In questa directory vi proponiamo una selezione dei migliori strumenti di Intelligenza Artificiale per creare contenuti artistici nel 2025! Questa pagina presenta tool AI per generare opere d’arte, creare illustrazioni e ottimizzare processi creativi, ideali per artisti, designer e creator digitali.

La comunità di smanettoni su Discord è riuscita a rianimare il famigerato AI Pin di Humane, il gadget AI che aveva sollevato tante aspettative prima dell’acquisizione da parte di HP. Secondo Wired, questi utenti hanno trovato il modo di aggirare le restrizioni imposte dal nuovo proprietario e riportare in vita il dispositivo. Tuttavia, la loro impresa ha sollevato dubbi sulla sicurezza e sulle implicazioni legali della procedura adottata.
Dopo l’acquisizione di Humane da parte di HP, molti utenti si sono ritrovati con un dispositivo quasi inutilizzabile. La comunità di sviluppatori su Discord ha deciso di agire, trovando una soluzione per sbloccare l’AI Pin senza l’intervento ufficiale dell’azienda. La loro strategia si è basata sull’uso non autorizzato di un certificato di accesso interno, permettendo così di aggirare le restrizioni imposte dai nuovi proprietari.

L’industria dei call center sta vivendo una trasformazione epocale grazie all’intelligenza artificiale. Teleperformance SE, uno dei principali attori del settore, ha introdotto un sistema AI in grado di “ammorbidire” l’accento degli operatori indiani che parlano inglese, rendendoli più comprensibili ai clienti. Secondo un’inchiesta di Bloomberg, questa tecnologia viene implementata in tempo reale, modificando la voce degli operatori per avvicinarla a un accento più neutro.

Samsung ha deciso che anche chi compra uno smartphone economico merita un assaggio dell’intelligenza artificiale – o almeno di quella che l’azienda chiama con una certa enfasi “awesome intelligence” (tradotto: un po’ di AI in salsa Galaxy). I nuovi Galaxy A56, A36 e A26 ricevono quindi una spruzzata di funzioni AI già viste sulla serie premium Galaxy S25, nella speranza di convincere anche i più scettici a entrare nel futuro tecnologico a basso costo.
Tra le chicche c’è Best Face, una feature che permette di sostituire le espressioni facciali di fino a cinque persone in una foto animata, così da eliminare l’amico che ha chiuso gli occhi o il parente che ha deciso di guardare altrove proprio nel momento sbagliato. Se suona familiare, è perché Google lo fa già con Best Take sui Pixel, ma Samsung sa bene che il pubblico si lascia ancora impressionare da queste magie digitali.

L’espansione dei data center continua a spingere la domanda di soluzioni di networking sempre più performanti, con l’intelligenza artificiale che accelera la necessità di interconnessioni ad alta velocità. Secondo Jefferies, questo scenario sta creando opportunità significative per aziende chiave nel settore, come Coherent e Lumentum Holdings entrambe promosse con un rating di acquisto dall’istituto di investimento.
Il team di analisti guidato da Blayne Curtis ha evidenziato che Coherent non sta cavalcando una rivoluzione tecnologica, ma piuttosto consolidando la sua posizione dominante nel mercato dei transceiver a 400G, con una probabile leadership anche negli 800G. Tuttavia, l’azienda è stata penalizzata da una serie di acquisizioni fallite, ristrutturazioni e spese non necessarie, fattori che hanno inciso sul valore azionario. Un punto critico per Coherent rimane la capacità dei VCSEL di sostenere velocità di 200G per lane, ma la società si è detta fiduciosa nello sviluppo di soluzioni avanzate, affiancate da un business in crescita nelle tecnologie EML e Silicon Photonics (SiPho).

Nel precedente articolo “Introduzione a Grok 3” abbiamo esplorato le principali caratteristiche del modello, le funzionalità principali, le sue potenzialità e i suoi limiti. Analizziamo adesso come massimizzare l’efficacia di Grok 3, con una serie di suggerimenti utili per ottenere i risultati migliori dal suo utilizzo.

Nel panorama tech, il termine “AI Wrapper” è diventato sinonimo di startup senza futuro, un insulto educato per indicare aziende che costruiscono applicazioni leggere sfruttando API di modelli AI preesistenti senza un reale valore aggiunto. L’esempio classico?
Le app che permettono di “chattare con un PDF”, nate nel vuoto lasciato da OpenAI prima che introducesse il supporto per l’upload di documenti. Un paio di sviluppatori, un weekend di coding, ed ecco il nuovo giocattolo pronto per il mercato.

La Cina ha recentemente emesso direttive che invitano i principali imprenditori e ricercatori nel campo dell’intelligenza artificiale (IA) a evitare viaggi negli Stati Uniti a causa di preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale. Le autorità temono che durante tali viaggi possano essere divulgate informazioni sensibili sui progressi cinesi nell’IA e che gli esecutivi possano essere detenuti, utilizzati come strumenti nelle negoziazioni tra Stati Uniti e Cina.

La startup tecnologica Sesame, guidata da Brendan Iribe, co-fondatore ed ex CEO di Oculus VR, insieme ad Ankit Kumar, ex CTO e co-fondatore di Ubiquity6, e Ryan Brown, ex direttore dell’ingegneria di ricerca presso Meta Reality Labs, ha recentemente annunciato il lancio di un innovativo assistente vocale AI chiamato “Maya”. Questo assistente si distingue per la sua capacità di interazione naturale e coinvolgente, superando le limitazioni degli assistenti vocali tradizionali come Alexa di Amazon o Gemini. Gli utenti hanno riportato esperienze più fluide e conversazioni più realistiche con Maya, grazie alla sua capacità di comprendere e rispondere in modo contestuale e immediato.
Oltre all’assistente vocale, Sesame sta sviluppando occhiali AI progettati per essere indossati tutto il giorno. Questi occhiali offrono un audio di alta qualità e un accesso continuo a Maya, permettendo all’assistente di osservare e interagire con l’ambiente circostante dell’utente. Le immagini preliminari mostrano prototipi eleganti e leggeri, pensati per l’uso quotidiano senza compromettere il comfort.
Per garantire prestazioni elevate, Sesame ha addestrato il suo modello AI su un vasto dataset di circa un milione di ore di audio pubblicamente disponibile. L’azienda ha espresso l’intenzione di rendere open source i propri modelli, promuovendo la trasparenza e la collaborazione nella comunità tecnologica. Inoltre, nei prossimi mesi, è prevista l’espansione delle capacità linguistiche di Maya, passando dall’inglese a oltre 20 lingue, per servire una base di utenti globale più ampia.
Questo sviluppo rappresenta un passo significativo verso l’umanizzazione delle interazioni uomo-macchina, avvicinandosi a superare il “valle perturbante” nelle conversazioni vocali assistite da AI. Con il supporto di investitori di rilievo come Andreessen Horowitz, Spark Capital e Matrix Partners, Sesame è ben posizionata per rivoluzionare il modo in cui interagiamo quotidianamente con la tecnologia.
Per ulteriori dettagli e per provare una demo di Maya, è possibile visitare il sito ufficiale di Sesame.

Il 27 febbraio 2025 si è conclusa a Milano la seconda edizione dell’AI Festival, evento internazionale che ha riunito oltre 160 esperti di fama mondiale, aziende leader, istituzioni e startup innovative per discutere delle sfide e delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale (IA). Ideato da Cosmano Lombardo, CEO di Search On Media Group, e organizzato da WMF – We Make Future, il festival si è svolto presso l’edificio Roentgen dell’Università Bocconi, trasformando Milano nel fulcro del dibattito sull’IA.

In questa directory abbiamo voluto raccogliere i migliori strumenti di Intelligenza Artificiale disponibili al momento per generare immagini nel 2025! Questa pagina contiene un elenco di tool AI per creare contenuti visivi unici, migliorare la qualità e automatizzare flussi di lavoro, ideali per artisti, designer, appassionati e semplici curiosi.

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera preliminare a un disegno di legge che conferisce una delega al governo per regolamentare il ritorno dell’energia nucleare in Italia. Il testo, composto da quattro articoli, stabilisce una cornice normativa per lo sviluppo dell’energia nucleare sostenibile e della fusione, con l’obiettivo di contribuire al raggiungimento dei target di decarbonizzazione e sicurezza energetica delineati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Contestualmente, l’esecutivo ha approvato anche un decreto contro il caro bollette, segnando una strategia più ampia per affrontare le sfide energetiche del Paese.

Abbiamo visto in un precedente articolo come Alibaba abbia compiuto un passo strategico nell’arena dell’Intelligenza Artificiale generativa, rendendo open-source il suo modello Wan 2.1, specializzato nella creazione di immagini e video. Vediamone da vicino le potenzialità con 10 esempi particolarmente impressionanti.

La possibilità di sostituire o integrare l’intelligenza umana con l’intelligenza artificiale è un tema ormai noto, ma ciò che affascina ancor di più è l’idea di replicazione: l’aggiunta di uno strato di “intelligenza” capace di duplicare un essere umano, o addirittura riempire vuoti, come nel caso delle persone sole che trovano compagnia in un “amico” virtuale. In questo scenario, il mondo della moda e del lusso si sta adattando rapidamente a questa nuova realtà, con impatti che potrebbero trasformare non solo l’esperienza del consumatore, ma anche la struttura stessa dell’industria.
Un esempio interessante di come l’AI possa essere usata per “replicare” l’esperienza umana arriva direttamente dalla CIA, che ha sviluppato un chatbot in grado di far “entrare nella testa” dei leader mondiali, come presidenti e primi ministri, per prevedere come reagirebbero in determinate situazioni.

Questo tipo di intelligenza artificiale potrebbe aprire la strada alla sostituzione di figure politiche con sistemi AI, inoltre un’altra idea quella se applicata al mondo del lusso e della moda, potrebbe portare alla creazione di figure virtuali di designer, brand ambassador o persino stilisti che agiscono al posto degli esseri umani. Un sistema completamente automatizzato, capace di replicare l’aspetto e il comportamento di un “esperto” del settore, potrebbe influenzare le scelte dei consumatori senza la necessità di una persona fisica dietro al brand, oppure mantenere “l’HERITAGE” del brand perennemente.

La scena nello Studio Ovale si è trasformata in uno scontro che segnerà per sempre la storia della diplomazia moderna. La domanda, secca e brutale, che Volodymyr Zelensky ha rivolto a JD Vance “Sei mai stato in Ucraina?” non era solo un interrogativo di circostanza, ma una vera e propria sfida, un affronto velato da un cinismo che non lascia spazio ad equivoci. La risposta di JD Vance, “Ho visto storie…”, non fa che confermare la frattura insanabile tra le percezioni politiche e la realtà di una guerra che ha scosso il mondo intero. In queste parole, si riflette il disinteresse di chi guarda un conflitto dall’alto, come uno spettatore che osserva eventi distanti, senza sentirne la gravità.

OpenAI e il feticismo del titolo: quando il PhD diventa una scusa per bruciare soldi
Il culto del titolo accademico ha ormai raggiunto livelli parossistici, e OpenAI sembra esserne un caso da manuale. L’idea che “PhD-level” sia una metrica affidabile per valutare competenze è tanto ridicola quanto diffusa. Un dottorato non è un attestato di intelligenza superiore, né una garanzia di capacità analitica straordinaria. È solo la prova che qualcuno ha avuto la pazienza (o la disperazione) di sopportare anni di stipendi da fame, burocrazia soffocante e una cultura accademica autoreferenziale.
Eppure, OpenAI –se le notizie sono accurate sembra convinta che l’unico modo per valutare l’output delle sue IA sia spendere cifre folli per assumere dottorandi a pacchi, mentre paga altri PhD per supervisionare il lavoro di quegli stessi dottorandi. Un meccanismo che, se fosse applicato a qualsiasi altra industria, farebbe ridere i polli. È come se un ristorante assumesse dieci chef stellati per cucinare un piatto di spaghetti, poi ne ingaggiasse altri cinque per assaggiarlo e altri tre per scrivere un report sulla qualità della pasta. Il tutto con un budget che permetterebbe tranquillamente di sfamare l’intera clientela per un anno.

Nell’ambito dello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale (IA) pronti per la produzione, le sfide legate all’integrazione di strumenti disgiunti per il tracciamento, il testing e la gestione dei dati sono ben note. Le soluzioni esistenti spesso creano silos di dati e flussi di lavoro manuali, portando i team a sprecare tempo nel debugging su piattaforme diverse e rendendo complicata la scalabilità delle valutazioni senza un supporto ingegneristico dedicato.

Nelle ultime settimane, Bitcoin ha attraversato una fase di volatilità significativa, scendendo al di sotto della soglia critica dei 97.000 dollari. Questo livello rappresenta il prezzo medio ponderato per il volume (VWAP) dalla vittoria elettorale di Donald Trump, un indicatore che riflette il prezzo medio al quale Bitcoin è stato scambiato considerando sia il prezzo che il volume delle transazioni. La violazione di questo supporto ha sollevato preoccupazioni tra gli investitori e gli analisti, suggerendo la possibilità di una correzione più ampia nel mercato delle criptovalute.

Sergey Brin, co-fondatore di Google, è ancora uno dei due uomini che controllano il colosso tecnologico. L’ultima volta che qualcuno ha dato un’occhiata ai numeri, Brin deteneva una quota di voto del 25%, mentre Larry Page ne aveva persino di più. Quindi, se Brin è convinto che il team Gemini dovrebbe lavorare più ore e tornare in ufficio ogni giorno, come riportato dal New York Times, perché non lo ordina e basta? Qual è il punto di lanciare suggerimenti vaghi invece di imporre una direttiva chiara?

L’adozione di soluzioni AI basate su cloud è sempre più diffusa, ma spesso comporta costi esorbitanti e problemi di sicurezza legati all’esposizione di dati sensibili. Le infrastrutture esistenti richiedono configurazioni server complesse e vincoli con vendor specifici, mentre le soluzioni AI basate su browser faticano a garantire prestazioni adeguate per applicazioni reali. Per le aziende che puntano sulla privacy, trovare un equilibrio tra sicurezza e capacità dell’AI è una sfida costante.
WebLLM si presenta come una soluzione rivoluzionaria per superare questi ostacoli. Si tratta di un motore open-source che porta i Large Language Models (LLM) direttamente nei browser, sfruttando la potenza di WebGPU. Questo consente di eliminare la dipendenza dal cloud, ridurre i costi e garantire che i dati restino sempre all’interno del dispositivo dell’utente.

La serie di modelli Grok è costruita su algoritmi avanzati di deep learning, addestrati su vasti set di dati per comprendere le complessità del linguaggio umano. Grazie a queste tecnologie, Grok è in grado di riconoscere schemi e strutture linguistiche sofisticate, generando testi che rispecchiano fedelmente la scrittura umana. Questo lo rende ideale per una vasta gamma di applicazioni di elaborazione del linguaggio naturale (NLP), tra cui completamento del testo, traduzione, riassunti automatici e molto altro.
Con l’arrivo di Grok 3, la nuova generazione della serie, l’intelligenza artificiale compie un ulteriore salto in avanti. Questo modello introduce maggiori capacità computazionali, un supporto multilingue più avanzato e abilità di ragionamento e comprensione migliorate, ampliando il suo impatto in numerosi settori.

Le soluzioni esistenti impongono o tendono al vendor lock-in, mancano di modularità e rendono il debugging un incubo. Scalare workflow complessi come RAG o sistemi multi-agente diventa un groviglio di codice fragile e difficile da mantenere.
Pocket Flow è un framework open-source che organizza i sistemi AI come grafi diretti annidati, offrendo massima flessibilità nella gestione dei flussi di lavoro.

Quello che Jeff Bezos ha appena fatto al Washington Post è un colpo di scena tanto incredibile quanto deprimente. Un tempo, leggere il WP era parte integrante del fascino di vivere a Washington D.C., un’esperienza che oggi viene brutalmente svuotata del suo significato. È un tradimento in piena regola, un calcio alla storia di un giornale che più di ogni altro ha dimostrato cosa significhi fare giornalismo vero: sfidare il potere, denunciare gli abusi, costringere chi comanda a rendere conto delle proprie azioni. Cosa staranno pensando Woodward e Bernstein? Forse che il sogno di un giornalismo indipendente è ormai ridotto a cenere.
Chiunque creda che questi cambiamenti riguarderanno solo la pagina editoriale del giornale si illude. Sarebbe come pensare che l’incendio resti confinato a una sola stanza mentre l’intero edificio brucia. Il Washington Post è destinato a diventare l’ennesimo megafono di un potere che, invece di essere sfidato, sarà coccolato, assecondato, omaggiato. Da oggi in poi, il giornale che si vantava di far tremare i potenti si limiterà a scrivere ciò che i potenti vogliono leggere.
E questa vicenda dimostra molte cose, tutte sconfortanti. La prima è che neanche i miliardi comprano la libertà, figuriamoci la dignità. La seconda è che la democrazia e il pluralismo non muoiono nel buio, come il WP ci aveva fatto credere con il suo slogan, ma alla luce del sole, davanti a tutti, senza che nessuno muova un dito. E infine, e forse è la cosa più amara di tutte, dimostra che l’idea di poter contare sull’impegno delle grandi aziende per difendere la democrazia è una favola che ci raccontiamo per dormire meglio la notte. Le aziende hanno interessi, e questi interessi vincono sempre. Su tutto.
Se dobbiamo costruire alleanze sociali per difendere la democrazia, allora è il caso di smetterla con le illusioni. Oggi è una giornata nera per la libertà di stampa, per il pluralismo, per la democrazia negli Stati Uniti e nel resto del mondo.
Il Washington Post è morto. Riposi in pace.

Jianwei Xun è un analista culturale e filosofo nato a Hong Kong il cui lavoro collega i mondi dei media, della teoria narrativa e della filosofia. Con un background in filosofia politica e studi sui media presso l’Università di Dublino, Xun ha trascorso anni come consulente su narrazioni strategiche per istituzioni globali prima di dedicarsi alla scrittura.
“Ipnocrazia“. Un titolo che promette di svelare i misteri della manipolazione moderna, con Trump e Musk come architetti di una nuova realtà. Jianwei Xun, un giovane prodigio già acclamato come l’erede di Baudrillard e Byung-Chul Han, ci offre una “mappa inedita” del potere contemporaneo.


Meta ha finalmente deciso di seguire il gregge e lanciare un’app autonoma per il suo Meta AI, perché evidentemente infilare il chatbot ovunque nelle sue piattaforme social non bastava. Zuckerberg sogna che diventi il “principale assistente AI”, come se il mondo avesse disperatamente bisogno di un altro chatbot. Intanto, si parla anche di un’app separata per Reels, perché chiaramente serviva un altro clone di TikTok, nel caso qualcuno non ne avesse abbastanza.
Nel club degli investimenti faraonici, Meta si prepara a costruire data center AI per un valore che potrebbe arrivare a 200 miliardi di dollari. E chi spunta fuori come possibile finanziatore? Apollo Global Management, perché se c’è una cosa che il mondo dell’AI insegna, è che i soldi non sono mai abbastanza. Strano, però, che Meta voglia raccogliere fondi da altri invece di attingere al proprio tesoro di liquidità.

OpenAI ha recentemente esteso la disponibilità di sora, il suo avanzato strumento di generazione video basato su intelligenza artificiale, agli utenti del regno unito e dell’europa. Questo strumento consente la creazione di video realistici attraverso semplici prompt testuali, rappresentando un significativo passo avanti nella produzione di contenuti digitali. Tuttavia, il lancio di sora in queste regioni avviene in un contesto di accese discussioni riguardanti la protezione del copyright e l’uso dell’ia generativa.
Sora è accessibile esclusivamente agli abbonati ai piani premium di chatgpt: plus, al costo di $20/£20 al mese, e pro, a $200/£200 al mese. Gli utenti possono generare video fino a 20 secondi in risoluzione 1080p, con la possibilità di scegliere tra formati widescreen, verticali o quadrati. oltre alla creazione da prompt testuali, sora permette di caricare immagini per generare video correlati e offre funzionalità di editing come storyboard e remix, facilitando la personalizzazione dei contenuti.

Microsoft ha annunciato oggi il rilascio di un’app nativa di Copilot per macOS, ampliando così la disponibilità del suo assistente AI oltre l’ecosistema Windows. Questa mossa segna un passo significativo nella strategia di Microsoft per rendere Copilot un punto di riferimento nel settore dell’intelligenza artificiale generativa, sfidando direttamente le soluzioni integrate di Apple come Siri.
L’app per macOS offre funzionalità simili alla versione Windows, consentendo agli utenti di accedere alla piattaforma web-based di Copilot per caricare immagini, generare contenuti testuali e ottenere risposte avanzate dall’AI. Tra le caratteristiche distintive spiccano la modalità scura e una scorciatoia da tastiera dedicata: con Command + Space, gli utenti possono attivare rapidamente Copilot, un’esperienza analoga al comando Alt + Space su Windows.

Negli ultimi anni, ChatGPT si è affermato come una delle soluzioni di Intelligenza Artificiale Generativa più utilizzate al mondo. Il 2024 ha segnato un’accelerazione significativa anche in Italia, dove, secondo i dati di Comscore, a dicembre 6,8 milioni di italiani hanno utilizzato la piattaforma di OpenAI. Questo dato evidenzia una crescita importante nelle abitudini di consumo digitale e una sempre maggiore integrazione dell’AI nei processi quotidiani di studio e lavoro.

Datrix, il gruppo leader nello sviluppo di soluzioni software B2B basate sull’intelligenza artificiale, chiude il 2024 con risultati finanziari in crescita, confermando il ruolo strategico dell’AI nella monetizzazione dei dati e nell’ottimizzazione dei processi industriali e aziendali. I dati provvisori rivelano ricavi consolidati pari a 18,2 milioni di euro, con un incremento del 19% rispetto al 2023. Una crescita ancora più marcata si registra nelle linee di business, che hanno segnato un aumento del 21% (+23% a parità di perimetro).

Scopri i migliori strumenti di Intelligenza Artificiale per la ricerca nel 2025! Questa pagina presenta tool AI per analizzare dati, risolvere problemi e sintetizzare contenuti, ideali per studenti, ricercatori e professionisti. Esplora le innovazioni che rivoluzionano la tua esperienza di ricerca!

Hai mai avuto la sensazione che ChatGPT ti stia dando risposte mediocri, pur sapendo che potrebbe fare molto di più? Non sei il solo. Ma ecco il segreto: non devi necessariamente essere un “prompt engineer” per ottenere risultati sorprendenti. Basta solo il giusto approccio. Oggi scoprirai come creare prompt di livello esperto per ottenere risposte precise e utili. (Spoiler: l’AI stessa può aiutarti a farlo. Abbastanza interessante, vero?)

OpenAI ha appena annunciato il lancio di GPT-4.5, definendolo il suo “modello più grande e più competente fino ad oggi”. Tuttavia, c’è subito una precisazione: non è un modello di frontiera e, paradossalmente, potrebbe non essere all’altezza di o1 o o3-mini, due modelli interni che sembrano superarlo in diverse metriche. Un debutto con il freno a mano tirato.
Secondo OpenAI, GPT-4.5 offre miglioramenti nelle capacità di scrittura, una conoscenza del mondo più aggiornata e una personalità più raffinata rispetto ai modelli precedenti.
Ma attenzione: non introduce abbastanza novità per essere classificato come una vera evoluzione. Un documento trapelato prima dell’annuncio afferma che “GPT-4.5 non è un modello di frontiera, ma è il più grande LLM mai realizzato da OpenAI, migliorando l’efficienza computazionale di GPT-4 di oltre 10 volte”. Un bel traguardo tecnico, che però non porta con sé “sette nuove capacità fondamentali di ragionamento” rispetto ai precedenti aggiornamenti. Insomma, una crescita muscolare senza una reale svolta.
E costoso è la parola chiave qui. Il nuovo modello di OpenAI ha un prezzo API da capogiro di 75 $ per milione di token di input e 150 $ per milione di token di output, è dieci volte più costoso di Claude 3.7 Sonnet , il che lo rende potenzialmente proibitivo per molti sviluppatori e startup che intendono sfruttare questa tecnologia.

Nel panorama in rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale, Tencent ha recentemente presentato il suo ultimo modello, Hunyuan Turbo S, progettato per superare le limitazioni dei concorrenti “a pensiero lento”. Questo avanzamento rappresenta un passo significativo nella competizione globale per l’innovazione nell’IA.
Hunyuan Turbo S si distingue per la sua capacità di fornire risposte in meno di un secondo, eliminando i ritardi che affliggono modelli come DeepSeek R1 e Hunyuan T1. Questa rapidità non compromette la qualità; infatti, le competenze in ambito conoscitivo, matematico e di ragionamento di Turbo S sono paragonabili a quelle di DeepSeek-V3, un modello che ha recentemente superato ChatGPT di OpenAI in termini di download su app store.

Amazon Web Services (AWS), la divisione cloud di Amazon, ha annunciato un nuovo e rivoluzionario chip per il calcolo quantistico chiamato Ocelot. Questo sviluppo segna un passo significativo nella corsa alla creazione di computer quantistici pratici e affidabili, in grado di risolvere problemi complessi che i computer tradizionali non possono affrontare.
Ocelot, sviluppato dal team AWS Center for Quantum Computing presso il California Institute of Technology, promette una riduzione fino al 90% dei costi associati alla correzione degli errori quantistici rispetto alle tecniche attuali. Questo risultato è reso possibile dall’adozione di una nuova architettura basata sui cosiddetti “cat qubits”, ispirati al celebre esperimento del gatto di Schrödinger.
L’annuncio di AWS arriva in un contesto in cui altri giganti tecnologici come Google (Alphabet, GOOG) e Microsoft (MSFT) stanno investendo fortemente nel calcolo quantistico. A febbraio, Microsoft ha presentato Majorana 1, un chip basato su un superconduttore topologico, mentre Google ha rivelato il proprio chip quantistico Willow. La competizione per dominare il settore è ormai accesa, e AWS ha deciso di puntare su un approccio completamente nuovo.

Eni accelera sulla transizione energetica con il nuovo piano strategico 2025-2028, confermando la propria vocazione all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità. La multinazionale italiana dell’energia ha svelato una roadmap che prevede investimenti annui per 7 miliardi di euro, puntando su nuove soluzioni per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS) e sul rafforzamento del settore digitale, con particolare attenzione ai data center e al supercalcolo.

Philadelphia accoglie il riconoscimento di un’eccellenza italiana nel campo dell’intelligenza artificiale: Roberto Navigli, ordinario di Intelligenza Artificiale presso la Sapienza Università di Roma, è stato insignito del prestigioso titolo di Fellow dell’AAAI (Association for the Advancement of Artificial Intelligence), l’organizzazione scientifica più autorevole nel settore dell’IA a livello globale.
Navigli è l’unico ricercatore europeo a ricevere il titolo nel 2025, un segnale forte della rilevanza internazionale delle sue ricerche. La motivazione ufficiale sottolinea i suoi “contributi significativi alla comprensione del linguaggio naturale multilingue e lo sviluppo di metodi ampiamente riconosciuti per la costruzione di risorse di conoscenza, la disambiguazione del testo e il parsing semantico”. Un riconoscimento che va ben oltre il merito accademico, testimoniando l’impatto rivoluzionario che le sue ricerche hanno avuto sul Natural Language Processing (NLP) a livello globale.

Jeff Bezos ha deciso che il Washington Post non sarà più il vecchio e polveroso salotto intellettuale che tutti conoscevano. La sezione opinioni del giornale subirà una radicale trasformazione: pubblicherà solo articoli che sostengano la libertà personale e il libero mercato. Tutto il resto?

Luciano Floridi, insieme al team di ricerca della Yale University e University of Bologna, ha firmato un contributo straordinario nel campo della sicurezza informatica applicata alle Brain-Computer Interface (BCI). Il loro modello di threat assessment, presentato nello studio sulle vulnerabilità delle BCI, si distingue per la sua innovatività e per la capacità di affrontare un problema ancora poco esplorato: la difesa dei dispositivi neurali dalle minacce cyber.
Floridi, noto per il suo lavoro pionieristico in etica digitale e filosofia dell’informazione, ha contribuito a un’analisi che va oltre la semplice identificazione dei rischi. Il modello sviluppato dal suo team adotta un approccio multidimensionale, combinando elementi di cybersecurity, neuroetica e regolamentazione medica per costruire un framework di sicurezza che tiene conto delle specificità biologiche e tecnologiche delle BCI.
L’elemento davvero innovativo del loro lavoro sta nell’applicazione del Common Vulnerability Scoring System (CVSS), un framework normalmente usato per classificare i rischi informatici tradizionali, alle minacce uniche delle BCI. Questo consente di quantificare il livello di pericolo di ogni vulnerabilità, dalle manipolazioni neurali involontarie agli attacchi remoti, fornendo una roadmap chiara per la sicurezza di questi dispositivi.
Floridi e il suo team non si limitano a descrivere i problemi, ma propongono soluzioni concrete: autenticazione avanzata, crittografia dei dati cerebrali e riduzione della superficie d’attacco delle BCI. Il risultato è un framework che potrebbe diventare lo standard di riferimento per la sicurezza delle interfacce neurali, un campo destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni.
Il contributo di Floridi in questo studio non è solo accademico, ma ha un impatto pratico e urgente. Con l’avanzata di aziende come Neuralink e lo sviluppo delle BCI di nuova generazione, il lavoro della Yale University arriva al momento giusto per guidare il futuro di questa tecnologia con un equilibrio tra innovazione e protezione della persona. Un modello brillante, destinato a lasciare il segno.