E.ON fissa nuovi standard per l’uso etico dell’Intelligenza Artificiale, puntando su innovazione, formazione e rispetto delle normative europee. Il Consiglio di Amministrazione del gigante europeo dell’energia, il Consiglio Aziendale Europeo e altri organi rappresentativi hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che stabilisce linee guida per un utilizzo responsabile e trasparente dell’AI.
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Microsoft sta rilanciando il suo Copilot Chat gratuito per le aziende, integrando la possibilità di utilizzare agenti AI direttamente all’interno della piattaforma Microsoft 365. Questo aggiornamento segna un nuovo passo della compagnia per familiarizzare le aziende con l’uso dell’intelligenza artificiale sul posto di lavoro, con l’obiettivo di incentivare l’adozione di Microsoft 365 Copilot a pagamento, al costo di 30 dollari per utente al mese. La mossa arriva in un momento in cui la competizione, rappresentata principalmente da ChatGPT e Gemini di Google, sta crescendo, ma Microsoft sembra fiduciosa che la sua offerta sia in grado di distinguersi nel mercato.
Il Copilot Chat è essenzialmente una riorganizzazione di quello che era noto come Bing Chat Enterprise, ma con importanti novità. La principale aggiunta riguarda l’integrazione degli agenti AI, che sono ora accessibili direttamente all’interno dell’interfaccia di chat. In precedenza, gli utenti potevano accedere agli agenti solo tramite il servizio completo di Microsoft 365 Copilot, disponibile esclusivamente a pagamento. Questi agenti AI sono progettati per funzionare come colleghi virtuali, capaci di monitorare le caselle di posta elettronica o di automatizzare una serie di attività aziendali.

Con l’imminente divieto di TikTok negli Stati Uniti, molti utenti americani stanno migrando verso l’app cinese RedNote, nota anche come Xiaohongshu o “Piccolo Libro Rosso”. Questa piattaforma, inizialmente concepita come guida per lo shopping, ha evoluto la sua offerta diventando un punto di riferimento per contenuti lifestyle, attirando circa 300 milioni di utenti, prevalentemente appartenenti alla classe media cinese.

Microsoft e Google rivoluzionano la fatturazione AI: modelli di prezzo più flessibili per le aziende
Il 10 gennaio 2025, Microsoft e Google hanno introdotto modifiche significative ai loro modelli di fatturazione per le soluzioni di intelligenza artificiale destinate ai clienti aziendali, segnando un passo importante nel tentativo di accelerare l’adozione di tecnologie avanzate e aumentare i ricavi legati all’AI. Entrambe le aziende stanno cercando di adattare le loro offerte per soddisfare le esigenze mutevoli delle imprese, proponendo modelli di prezzo più dinamici, che puntano a far crescere l’utilizzo delle capacità di intelligenza artificiale generativa, pur mantenendo un’attenzione sulla sostenibilità e sulla trasparenza dei costi.
Microsoft ha recentemente modificato la sua strategia di fatturazione per il software AI aziendale, optando per un modello basato sul consumo anziché su una tariffa mensile fissa, che ha tradizionalmente caratterizzato i suoi pacchetti di software. Questa novità è un tentativo di rendere l’adozione dell’intelligenza artificiale più accessibile per le aziende, che potranno pagare solo per ciò che effettivamente utilizzano, in una logica che mira ad affinare e ottimizzare i costi aziendali. La novità riguarda principalmente le funzionalità “agente” del sistema, che sono in grado di automatizzare attività quotidiane, come la gestione delle domande dei dipendenti su politiche interne, senza la necessità di intervento umano. Questo approccio introduce una nuova struttura tariffaria: ad esempio, l’utilizzo di un chatbot che genera risposte brevi a domande aziendali avrà un costo minimo di circa un centesimo per messaggio, ma se il sistema dovesse attingere da altri dati aziendali per rispondere a richieste più complesse, il costo potrebbe aumentare fino a 30 centesimi per interazione.

Secondo recenti rapporti de The Wall Street Journal, emerge una tendenza preoccupante per il chatbot generativo di Google, Gemini, soprattutto se messo a confronto con i suoi concorrenti. Nonostante Google abbia fatto significativi progressi lanciando un’app ufficiale per iOS di Gemini, il gigante tecnologico sembra essere in ritardo nella corsa per conquistare i sottoscrittori a pagamento. I dati di Earnest Analytics riportano che circa il 60% degli utenti di Gemini Advanced che hanno pagato per l’abbonamento hanno continuato a sottoscrivere il servizio sei mesi dopo la registrazione. Questo dato è decisamente inferiore rispetto ai tassi di fidelizzazione dei suoi concorrenti, come ChatGPT Plus, che vanta una fidelizzazione del 70% nello stesso periodo.

Mistral AI, una delle principali startup europee nell’ambito dell’intelligenza artificiale, ha siglato una collaborazione importante con l’Agence France-Presse (AFP), una delle agenzie di stampa più rinomate al mondo. Questo accordo mira a potenziare l’assistente AI di Mistral, Le Chat, integrando il vasto contenuto giornalistico quotidiano di AFP, che produce circa 2.300 articoli in sei lingue diverse, tra cui francese, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco e arabo.
Il cuore di questa partnership risiede nell’obiettivo di garantire che Le Chat possa fornire risposte precise, aggiornate e fondate su informazioni verificate, aderendo agli elevati standard giornalistici che AFP rappresenta da sempre. Arthur Mensch, CEO e cofondatore di Mistral AI, ha sottolineato che questo accordo consentirà a Le Chat di offrire risposte “affidabili, fattuali e aggiornate, verificate da giornalisti professionisti”.

IBM e L’Oréal hanno annunciato una collaborazione innovativa per sviluppare un modello di intelligenza artificiale (AI) dedicato alla creazione di cosmetici sostenibili. Questa iniziativa, presentata il 16 gennaio 2025, segna un passo significativo nel settore della bellezza, unendo le competenze scientifiche di L’Oréal con le tecnologie avanzate di AI di IBM.
Il nuovo modello di AI generativa (GenAI) sarà progettato per analizzare e ottimizzare i dati relativi alle formulazioni cosmetiche, consentendo a L’Oréal di utilizzare materie prime più sostenibili e ridurre gli sprechi energetici e materiali. Questo approccio mira a migliorare la performance e la soddisfazione del consumatore in ogni categoria di prodotto e in tutte le regioni del mondo. Si tratta di un’iniziativa pionieristica che potrebbe ridefinire l’innovazione nel settore della bellezza, integrando chimica e tecnologia in modo responsabile.
Recentemente, OpenAI ha interrotto l’accesso a un proprio sviluppatore che aveva integrato l’API in tempo reale di ChatGPT in un sistema di torretta controllabile tramite comandi vocali. Questo intervento è avvenuto in conformità con le politiche di OpenAI, che vietano l’utilizzo delle loro tecnologie per scopi legati alle armi.
Il sistema sviluppato era in grado di eseguire comandi vocali come “gira a sinistra” o “rispondi di conseguenza” con notevole precisione, dimostrando la facilità con cui i modelli linguistici possono essere integrati in sistemi potenzialmente letali. Questo episodio evidenzia le crescenti preoccupazioni riguardo al ruolo dell’intelligenza artificiale nell’automazione delle tecnologie militari, similmente ai droni autonomi capaci di individuare e colpire obiettivi senza intervento umano. I critici avvertono che ciò potrebbe offuscare la responsabilità in caso di crimini di guerra e normalizzare l’uso di armi autonome.
Levy Rozman, noto come GothamChess, ha recentemente organizzato uno spettacolare e bizzarro torneo di scacchi trasmesso in diretta sul suo canale. Protagonisti? Stockfish, il prodigio indiscusso degli scacchi digitali, contro sette chatbot basati su intelligenza artificiale generativa, tra cui ChatGPT, Gemini di Google e Grok di X, la piattaforma di Elon Musk.
Un esperimento che ha messo in luce, con un mix di comico e grottesco, le differenze tra l’intelligenza artificiale “pura”, specializzata in compiti specifici, e i modelli generativi, noti più per il loro talento nel creare contenuti che nel rispettare le regole.

Google ha recentemente annunciato un accordo con The Associated Press (AP) per integrare notizie in tempo reale nel suo chatbot basato su intelligenza artificiale, Gemini. Questo rappresenta il primo accordo di Google con un’agenzia di stampa per fornire aggiornamenti diretti attraverso la sua piattaforma AI.
L’obiettivo principale di questa collaborazione è arricchire l’utilità delle risposte fornite da Gemini, garantendo che gli utenti ricevano informazioni tempestive e accurate sugli eventi attuali. Kristin Heitmann, Chief Revenue Officer di AP, ha espresso soddisfazione per l’accordo, sottolineando l’importanza di fornire notizie precise e aggiornate a un pubblico globale.

Il presidente eletto Donald Trump sta considerando l’emissione di un ordine esecutivo per sospendere temporaneamente l’applicazione della legge, firmata dal presidente Joe Biden, che impone a ByteDance di vendere TikTok o affrontare un divieto negli Stati Uniti. Questa legge, che solleva preoccupazioni per la sicurezza nazionale, richiede che ByteDance ceda TikTok entro il 19 gennaio 2025; in caso contrario, l’app sarà bandita dai negozi di applicazioni statunitensi, rendendola inaccessibile agli utenti.
L’ordine esecutivo proposto da Trump potrebbe ritardare l’applicazione della legge di 60-90 giorni, concedendo più tempo per negoziare una soluzione che affronti le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale senza interrompere l’accesso a TikTok per i suoi circa 170 milioni di utenti statunitensi. Questa mossa riflette un cambiamento nella posizione di Trump, che in precedenza aveva cercato di vietare TikTok durante la sua presidenza, ma ora sembra favorevole a trovare un compromesso che preservi l’app.

Sulla transizione energetica “dobbiamo essere pragmatici, semplicemente perché la realtà lo richiede”. Sono le affermazioni della Premier Giorgia Meloni nel suo intervento alla Abu Dhabi Sustainability Week.

Nel panorama in evoluzione dell’innovazione industriale, le Climate Tech emergono come un’opportunità strategica per promuovere la competitività e la sostenibilità. A delineare questo scenario è Claudio Farina, Chief Strategy and Technology Officer di Snam, durante il recente EY Venture Capital Talk 2025. Con un focus sull’innovazione collaborativa, Farina ha spiegato come Snam stia adottando un approccio integrato che coinvolge corporate, startup e centri di ricerca per guidare la transizione energetica e abilitare la decarbonizzazione.

La compagnia spagnola di telecomunicazioni Telefonica ha subito un cyberattacco al suo sistema di ticketing interno, mediante il quale sarebbero stati sottratti 2,3 giga di dati che, secondo quanto hanno dichiarato fonti della compagnia dall’agenzia Europa Press, non riguarderebbero i suoi clienti.

Nel panorama odierno, le aziende stanno cercando costantemente soluzioni innovative che possano ottimizzare i loro processi, migliorare l’efficienza e rispondere in modo più personalizzato alle esigenze dei clienti. L’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale conversazionale (AI Conversazionale) rappresenta una delle soluzioni più promettenti in questo contesto.
Con questo studio gli autori: Nunzio Fiore (He/Him) Fabio Lecca Mario Sebastiani Alessandro Gabrielli Massimo Chiriatti, propongono una roadmap metodologica per le aziende che desiderano implementare soluzioni di AI conversazionale.
Questo articolo esplorerà un recente progetto di ricerca congiunto tra Memori, Lenovo e Araneum, focalizzandosi sull’autonomia delle soluzioni AI conversazionali on-premise.


Recentemente ho letto un bell’articolo dei MAESTRI di Wired : For Google’s Pixel Camera Team, It’s All About the Memories, che si è chiesto “Ma Real Tone è peggiorato?” Il Pixel 8A telefono da 500 dollari, 380 euro da noi, prometteva meraviglie, ma quel tanto decantato Real Tone, pensato per rappresentare meglio le tonalità della pelle specialmente per le persone di colore sembrava zoppicare.

L’amministrazione Biden ha intrapreso un passo audace per posizionare gli Stati Uniti come leader incontrastati nell’intelligenza artificiale, firmando un ordine esecutivo che punta alla costruzione di almeno sei giganteschi data center AI su terreni federali. Questa mossa strategica è accompagnata da misure per consolidare il controllo interno sullo sviluppo tecnologico critico, evidenziando l’importanza crescente della capacità computazionale come pilastro della competitività nazionale.
L’ordine arriva in un momento cruciale, subito dopo l’introduzione di nuovi controlli sull’esportazione di chip avanzati. La stretta connessione tra i due provvedimenti riflette una visione integrata che mira a rafforzare sia la base infrastrutturale che la filiera tecnologica americana, proteggendo il paese dal rischio di dipendenza esterna. Gli Stati Uniti riconoscono che la disponibilità di energia e di terreni adatti rappresenta una sfida fondamentale per i progetti di grande scala, motivo per cui il governo federale ha deciso di utilizzare i propri terreni come piattaforma di sviluppo privilegiata.

Intel Corporation, uno dei pionieri globali nel settore dei semiconduttori, ha annunciato la separazione della sua divisione di capitale di rischio, Intel Capital, in un’entità indipendente. La decisione rappresenta un passo cruciale nell’ambito di una strategia aziendale mirata a semplificare le operazioni interne e ottimizzare l’efficienza, un approccio che riflette un trend crescente tra i giganti tecnologici globali.
Intel continuerà a ricoprire il ruolo di investitore nella nuova società, che si appresta a consolidare la propria indipendenza entro la fine dell’anno. Con oltre 30 anni di esperienza nel venture capital, Intel Capital cambierà nome e cercherà nuovi partner finanziari, uscendo dal tradizionale modello di dipendenza esclusiva dalla casa madre. I 5 miliardi di dollari in asset attualmente gestiti rappresentano un’importante base per questa transizione, che consentirà all’entità rinnovata di accedere a capitali esterni.

Tentando di aprire TikTok domenica mattina, trovano invece un malinconico pop-up che recita: “Siete invitati a un viaggio nostalgico verso un sito Web che vi spiegherà perché non potete più ballare davanti alla fotocamera.” È così che TikTok, il gigante dei video brevi, si prepara a chiudere le sue porte digitali negli Stati Uniti, a meno che la Corte Suprema non arrivi con un colpo di scena hollywoodiano per bloccare un divieto federale.
La legge in questione, con una precisione chirurgica che fa invidia ai migliori influencer, non si limita a suggerire il divorzio tra TikTok e la sua casa madre cinese, ByteDance: lo impone. Se il taglio non avviene entro il 19 gennaio, Apple e Google dovranno rimuovere TikTok dai loro app store e Oracle, il fornitore di servizi cloud della piattaforma, dovrà fare altrettanto con i suoi server. Niente più balletti sincronizzati, meme virali o improbabili ricette da chef dilettanti per i cittadini americani.
TikTok, con un’ironia quasi poetica, ha già predisposto una sorta di “exit strategy” per gli utenti. Chi vorrà potrà scaricare una copia dei propri dati personali, come se si trattasse di un souvenir di un viaggio che non potrà più essere fatto. Questa scelta di chiudere completamente l’app, anziché lasciarla languire per chi l’ha già scaricata, sembra un gesto teatrale calcolato per evidenziare l’impatto del divieto. Come a dire: “Vedete cosa succede quando si mette in discussione la libertà digitale?”
Il cuore del problema è la presunta minaccia alla sicurezza nazionale rappresentata dai legami di TikTok con ByteDance, e quindi, potenzialmente, con il governo cinese. Anche se ByteDance ha sempre negato che i dati degli utenti siano accessibili a Pechino, la politica americana sembra aver trovato in TikTok il capro espiatorio perfetto in un contesto di tensioni geopolitiche crescenti.
Gli utenti, intanto, si preparano a un futuro senza TikTok, forse migrando verso altre piattaforme, forse, più probabilmente, disperandosi all’idea di perdere il proprio angolo di creatività e intrattenimento. Nel frattempo, il destino dell’app è sospeso a un filo, o meglio, a una sentenza. E mentre aspettiamo di sapere se TikTok danzerà ancora sugli schermi americani, una cosa è certa: nessun filtro o hashtag potrà rendere questa situazione più accettabile.

La scienza sta vivendo un momento di trasformazione radicale grazie all’avvento dei computer quantistici, macchine rivoluzionarie in grado di elaborare informazioni sfruttando le proprietà più controintuitive della meccanica quantistica, come la sovrapposizione e l’entanglement. Tra i protagonisti di questa rivoluzione, l’Università di Trento ha recentemente ottenuto risultati straordinari grazie all’accesso esclusivo ai potenti elaboratori quantistici del Quantum Artificial Intelligence Lab di Google.
Questa collaborazione ha permesso al team guidato dal professor Philipp Hauke (1 a dx nella foto) , esperto di fisica teorica delle interazioni fondamentali, di esplorare uno dei temi più complessi e affascinanti della fisica moderna: il confinamento nella teoria di gauge su reticolo ℤ2. Tale ricerca, pubblicata su Nature Physics, rappresenta una pietra miliare nello studio delle interazioni fondamentali che governano la materia.

Il numero di attacchi informatici ai servizi finanziari europei è più che raddoppiato nel 2023, e le previsioni per il 2024 non promettono un miglioramento. In risposta a questa crescente vulnerabilità, l’Unione Europea si prepara a implementare il Digital Operational Resilience Act (DORA), che entrerà ufficialmente in vigore il 17 gennaio 2025.
DORA mira a garantire che le istituzioni finanziarie dell’UE adottino standard rigorosi per la resilienza operativa digitale, così da prevenire, rispondere e mitigare i rischi derivanti da attacchi informatici o guasti IT.

La supply chain globale sta attraversando una trasformazione epocale, spinta da una crescente complessità geopolitica, dall’evoluzione delle abitudini dei consumatori e dalle rapide innovazioni tecnologiche. Crisi, conflitti e interruzioni delle rotte commerciali hanno dimostrato ancora una volta la fragilità delle reti commerciali globali e della supply chain nell’anno appena trascorso. Resilienza e flessibilità stanno rapidamente diventando importanti tanto quanto l’ottimizzazione dei costi. Ma quali sono gli elementi che faranno la differenza per i leader della supply chain e del commercio omnichannel nel 2025?

Il mondo dell’automazione industriale sta per intraprendere un nuovo capitolo. Secondo la teoria SINIC, che collega i progressi tecnologici al cambiamento sociale, il 2025 sarà uno dei momenti chiave per la transizione da una visione di “ottimizzazione”, dove l’attenzione è stata rivolta al perfezionamento dei processi, all’aumento dell’efficienza e all’utilizzo della tecnologia per migliorare le operazioni, ad una di “autonomia”, in cui , in cui i sistemi non solo funzionano in modo efficiente, ma si contraddistinguono per autoregolazione, autoapprendimento e capacità decisionali indipendenti.
Secondo OMRON, leader mondiale nel campo dell’automazione, il futuro dell’automazione industriale nel 2025 sarà guidato da 5 tendenze chiave:
- Automazione Data-Driven
- Produzione Intelligente e Sistemi Adattivi
- Co-creazione come motore dell’innovazione
- Efficienza Energetica
- Intelligenza Artificiale Etica

OpenAI ha recentemente introdotto una nuova funzionalità beta per ChatGPT denominata “Tasks”, che consente agli utenti di programmare promemoria e attività ricorrenti.Questa innovazione trasforma ChatGPT da un assistente reattivo a uno proattivo, capace di gestire e automatizzare compiti futuri, migliorando l’efficienza e la produttività degli utenti.
Con “Tasks”, gli utenti possono impostare promemoria per eventi specifici, ricevere aggiornamenti quotidiani o settimanali e creare notifiche ricorrenti. Ad esempio, è possibile programmare rapporti meteorologici giornalieri, briefing settimanali sulle notizie o promemoria per eventi futuri come la vendita di biglietti per concerti. Una volta impostati, ChatGPT eseguirà questi compiti secondo la programmazione definita, offrendo un’esperienza utente più personalizzata e tempestiva.

SandboxAQ, una startup focalizzata sull’integrazione di intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche, ha recentemente ottenuto un finanziamento di oltre 300 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 5,6 miliardi di dollari. Questo investimento mira ad accelerare lo sviluppo dei loro Modelli Quantitativi di Grande Scala (LQMs) e di altre applicazioni AI in settori come la scoperta di farmaci, la scienza dei materiali, la chimica, la cybersecurity, la navigazione e i dispositivi medici.
Nonostante questo significativo supporto finanziario, SandboxAQ ha affrontato sfide nella commercializzazione delle sue tecnologie. Le difficoltà nel tradurre innovazioni avanzate in soluzioni pratiche e commercialmente valide sono comuni nel settore tecnologico, specialmente quando si tratta di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e il calcolo quantistico. Queste sfide possono derivare da vari fattori, tra cui la complessità tecnica, la necessità di infrastrutture adeguate e la resistenza del mercato ad adottare nuove tecnologie.

Apple ha recentemente consigliato ai suoi azionisti di votare contro una proposta che mirava a eliminare i programmi di Diversità, Equità e Inclusione (DEI) dell’azienda. Questa proposta, presentata dal National Center for Public Policy Research, un think tank conservatore, sosteneva che le iniziative DEI comportassero rischi legali, reputazionali e finanziari per Apple, citando anche recenti decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti contro l’azione affermativa nelle ammissioni universitarie.
Il consiglio di amministrazione di Apple ha respinto tali argomentazioni, affermando che la proposta era superflua e rappresentava un tentativo inappropriato di interferire con la strategia aziendale. Apple ha ribadito il suo impegno come datore di lavoro che offre pari opportunità, sottolineando di non discriminare in fase di reclutamento, assunzione, formazione o promozione su alcuna base protetta dalla legge.

Anche Google Cloud. come MICROSOFT con COREAI, sta rafforzando il suo impegno nel settore dell’intelligenza artificiale, formando un nuovo team di venditori e ingegneri dedicati a supportare i clienti focalizzati sull’AI, come Anthropic e Cohere. Secondo una fonte interna, l’iniziativa potrebbe essere annunciata ufficialmente entro la settimana. Questo team non solo collaborerà con aziende specializzate nell’AI, ma lavorerà anche con fornitori di software come Snowflake, GitLab ed Elastic, che potrebbero indirizzare i propri clienti verso la piattaforma di Google Cloud.
Questa nuova unità ricalca il modello di altre divisioni Google Cloud che si concentrano su settori specifici, come il retail e le scienze della vita, dimostrando l’importanza crescente che l’azienda attribuisce all’AI conversazionale. Questo focus coincide con gli investimenti significativi di Google nell’acquisto di chip Nvidia, essenziali per supportare i carichi di lavoro dei clienti AI nel cloud.

L’avvento degli strumenti musicali generati dall’IA ha suscitato numerosi dibattiti negli ultimi tempi, poiché promettono di semplificare il tradizionalmente laborioso processo di produzione musicale. Uno di questi strumenti, Suno, guidato dal CEO Mikey Shulman, ha attirato l’attenzione per la sua affermazione provocatoria secondo cui “non è più davvero piacevole fare musica adesso“. Questa dichiarazione, rivelata in un’intervista recentemente intercettata da 404 Media, è stata ampiamente criticata, soprattutto da coloro che hanno dedicato la loro vita all’arte faticosa della produzione musicale. Essendo anche io una persona che ha passato notti interminabili in studio di registrazione, mi trovo a mettere in discussione non solo la validità delle parole di Shulman, ma anche le implicazioni più ampie di questa prospettiva sul futuro della musica.

Microsoft ha annunciato la creazione di una nuova divisione denominata “CoreAI – Platform and Tools”, con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma AI end-to-end per clienti interni ed esterni. The Official Microsoft Blog
In un memo indirizzato ai dipendenti, il CEO Satya Nadella ha delineato come questo nuovo gruppo si occuperà della creazione di strumenti IA che gli sviluppatori Microsoft e i clienti cloud potranno utilizzare per progettare applicazioni. Al timone di questa trasformazione ci sarà Jay Parikh, un volto noto del settore tecnologico, con un passato in Meta e Lacework, che si è unito al colosso di Redmond nell’ottobre scorso.

L’intelligenza artificiale fa il suo ingresso ufficiale in Vaticano. Dall’inizio dell’anno, è entrato in vigore un decreto innovativo che stabilisce le prime “Linee guida” per l’utilizzo dell’IA nello Stato della Città del Vaticano, segnando una svolta storica.
Questo documento, approvato dal Governatorato, prevede la creazione di una Commissione specifica e fissa l’obiettivo di introdurre regolamenti e leggi attuative entro un anno. “È la prima volta che il Governatorato norma l’intelligenza artificiale,” si legge in una nota ufficiale, che sottolinea come l’iniziativa accolga l’invito di Papa Francesco di affrontare il cambiamento tecnologico con un approccio etico.

L’Italia si prepara a vivere un anno straordinario nel campo del supercalcolo, consolidando il suo ruolo di protagonista a livello internazionale. A Bologna nascerà presto uno dei tre supercomputer più potenti al mondo, un progetto da 400 milioni di euro che rappresenterà un pilastro dell’innovazione globale.

Il governo britannico sta preparando un piano per incrementare di venti volte la capacità di calcolo sovrana del Paese, con l’obiettivo di raggiungere 100.000 unità di elaborazione grafica (GPU) controllate dallo Stato per scopi accademici e di ricerca entro il 2030. L’iniziativa, derivante da un rapporto commissionato al consulente Matt Clifford, mira a potenziare l’ecosistema dell’intelligenza artificiale nel Regno Unito e a rafforzare la sua posizione nell’economia globale dell’IA.
L’amministrazione stima che l’intelligenza artificiale possa aggiungere 47 miliardi di sterline (57 miliardi di dollari) all’anno all’economia del Regno Unito nei prossimi dieci anni. In particolare, aziende tecnologiche come Vantage Data Centres, Nscale e Kyndryl hanno promesso investimenti per 14 miliardi di sterline nell’IA nel Regno Unito, con la possibilità di generare oltre 13.000 nuovi posti di lavoro.

L’Università degli Studi di Salerno è lieta di annunciare l’apertura delle iscrizioni per la XX edizione del Corso di Master Universitario di II livello denominato DAOSan, che avrà inizio nel mese di marzo 2025. Questo programma formativo, articolato in due curricula distintivi, offre un’opportunità unica per professionisti e neolaureati desiderosi di approfondire le proprie competenze in ambito manageriale e sanitario.
Il bando scade il 24 gennaio alle ore 13:00
Dettagli del Corso

Lunedì, l’amministrazione Biden ha svelato una serie di restrizioni controverse sull’esportazione di chip avanzati per l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di colmare le falle che hanno consentito il contrabbando di ingenti quantità di semiconduttori all’avanguardia verso Cina e Russia.
La nuova regolamentazione introduce un sistema di controllo multilivello per l’esportazione dei chip AI. I Paesi classificati come Tier-1, che includono 18 alleati degli Stati Uniti, tra cui Canada e Taiwan, avranno un accesso quasi illimitato a questi chip di ultima generazione. Al contrario, avversari strategici come Cina e Russia saranno completamente esclusi dall’importazione di tali semiconduttori. Per la maggior parte degli altri Paesi, sarà invece imposto un limite sul numero totale di chip che potranno essere importati.
Il 2025 rappresenta un anno straordinario non solo per la scienza, ma anche per l’evoluzione di un campo che sta aprendo nuove frontiere nella tecnologia e nella ricerca: la computazione quantistica. L’intreccio tra fisica teorica, ingegneria e informatica sta infatti raggiungendo un punto cruciale, grazie al contributo fondamentale dei fisici, senza il quale non sarebbe possibile andare oltre le attuali barriere tecnologiche. Questo anniversario della fisica quantistica non è solo un momento di riflessione sul passato, ma soprattutto un’opportunità di guardare al futuro con rinnovato entusiasmo e spirito innovativo.


Ecco, lo sapevamo che sarebbe successo. L’era in cui l’intelligenza artificiale (AI) non è più solo uno strumento per auto a guida autonoma, trading algoritmico o meme generati automaticamente ha preso una piega inquietante. Gli attacchi recenti a Las Vegas e New Orleans hanno mostrato quanto sia facile per menti malintenzionate sfruttare la tecnologia avanzata.
Vediamo di fare chiarezza, perché forse è il momento di riflettere sulle conseguenze involontarie del nostro splendido futuro digitale.

Con l’elezione di Donald Trump come nuovo presidente degli Stati Uniti, la Groenlandia, un’isola danese situata tra l’Atlantico del Nord e il mare Artico – di cui generalmente si parla molto poco – è tornata ad essere un tema di grandissima attualità. Trump ha infatti fatto presente che “per la sicurezza nazionale e la libertà in tutto il mondo, gli Stati Uniti ritengono che la proprietà e il controllo della Groenlandia siano una necessità assoluta” non escludendo l’uso della forza per il raggiungimento di questo obiettivo. La dichiarazione, che molti hanno preso come una delle solite provocazioni del tycoon, ha un suo significato ben più profondo se letta all’interno dell’attuale contesto geopolitico. L’attenzione del nuovo Presidente degli Stati Uniti non riguarda solo le risorse minerarie dell’isola e gli immensi giacimenti di petrolio e gas non ancora sfruttati, quanto il ruolo strategico che la Groenlandia occupa nell’equilibrio delle rotte commerciali artiche, dove stanno entrando due giocatori di peso e ingombranti, come la Russia e la Cina.

Come se Los Angeles non avesse già abbastanza problemi – incendi che sembrano decisi a trasformare la città nel barbecue più costoso del pianeta – ora ci si mette anche l’ultima meraviglia della tecnologia: i deepfake generati dall’intelligenza artificiale. Perché, diciamocelo, che gusto c’è in una catastrofe senza un po’ di caos digitale?
Mercoledì, sui social (perché, ovviamente, è lì che il disastro si evolve oggi), hanno iniziato a circolare immagini dell’iconica scritta di Hollywood avvolta dalle fiamme, con incendi che sembravano divorare il Monte Lee. Peccato che fosse tutto falso, una creazione dell’intelligenza artificiale, e non della natura.
Subito dopo, e come per non deludere nessuno, sono arrivate altre immagini tarocche: saccheggi, devastazioni… insomma, il menù completo della paura. E naturalmente, in perfetto stile contemporaneo, il tutto ha fatto il giro del mondo in un batter d’occhio, perché se c’è una cosa che internet fa bene, è diffondere panico a velocità record.