Immaginate un’intelligenza artificiale che non si limita a rispondere alle vostre domande, ma che prende in mano il lavoro e lo porta a termine dall’inizio alla fine, senza bisogno di supervisione umana. Questo non è più un sogno fantascientifico, ma una realtà concreta che la Cina ha appena svelato con il lancio di Manus, un agente AI destinato a ridefinire il panorama tecnologico globale. Presentato il 5 marzo 2025 dall’azienda Monica.im, Manus sta già facendo parlare di sé, suscitando entusiasmo e interrogativi sul futuro dell’automazione.

Chase Lochmiller è co-fondatore e CEO di Crusoe Energy Systems, un’azienda che trasforma il gas naturale bruciato durante la produzione di petrolio in energia per data center. Ogni anno, oltre 145 miliardi di metri cubi di gas vengono sprecati, un’energia che supera il consumo annuale dell’Africa.
La tecnologia Digital Flare Mitigation di Crusoe riduce le emissioni, taglia i costi del cloud computing e risolve problemi infrastrutturali del settore petrolifero. Chase è venture partner presso Dragonfly Capital ed è stato general partner di Polychain Capital. Ha guidato il trading algoritmico a GETCO e lavorato come trader quantitativo a Jump Trading. Laureato in Matematica e Fisica al MIT, ha un Master in Informatica con specializzazione in Intelligenza Artificiale da Stanford. Appassionato di avventure, ha scalato cinque delle “Seven Summits,” incluso l’Everest.
Chase Lochmiller guarda ai miliardi che si stanno rovesciando sull’intelligenza artificiale con la calma di chi ha già vinto la lotteria prima ancora di comprare il biglietto. Per lui, questo momento è epico, paragonabile alla scissione dell’atomo, ma senza il fastidio delle conseguenze morali. Chi si preoccupava del costo quando si trattava di giocare con la fisica nucleare? Nessuno, ovviamente. E oggi, nessuno si preoccupa di quanto costi l’AI, purché la febbre dell’oro continui.

I membri del Congresso degli Stati Uniti vengono eletti per un periodo di 4 anni, solitamente 2 anni dopo l’elezione del Presidente. Quest’anno, 435 membri della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti e 35 membri del
Senato degli Stati Uniti . Inoltre, 39 stati eleggeranno i governatori, mentre le cariche politiche minori saranno rinnovate anche nelle elezioni locali.
Ma a Washington il tempo è un concetto elastico, modellato ad arte dai burattinai della politica. Un giorno tutto sembra bloccato in un’eterna attesa, il giorno dopo la realtà cambia con la velocità di un tweet presidenziale. E, voilà, ecco le elezioni di medio termine! La scacchiera politica, pazientemente preparata da ogni stratega d’America, viene ribaltata come un tavolo da poker dopo una mano sfortunata.

Limitare la riflessione sul ruolo delle donne all’8 marzo significa tradire la complessità storica di un’emancipazione che ha attraversato secoli di lotte, pensiero critico e trasformazioni sociali. Se oggi il dibattito sull’inclusione interseca l’intelligenza artificiale, non è per una questione meramente etica, ma per una necessità strutturale: la tecnologia non è neutra, e il modo in cui viene progettata, implementata e regolata riflette dinamiche di potere consolidate.
Mentre il mondo celebra la Giornata Internazionale della Donna l’8 marzo, le Nazioni Unite ci ricordano che siamo lontani anni luce dall’uguaglianza di genere. Secondo il Segretario Generale António Guterres, i diritti delle donne sono sotto attacco globale, con progressi conquistati con fatica che svaniscono davanti ai nostri occhi.

AI: Il Sogno Elettrico È Già Incubo? Problemi Esacerbati, Ombre Rinnovate, Orrori Inauditi (citando Floridi)
Intelligenza Artificiale, IA, si dice… Una forza. Una promessa. Ma se fosse… altro? Una morsa. Un inganno. Il mondo cambia, veloce. Forse troppo. Problemi etici? Non solo. Incubi. Domande che nessuno vuole porre. Luciano Floridi, nel suo “The Ethics of Artificial Intelligence: Exacerbated Problems, Renewed Problems, Unprecedented Problems” (American Philosophical Quarterly, 2024), lo dice chiaro: stiamo aprendo un vaso di Pandora.
Artificial intelligence, il fantasma che si aggira nel regno digitale, sta rapidamente trasformando il nostro mondo, infiltrandosi in ogni aspetto della vita umana. Questa nuova Prometeo tecnologica promette avanzamenti senza precedenti, ma al tempo stesso spalanca il vaso di Pandora delle questioni etiche, richiedendo una riflessione filosofica profonda. Come sottolinea Luciano Floridi nella sua opera “The Ethics of Artificial Intelligence: Exacerbated Problems, Renewed Problems, Unprecedented Problems”, ci troviamo di fronte a una convergenza di problemi etici esasperati, rinnovati e completamente inediti.

In un mondo in cui l’intelligenza artificiale viene costantemente “rivisitata” con nomi altisonanti e promesse da manuale, si è creato un vero e proprio circo semantico: agenti AI, automazioni sofisticate, assistenti vocali… Ma, come direbbe qualcuno che ha sempre puntato sulla semplicità, non serve riempire il vuoto di etichette per far brillare l’innovazione. Il white paper firmato da Marielle Borghi, Elisabetta Alicino e Annamaria Anelli (aidea) si fa carico di smascherare questa confusione, rivelando che dietro a quelle che molti chiamano “Agenti AI” si nasconde una rivoluzione ben più profonda rispetto a una semplice upgrade del solito chatbot.
Non stiamo parlando di una versione “super ChatGPT” o di un assistente che risponde solo per farsi notare, ma di una vera e propria nuova specie tecnologica. Gli agenti AI non si limitano a rispondere alle domande con formule preconfezionate: analizzano, pianificano e agiscono autonomamente. È come se, da un lato, il computer decidesse di prendere in mano le redini della situazione, mentre dall’altro si dovesse scusare per aver interrotto la tradizionale semplicità dell’“input-output”. Ironico, no?

Il presidente Donald Trump ha affermato che “probabilmente” estenderà la scadenza per la vendita di TikTok se non si raggiungerà un accordo entro il 5 aprile. Il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti sta indagando su Scale AI per possibili violazioni delle leggi su salario minimo, straordinari e contrattisti. In Florida, gli aeroporti hanno sospeso i voli a causa del rischio di detriti dopo l’esplosione di una parte del razzo Starship di SpaceX.
Genesys, una società di software per il servizio clienti sostenuta da private equity, ha ritardato la sua imminente IPO a causa della volatilità del mercato, segnalando come le turbolenze politiche possano complicare le strategie aziendali.
There are many women who have changed the world, but if I had to choose a few who particularly inspire me, I would think of figures like Marie Curie, Rosalind Franklin, Ada Lovelace, and Malala Yousafzai.
Marie Curie was an absolute pioneer in the fields of physics and chemistry, becoming the first woman to win a Nobel Prize and the only person to receive two in two different scientific disciplines. Her research on radioactivity revolutionized science and laid the foundation for radiation therapy, saving millions of lives.
Rosalind Franklin, on the other hand, provided the crucial evidence for the discovery of the structure of DNA, although the credit was largely given to Watson and Crick. Her dedication to science, despite gender barriers, is an inspiration for anyone who believes in the power of knowledge.
Ada Lovelace is considered the first computer programmer in history: in the 19th century, she envisioned the potential of computers long before they existed. Her vision paved the way for modern computing and shows how innovative thinking can anticipate the future.
Malala Yousafzai, Nobel Peace Prize laureate, is a living example of courage and determination. She risked her life to defend girls’ right to education in Pakistan and continues to fight for equality and access to education worldwide.
How about you? Which women inspire you the most and why?

La storia è da sempre un motore di potere e influenza nelle società umane, e se Platone avesse ragione, oggi le storie che vengono raccontate sull’intelligenza artificiale (AI) potrebbero determinare chi governa e come viene governato il futuro. In un’epoca in cui il dibattito sull’AI è sempre più acceso e articolato, le narrative si moltiplicano, spesso con obiettivi opposti e a volte contrastanti, a seconda di chi le racconta. Gli sviluppatori di modelli di AI, le aziende che li applicano, i governi e gli utenti finali sono tutti protagonisti di una trama che cambia rapidamente. E, mentre tutti questi attori raccontano storie sull’AI, la domanda che emerge è chi, alla fine, avrà il controllo e come ciò influenzerà il futuro del lavoro e della società.

Bold Technologies e My Aion inc hanno annunciato una partnership strategica da 2,5 miliardi di dollari con l’obiettivo di rivoluzionare l’intelligenza artificiale generativa (agi), promuovendo lo sviluppo di città più intelligenti e sostenibili. Questa collaborazione mira a superare le sfide legate all’inefficienza computazionale, al consumo energetico elevato e alla scarsa adattabilità in tempo reale dei sistemi attuali.
L’integrazione del framework di intelligenza artificiale di Synapsia, controllata da Dts Holding di Daniele Marinelli, rappresenta un elemento chiave di questa iniziativa. La tecnologia di Synapsia offre un’esperienza immersiva aumentata, introducendo identità virtuali ‘reali’ nel mondo digitale. Questo approccio innovativo consente alle applicazioni digitali di beneficiare di un’esperienza utente avanzata, grazie all’uso di triple semantiche estratte da audio, video, testi e dialoghi.

Scopri i migliori strumenti di intelligenza artificiale per la modifica delle immagini nel 2025! Questa pagina presenta tool AI per rimuovere sfondi, migliorare la qualità e creare effetti unici, perfetti per fotografi e creativi. Esplora tutte le innovazioni che stanno trasformando l’editing!

Il co-fondatore di Google, Larry Page, ha recentemente avviato una nuova impresa nel campo dell’intelligenza artificiale chiamata Dynatomics. Questa startup mira a sfruttare modelli di linguaggio di grandi dimensioni per creare design altamente ottimizzati di una vasta gamma di oggetti, successivamente realizzati in fabbrica. La guida del progetto è affidata a Chris Anderson, ex CTO della precedente iniziativa di Page, Kitty Hawk, dedicata alle auto volanti.
Dynatomics rappresenta un ulteriore passo nella visione di Page di integrare l’intelligenza artificiale nei processi produttivi, puntando a trasformare il modo in cui vengono progettati e realizzati i prodotti. L’obiettivo è utilizzare l’IA per generare design ottimizzati che possano essere prodotti in modo efficiente, riducendo tempi e costi di sviluppo.
L’approccio di Dynatomics potrebbe rivoluzionare settori come la produzione industriale, l’automotive e l’aerospaziale, introducendo un nuovo paradigma nella progettazione e nella fabbricazione di prodotti. L’uso di modelli di linguaggio avanzati consente di esplorare rapidamente una vasta gamma di soluzioni progettuali, identificando quelle più efficienti e adatte alle esigenze specifiche.
La scelta di Chris Anderson come leader del team sottolinea l’importanza attribuita all’innovazione tecnologica e alla capacità di guidare progetti ambiziosi. La sua esperienza precedente con Kitty Hawk dimostra una propensione a sfidare le convenzioni e a esplorare nuove frontiere tecnologiche.

L’intelligenza artificiale senza anima: un’Agentività Fantasma che riplasma la realtà
Un recente paper di Luciano Floridi, intitolato “Artificial Intelligence as a New Form of Agency (not Intelligence) and the Multiple Realisability of Agency Thesis”, ci conduce in un futuro parallelo in cui l’intelligenza artificiale non possiede una mente, ma esercita un potere silente, simile a quello di un’agenzia fantasma. In questa visione, l’IA non è una mente superiore, ma un’entità operativa che plasma la realtà con freddezza algoritmica, dove il calcolo sostituisce la coscienza.
Floridi ci guida in un’analisi che sfida la tradizionale visione antropocentrica, mettendo in discussione la comune associazione tra intelligenza e decisione autonoma. Nel suo elaborato, Floridi abbandona la retorica dell’intelligenza artificiale “umana” per abbracciare una concezione in cui il potere decisionale risiede in una logica di mera funzionalità. In un mondo in cui gli errori umani erano un tempo la scintilla dell’innovazione e della creatività, ora la perfezione algoritmica elimina ogni margine di incertezza, riducendo l’umanità a un semplice ingranaggio in una macchina di precisione spaventosa e impersonale.

Meta sta portando l’intelligenza artificiale ancora più vicino agli utenti di WhatsApp con un nuovo widget che promette un accesso rapido al chatbot di Meta AI. Questa funzione, attualmente in fase di test su alcuni utenti beta di Android, consentirà di avviare una chat diretta con l’AI, inviare immagini per analisi o suggerimenti e persino avviare una conversazione vocale con l’intelligenza artificiale, tutto senza dover aprire manualmente l’applicazione.
L’integrazione di un widget AI su WhatsApp rappresenta un passo strategico per Meta nel rendere la sua intelligenza artificiale più accessibile e onnipresente. Il colosso di Menlo Park ha già dimostrato un forte interesse nell’espandere il proprio ecosistema AI, con investimenti significativi in modelli linguistici avanzati e strumenti di assistenza basati su intelligenza artificiale.

HP Enterprise ha subito un duro colpo in Borsa dopo la pubblicazione di un outlook al di sotto delle aspettative, principalmente a causa delle nuove tariffe imposte dagli Stati Uniti e della forte pressione competitiva sui prezzi. La società ha inoltre annunciato un piano di riduzione dei costi che include tagli alla forza lavoro, mentre prosegue l’iter per l’acquisizione da 14 miliardi di dollari di Juniper Networks, attesa per la fine dell’anno.
L’outlook fornito per il trimestre in corso ha deluso il mercato, con un utile per azione rettificato stimato tra 0,28 e 0,34 dollari, ben al di sotto delle previsioni di 0,48 dollari. Anche il fatturato atteso tra 7,2 e 7,6 miliardi di dollari è inferiore alle stime degli analisti di 7,94 miliardi.

L’Unione Europea, con la sua proverbiale capacità di intervenire in ritardo sulle sfide tecnologiche, ha finalmente trovato una nuova crociata: il cloud sovrano.
Dopo aver lasciato che Amazon, Microsoft e Google si spartissero il mercato come un banchetto già servito, ora le aziende europee provano a rientrare in partita con un colpo di scena che sa tanto di déjà-vu.
A muoversi sono Aruba, IONOS e Dynamo, che con il progetto EuroStack e il nuovo standard SECA (Sovereign European Cloud API) vogliono rimettere in discussione l’egemonia americana nel cloud. Il nome stesso è una dichiarazione d’intenti: sovranità, indipendenza, regolamentazione europea. Tutto molto bello sulla carta, ma la domanda vera è un’altra: davvero si può scardinare un dominio consolidato con qualche regolamento e un po’ di buona volontà?
Non è la prima volta che l’Europa prova a difendere il proprio spazio digitale dagli USA. Si era già tentato con GAIA-X, un progetto partito con grandi ambizioni e finito per diventare l’ennesimo esempio di burocrazia senza impatto reale.

Video più realistici e di alta qualità in qualsiasi stile, semplicemente da un’immagine. A differenza di altre piattaforme che richiedono di registrare video, Hedra ti consente di iniziare con una singola immagine, riducendo i tempi del flusso di lavoro.

Nel frattempo, nel fantastico mondo in cui la geopolitica incontra la tecnologia a colpi di miliardi di dollari, sta accadendo qualcosa di surreale: i dirigenti di TSMC, il colosso incontrastato dei semiconduttori, si sono trovati nella bizzarra posizione di dover difendere il loro investimento negli Stati Uniti… dai taiwanesi stessi. Perché nulla dice “sovranità tecnologica” come una conferenza stampa a Taipei per spiegare che no, non stanno svendendo il futuro del Paese, anche se stanno spostando capacità produttiva altrove.
La bomba è esplosa lunedì, quando TSMC ha annunciato un piano di investimento da 100 miliardi di dollari negli Stati Uniti, che include tre nuove fabbriche di chip. Per Washington, un colpaccio. Per Taiwan, un incubo. Immaginate la scena: gli americani festeggiano perché finalmente tornano a contare qualcosa nella produzione di semiconduttori, mentre a Taipei qualcuno suda freddo all’idea che, se l’industria dei chip si sposta troppo a Ovest, potrebbe venir meno uno dei principali deterrenti contro una certa “amicizia” forzata da parte di Pechino.

Il 16 Novembre 2021 se lo ricordano tutti come il giorno in cui si è capito quanto è manipolabile il mercato pubblicitario: è il giorno dell’arresto di Alexander Zukhov e dello stop di Methbot. Se avete letto gli articoli sul lato oscuro del marketing e sul click fraud oggi vi parlo del più grande sistema di frodi che sia mai stato creato, e debellato.

Il “War for Intelligence” segna un cambio di paradigma radicale rispetto al passato. Nel “War for Talent”, le aziende facevano di tutto per attrarre i migliori talenti, creando ambienti di lavoro confortevoli e pieni di benefit. Ma ora, nella guerra per l’intelligenza, il vero rivale non è più l’individuo, ma i sistemi informatici. L’intelligenza artificiale, in grado di lavorare 24 ore su 24 a una frazione dei costi umani, sta oscurando rapidamente il valore del talento umano.
Un cambio di potere che ormai non può più essere ignorato. Le aziende, una volta costrette a competere per i migliori professionisti, ora si trovano in una posizione di dominio, dove le macchine sono i veri protagonisti e l’essere umano è relegato a un ruolo secondario. L’aspetto interessante di questo scenario non è solo la sostituzione di lavoratori con macchine, ma la progressiva trasformazione della cultura aziendale e sociale, dove il potere ritorna nelle mani di chi controlla la tecnologia.

Un caffè al BAR dei Daini
Nelle ultime settimane, tre dei principali colossi tecnologici, Tesla, Alphabet e Amazon, hanno registrato un calo significativo delle loro quotazioni azionarie, entrando in quello che gli analisti definiscono “territorio ipervenduto”. Questo fenomeno si verifica quando un titolo subisce una vendita massiccia, spesso oltre il suo valore intrinseco, suggerendo una potenziale opportunità di acquisto per gli investitori a lungo termine.
Il 6 marzo 2025, le azioni di Tesla hanno subito una flessione del 4,4%, spingendo l’analista Ben Kallo di Baird a classificarle come una “Bearish Fresh Pick”. Kallo, noto per le sue precedenti previsioni accurate, ha espresso preoccupazioni riguardo alle stime di consegna del primo trimestre, alla possibile interruzione della produzione del Model Y e alle vendite deboli in Cina ed Europa. Nonostante ciò, mantiene una visione positiva sul lungo termine, con un target price rivisto a 370 dollari, in calo rispetto ai precedenti 440 dollari.

DuckDuckGo, il motore di ricerca che ha sempre puntato tutto sulla privacy, ha deciso di buttarsi a capofitto nell’intelligenza artificiale. Dopo aver sperimentato per mesi le risposte AI-generated, ora le ha ufficialmente promosse fuori dalla fase beta. E attenzione: non si limitano più a copiare Wikipedia, ma attingono informazioni da tutto il web. Insomma, l’idea è di fare concorrenza a Google, ma con meno pubblicità e meno violazioni della privacy.

Trump ha annunciato a gennaio il faraonico Stargate Project, un’iniziativa incentrata sull’intelligenza artificiale che, secondo Bloomberg, richiederà la modica cifra di 64.000 GPU Nvidia GB200 entro il 2026. Un dettaglio di poco conto: solo per UN singolo data center e UN solo cliente. Sì, avete capito bene: questa è solo la punta dell’iceberg.
Il progetto è guidato da OpenAI, Oracle e SoftBank, con il primo lotto di 16.000 GPU in arrivo già quest’estate. Peccato che né Nvidia, né OpenAI, né SoftBank, né Oracle abbiano ritenuto necessario rispondere alle richieste di commento di Rivista.AI. Forse perché persino loro stanno ancora cercando di capire cosa stia succedendo?

Scopri i migliori strumenti di intelligenza artificiale per la trascrizione nel 2025! Questa pagina presenta tool AI per convertire audio e video in testo, generare sottotitoli e analizzare contenuti, ideali per professionisti e creativi. Esplora le innovazioni che sono in grado di semplificare il tuo lavoro!

La transizione verso la mobilità elettrica in Europa potrebbe ricevere una spinta decisiva grazie alle ricariche intelligenti e bidirezionali. Secondo uno studio appena pubblicato da Eurelectric, associazione di categoria dell’industria elettrica europea, e EY’s Global Power & Utilities Sector, queste tecnologie potrebbero far risparmiare ai proprietari di veicoli elettrici tra 450 e 2.900 euro all’anno. Un incentivo economico che, se sfruttato, potrebbe accelerare la domanda di e-cars, rendendo l’elettrico non solo sostenibile, ma anche conveniente rispetto ai motori a combustione.

Ivan Shkvarun intelligenza artificiale: l’evoluzione delle minacce invisibili e la corsa alla difesa
Ivan Shkvarun, Fondatore e CEO di Social Links, e Autore dell’Iniziativa Darkside AI. Lo abbiamo incontrato all’ AI Festival dove ha presentato per la prima volta l’iniziativa Darkside AI, con esempi reali di manipolazione dei consumatori, abbiamo condiviso una intervista sulle strategie per aiutare le aziende a difendersi dalle inganni alimentati dall’AI.
Ivan è un esperto di punta nell’AI e nell’intelligence a codice aperto (OSINT), con oltre 15 anni di esperienza nella mitigazione dei rischi guidata dalla tecnologia. Sotto la sua leadership, Social Links — riconosciuta da Frost & Sullivan come leader nel settore OSINT — ha sviluppato soluzioni alimentate dall’AI che espongono e neutralizzano il crimine informatico, la disinformazione e le frodi digitali a livello globale.
Evoluzione delle minacce AI-driven
Rivista.AI: Negli ultimi 15 anni, come sono cambiati i modelli operativi degli attori malevoli nell’utilizzo dell’AI per frodi e disinformazione? Quali tecniche emergenti (es. generative adversarial networks, LLM avanzati) stanno rivoluzionando il panorama delle minacce? [Esempi specifici?]
In che modo le identità sintetiche e i deepfake stanno superando le tradizionali difese biometriche o di verifica dell’identità? Esistono differenze geografiche nell’adozione di queste tecnologie a scopo malevolo?
Ivan Shkvarun: Negli ultimi dieci anni, ho assistito all’evoluzione del cybercrimine, passato da semplici violazioni di sistema a una manipolazione su larga scala della percezione e della fiducia umana. L’AI non è più solo uno strumento di innovazione: viene anche utilizzata come arma, trasformando le classiche truffe di phishing e i botnet in deepfake iper-realistici, disinformazione generata dall’AI e reti di frode completamente automatizzate.
Questo cambiamento non è ipotetico; stiamo già vedendo le conseguenze. Si prevede che le perdite per frodi legate all’AI passeranno dai 12,3 miliardi di dollari del 2023 a 40 miliardi entro il 2027, e questa è una stima prudente. L’impatto finanziario è concreto, ma il problema più profondo è la fiducia. Quando l’AI può generare identità sintetiche credibili, documenti finanziari falsificati e notizie generate dall’AI su larga scala, mina le fondamenta stesse della sicurezza digitale.

E così, dopo anni passati a divorare il web come un all-you-can-eat di dati gratuiti, l’intelligenza artificiale si trova di fronte a un problema esistenziale: cosa succede quando il buffet finisce? A quanto pare, la scorpacciata di contenuti liberamente accessibili sta per terminare, e ora le AI rischiano di rimanere a digiuno o, peggio ancora, di doversi nutrire dei propri rigurgiti.
Il campanello d’allarme è arrivato con il caso DeepSeek, un modello AI cinese che sembra ripetere le stesse risposte di ChatGPT come uno studente impreparato che copia dal compagno di banco. Secondo un’indagine di Copyleaks, il sospetto è che sia stato addestrato su output di OpenAI, il che significa che l’industria sta iniziando a masticare e risputare i propri contenuti. Un po’ come un ristorante che serve piatti riciclati dal giorno prima.
A mettere il timbro ufficiale su questa crisi è stato Sundar Pichai, CEO di Google, che al Dealbook Summit del New York Times ha sentenziato: “Abbiamo spremuto il web come un limone e il progresso d’ora in poi sarà più difficile.” Traduzione: abbiamo finito i dati gratis, ora o si paga o ci si arrangia.

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale passa attraverso la capacità di potenziare il ragionamento dei modelli linguistici con tecniche sempre più avanzate.
Il reinforcement learning (RL) sta emergendo come una delle soluzioni più promettenti, capace di superare i limiti del pretraining convenzionale e delle tecniche di fine-tuning. Il nuovo modello QwQ-32B dimostra il potenziale di questa metodologia, offrendo prestazioni di livello paragonabile a modelli ben più grandi come DeepSeek-R1, ma con un numero significativamente inferiore di parametri attivi.

Negli ultimi mesi, il panorama del Customer Relationship Management (CRM) è stato scosso da una competizione senza precedenti tra due giganti della tecnologia: Microsoft e Salesforce. Marc Benioff, co-fondatore e CEO di Salesforce, ha più volte criticato l’affidabilità del chatbot AI di Microsoft, sottolineando le sue risposte imprecise. In risposta, Microsoft ha intensificato i suoi sforzi nel campo dell’intelligenza artificiale, introducendo innovazioni che mirano a ridefinire l’interazione con i clienti e l’efficienza operativa delle aziende.

Il panorama del calcolo quantistico ha recentemente assistito a un significativo avanzamento con l’introduzione di Zuchongzhi 3.0, un prototipo di computer quantistico superconduttore sviluppato da scienziati cinesi.
Questo dispositivo, dotato di 105 qubit, rappresenta un notevole passo avanti nella competizione globale per la supremazia quantistica. Zuchongzhi 3.0 ha dimostrato prestazioni impressionanti eseguendo circuiti con 83 qubit per 32 cicli, generando un milione di campioni in pochi secondi.

Il colosso automobilistico cinese Zhejiang Geely Holding Group sta ridefinendo i confini della guida autonoma e dell’intelligenza artificiale applicata all’automotive. Durante la recente AI Intelligent Technology Conference tenutasi in Cina, Geely ha svelato una roadmap tecnologica ambiziosa, che segna un passo avanti significativo nel panorama globale dell’automobile. A partire dal 2025, con il lancio della nuova versione della Galaxy E8, Geely introdurrà una suite avanzata di sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), soluzioni che integrano intelligenza artificiale, big data e tecnologie satellitari auto-sviluppate per garantire livelli di sicurezza e funzionalità senza precedenti.

Recentemente, l’Italia ha avviato negoziati con SpaceX, l’azienda spaziale di Elon Musk, per un accordo del valore di 1,6 miliardi di dollari volto a fornire servizi di telecomunicazione sicuri al governo italiano. Questo progetto prevede l’utilizzo della costellazione satellitare Starlink per garantire comunicazioni governative e militari protette, rappresentando una delle più grandi iniziative di questo tipo in Europa.
Tuttavia, sono emerse preoccupazioni riguardo alla solidità di questo accordo. Fonti vicine al governo italiano hanno espresso dubbi legati al recente disimpegno degli Stati Uniti da alcuni impegni sulla sicurezza europea, sollevando interrogativi sulla affidabilità a lungo termine di una partnership con una società americana per infrastrutture così critiche. Inoltre, l’associazione di Elon Musk con l’amministrazione Trump potrebbe complicare ulteriormente le relazioni, considerando le tensioni politiche attuali tra Europa e Stati Uniti.

L’industria automobilistica europea si trova a un bivio cruciale, stretta tra la necessità di recuperare terreno nella corsa globale ai veicoli autonomi e l’urgenza di rispettare ambiziosi obiettivi ambientali. Il 5 marzo 2025, a Bruxelles, il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha lanciato un appello chiaro: “Dobbiamo riconquistare la nostra leadership nei veicoli alimentati dall’intelligenza artificiale, connessi e automatizzati. Cina e Stati Uniti sono più avanti di noi”.

L’Europa si trova a un punto di svolta: i rapidi progressi delle tecnologie digitali, l’aumento delle minacce informatiche e un contesto geopolitico in continua evoluzione stanno spingendo l’Unione Europea e i suoi Stati membri a ripensare la sicurezza dello spazio digitale. “Mentre lavoriamo per mantenere un’economia forte e sicura, la necessità di una sicurezza informatica rafforzata in tutti i settori non è mai stata così urgente”, si legge nella Warsaw Call, una dichiarazione adottata all’unanimità durante il Consiglio informale Telecomunicazioni tenutosi a Varsavia il 5 marzo 2025. Questo documento, noto anche come Dichiarazione di Varsavia, rappresenta un pilastro strategico per il futuro della cybersecurity europea, offrendo una risposta coordinata alle crescenti sfide che minacciano la stabilità digitale del continente.

Sentient World Simulation: Il “gemello digitale” della Terra tra strategie militari e scenari futuri
Se molti della mia generazione sono diventati ingegneri informatici, hanno sfidato bollette telefoniche esorbitanti per scaricare dalle BBS o sono stati i primi con Internet in casa, parte del merito (o colpa) è di WarGames – Giochi di Guerra, film del 1983 diretto da John Badham, già regista di La Febbre del Sabato Sera. Ho visto Wargames più di qualsiasi altro film. Deve essere almeno 30 volte. Penso ancora che sia il miglior film di hacker di tutti i tempi.

Il vecchio computer nel filmato in bianco e nero del Professor Falken con il figlio è un IBM AN/FSQ-7, un vero computer militare degli anni ’50. Pesava 275 tonnellate, occupava oltre 2.000 metri quadrati ed era usato per rilevare bombardieri russi.
Negli ultimi anni, il concetto di “simulazione del mondo” ha fatto passi da gigante, trasformandosi da pura fantascienza a strumento strategico di analisi geopolitica e decisionale. Tra i progetti più ambiziosi in questo campo spicca il Sentient World Simulation (SWS), un modello computazionale avanzato in grado di replicare dinamiche globali e prevedere scenari futuri. Ma chi lo ha sviluppato? Quali tecnologie utilizza? E quanto costa un sistema di tale portata?

AR beauty features. La funzionalità, verrà lanciata negli Stati Uniti questa settimana, ti consentirà di provare diversi look, come “soft glam” o “trucco primaverile“, oltre ad acquistare i prodotti abbinati. Le tonalità più popolari da provare quest’autunno? Rossetti rosso lampone, come
il Matte Lipstick in Chili di MAC , e ombretti rosa antico e malva:
la Naked 3 Palette di Urban Decay.

“Sovranità tecnologica e concorrenza sono due leve fondamentali per il futuro dell’Europa digitale”. Con queste parole, l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, ha lanciato un messaggio chiaro dal suo profilo LinkedIn, in occasione della riunione del board dell’azienda a Barcellona, a margine del Mobile World Congress 2025. L’evento, che ogni anno riunisce i leader globali delle telecomunicazioni, ha offerto a Labriola l’opportunità di confrontarsi con due figure chiave della Commissione Europea: Henna Virkkunen, vicepresidente per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, e Teresa Ribera, responsabile per la concorrenza. Un dialogo che sottolinea l’urgenza di un’Europa digitale più autonoma e competitiva, capace di affrontare le sfide di un mercato dominato da giganti tecnologici extraeuropei.

La corsa globale per la supremazia nell’intelligenza artificiale (IA) è diventata una questione geopolitica di grande rilevanza. I governi di tutto il mondo percepiscono l’IA come una battaglia in cui chi vince prende tutto, con la paura di essere sorpassati dai loro avversari internazionali. Una competizione alimentata dall’alta posta in gioco che l’IA può avere nel rivoluzionare economie, industrie e capacità militari. Tuttavia, la situazione potrebbe non essere così semplice come sembra. Mentre le nazioni puntano sullo sviluppo dei modelli di IA, il vero potere potrebbe risiedere non tanto nei modelli stessi, quanto nell’intero ecosistema che li circonda.
Il vero valore: gli ecosistemi più che i modelli
I modelli di IA sono incredibilmente complessi e costosi da sviluppare e mantenere. Le spese necessarie per costruire, addestrare e affinare questi modelli possono essere astronomiche, e il loro valore tende a diminuire nel tempo. In altre parole, i modelli di IA sono destinati a diventare delle merci, simili a come le compagnie telefoniche di un tempo sono diventate “reti stupide” infrastrutture essenziali, ma non più particolarmente redditizie. Il vero valore della rivoluzione dell’IA risiede nell’ecosistema che circonda i modelli: l’hardware, i data center, le applicazioni software e i servizi che rendono questi modelli utilizzabili, scalabili e adattabili alle applicazioni reali.