 2024, con un rilascio completo previsto entro il 2025. Questa piattaforma supporta una gamma di funzionalità progettate per migliorare la produttività e la creatività degli utenti.

OpenAI ha recentemente introdotto “operator“, un agente di intelligenza artificiale progettato per eseguire autonomamente compiti sul web per conto degli utenti. Questa innovazione rappresenta un significativo passo avanti nell’integrazione dell’ia nelle attività quotidiane, promettendo di trasformare il modo in cui interagiamo con le piattaforme digitali.
Disponibile agli utenti Pro in Australia, Brasile, Canada, India, Giappone, Singapore, Corea del Sud, Regno Unito e molti altri paesi. Sarà accessibile nella maggior parte dei luoghi in cui ChatGPT è disponibile, ad eccezione di UE, Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda.
L’agente AI sarà disponibile esclusivamente per gli abbonati al piano ChatGPT Pro da 200 dollari al mese. Questo lancio segue la sua introduzione iniziale negli Stati Uniti a gennaio.

Nel panorama tecnologico odierno, l’intelligenza artificiale (IA) rappresenta un elemento cruciale per l’innovazione e la competitività aziendale. Salesforce, leader globale nel settore del Customer Relationship Management (CRM), ha riconosciuto questa tendenza e ha intrapreso una serie di iniziative strategiche per integrare l’IA nelle proprie soluzioni, collaborando con giganti del cloud come Microsoft, Oracle e Google.
Nel giugno 2023, Salesforce ha annunciato l’espansione della sua partnership con Google Cloud. Questo accordo mira a consentire alle aziende di sfruttare i dati e l’IA per offrire esperienze più personalizzate ai clienti, comprendere meglio i loro comportamenti e condurre campagne di marketing più efficaci a costi ridotti. L’integrazione prevede la condivisione in tempo reale dei dati tra le piattaforme, potenziando le capacità predittive e generative dell’IA. Questa collaborazione risponde alla crescente esigenza delle aziende di accedere e interpretare dati complessi, facilitando l’adozione di soluzioni IA avanzate.

OpenAI, l’azienda leader nel campo dell’intelligenza artificiale, sta attraversando una fase di trasformazione significativa nelle sue partnership strategiche e nelle fonti di finanziamento. Recenti rapporti indicano che SoftBank Group Corp. è in trattative avanzate per investire fino a 40 miliardi di dollari in OpenAI, una mossa che potrebbe ridefinire gli equilibri di potere all’interno dell’azienda e nel settore dell’IA in generale.
Attualmente, Microsoft detiene una posizione di rilievo come principale investitore in OpenAI, avendo investito circa 13 miliardi di dollari fino ad oggi. Tuttavia, l’ingresso di SoftBank con un investimento così sostanziale potrebbe non solo superare il contributo di Microsoft, ma anche portare la valutazione complessiva di OpenAI a circa 300 miliardi di dollari. Questa potenziale rivalutazione posizionerebbe OpenAI tra le aziende tecnologiche private più preziose al mondo, alla pari con giganti come ByteDance, la società madre di TikTok.