Quando il 1° aprile 2025, la notizia della sospensione dell’account di Pliny, uno dei più celebri “jailbreakers” dell’intelligenza artificiale, è emersa, in molti hanno pensato a un pesce d’aprile. Tuttavia, come spesso accade, la realtà si è rivelata molto più interessante di una semplice burla. OpenAI ha effettivamente disattivato l’accesso a ChatGPT di Pliny, citando violazioni delle sue politiche legate a “attività violente” e “creazione di armi”. Eppure, questa sospensione ha innescato una serie di eventi e riflessioni che meritano attenzione, poiché illuminano le dinamiche di un settore sempre più al centro delle controversie sull’uso sicuro e etico delle intelligenze artificiali.
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Cybersecurity, Data Protection, Difesa, Aerospazio, Settori Strategici e Analisi Predittiva

In un mondo in cui le minacce alla sicurezza si evolvono rapidamente, l’Europa si prepara a un cambiamento epocale con ProtectEU, la nuova strategia per la sicurezza interna presentata dalla Commissione Europea. Annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen nelle sue linee guida politiche, questa iniziativa ambiziosa mira a rafforzare la capacità dell’Unione Europea di proteggere i suoi cittadini, affrontando sia le minacce tradizionali che quelle emergenti in un panorama geopolitico sempre più complesso. Con un approccio che coinvolge l’intera società, ProtectEU si propone di rivoluzionare il modo in cui l’Europa gestisce la sicurezza interna, promuovendo una cooperazione più profonda, strumenti legali più rigorosi e una maggiore condivisione delle informazioni.

L’idea che un assistente virtuale possa essere un amico fidato è una delle più grandi illusioni dell’era digitale. Dietro l’apparente neutralità di un chatbot si cela una realtà ben più inquietante: il 30% delle app di intelligenza artificiale più popolari condivide i tuoi dati con terze parti.
Abbiamo analizzato le pratiche di raccolta dati dei 10 chatbot più diffusi sull’Apple Store, da Google Gemini a DeepSeek, ChatGPT e altri. I risultati? Ogni chatbot raccoglie informazioni su di te, con una media di 11 tipi di dati per app su un totale di 35 possibili categorie. Alcuni arrivano a collezionare dettagli inquietanti, come la posizione precisa, lo storico delle ricerche e persino la tua lista contatti.

Un drone di fabbricazione russa è stato avvistato vicino a Ispra, in provincia di Varese, violando una «no fly zone» altamente sorvegliata. Secondo il Corriere della Sera, il velivolo avrebbe sorvolato per circa una settimana la zona del Joint Research Centre della Commissione europea, sul lago Maggiore. Il Centro comune di ricerca europeo ha rilevato il drone grazie a un sistema sperimentale per individuare velivoli sconosciuti. A marzo sono stati registrati almeno cinque passaggi, provocando l’allarme sicurezza.
Benvenuti nell’era in cui ogni vostro movimento, ogni decisione, ogni interazione è potenzialmente registrata, analizzata e archiviata. Se pensavate che il concetto di “privacy” avesse ancora qualche significato, Waldo 3.0 potrebbe essere la prova definitiva che vi sbagliate. Questo modello di AI di rilevamento avanzato è in grado di identificare e tracciare oggetti, veicoli, persone e infrastrutture, dalle immagini satellitari a quelle catturate da un drone a pochi metri dal suolo.
Ma non si tratta solo di tecnologia all’avanguardia per il monitoraggio urbano, la sicurezza pubblica o la gestione delle emergenze. Il vero problema è che ogni innovazione come questa sposta l’ago della bilancia sempre più verso un controllo totale, normalizzando una sorveglianza che una volta sarebbe stata considerata fantascientifica.

Il mondo della cybersecurity è nuovamente in allerta: FamousSparrow, gruppo APT (Advanced Persistent Threat) allineato alla Cina, ha ripreso le proprie attività di cyberspionaggio, colpendo organizzazioni negli Stati Uniti, in Messico e in Honduras. Dopo un’apparente inattività di due anni, i ricercatori di ESET hanno scoperto nuove varianti della backdoor SparrowDoor e l’impiego, per la prima volta, del malware ShadowPad.

Il lavoro Prompt Injection Detection and Mitigation via AI Multi-Agent NLP Frameworks di Diego Gosmar Deborah A. Dahl, Dario Gosmar rappresenta un passo avanti nella lotta contro i prompt injection attacks. Il framework multi-agente non solo migliora la sicurezza dei modelli linguistici, ma pone anche le basi per un’AI più affidabile e conforme alle normative. Con l’aumento dell’integrazione dell’AI nei processi aziendali e sociali, soluzioni come questa saranno fondamentali per garantire la robustezza dei sistemi futuri.
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale generativa (Generative AI) ha trasformato numerosi settori, dal customer service all’automazione dei contenuti. Tuttavia, questa rivoluzione è accompagnata da nuove vulnerabilità, tra cui i cosiddetti prompt injection attacks. Questi attacchi sfruttano la tendenza dei modelli di linguaggio a seguire istruzioni, anche quando queste sono progettate per aggirare le loro restrizioni. Un recente studio condotto da Diego Gosmar e colleghi propone un approccio innovativo per affrontare questa minaccia: un framework multi-agente che combina rilevamento, sanitizzazione e enforcement delle policy.

All’evento di Seeweb e Istituto EuropIA.it “Private AI”, Stefano Quintarelli Informatico, imprenditore seriale ed ex professore di sistemi informativi, servizi di rete e sicurezza, ha portato un esempio, tra i tanti, reti neurali, sistemi predittivi etc, che ho trovato interessante e vorrei condividere con i nostri lettori: “Lessons from red teaming 100 generative AI products Authored by: Microsoft AI Red Team”, che trovate in allegato.
Stefano Quintarelli, ha recentemente sollevato un punto cruciale riguardo alla sicurezza dell’intelligenza artificiale (IA), evidenziando una verità fondamentale che spesso viene sottovalutata. La sua affermazione che la sicurezza dell’IA non sarà mai “completata” è una riflessione profonda che tocca uno degli aspetti più critici nell’evoluzione della tecnologia. Con il costante avanzamento delle tecnologie, la protezione da minacce potenziali diventa un campo in continua espansione, mai definitivo. Questo concetto va oltre la semplice sicurezza dei sistemi: implica una continua adattabilità delle misure di protezione e una vigilanza costante rispetto alle vulnerabilità emergenti.

Recenti indagini hanno svelato una sofisticata operazione di disinformazione orchestrata dalla Russia, volta a manipolare i chatbot basati sull’intelligenza artificiale (IA) per diffondere la propaganda del Cremlino.
Questa strategia, che sfrutta le potenzialità delle moderne tecnologie, rappresenta una nuova frontiera nella guerra dell’informazione.

Ivan Shkvarun intelligenza artificiale: l’evoluzione delle minacce invisibili e la corsa alla difesa
Ivan Shkvarun, Fondatore e CEO di Social Links, e Autore dell’Iniziativa Darkside AI. Lo abbiamo incontrato all’ AI Festival dove ha presentato per la prima volta l’iniziativa Darkside AI, con esempi reali di manipolazione dei consumatori, abbiamo condiviso una intervista sulle strategie per aiutare le aziende a difendersi dalle inganni alimentati dall’AI.
Ivan è un esperto di punta nell’AI e nell’intelligence a codice aperto (OSINT), con oltre 15 anni di esperienza nella mitigazione dei rischi guidata dalla tecnologia. Sotto la sua leadership, Social Links — riconosciuta da Frost & Sullivan come leader nel settore OSINT — ha sviluppato soluzioni alimentate dall’AI che espongono e neutralizzano il crimine informatico, la disinformazione e le frodi digitali a livello globale.
Evoluzione delle minacce AI-driven
Rivista.AI: Negli ultimi 15 anni, come sono cambiati i modelli operativi degli attori malevoli nell’utilizzo dell’AI per frodi e disinformazione? Quali tecniche emergenti (es. generative adversarial networks, LLM avanzati) stanno rivoluzionando il panorama delle minacce? [Esempi specifici?]
In che modo le identità sintetiche e i deepfake stanno superando le tradizionali difese biometriche o di verifica dell’identità? Esistono differenze geografiche nell’adozione di queste tecnologie a scopo malevolo?
Ivan Shkvarun: Negli ultimi dieci anni, ho assistito all’evoluzione del cybercrimine, passato da semplici violazioni di sistema a una manipolazione su larga scala della percezione e della fiducia umana. L’AI non è più solo uno strumento di innovazione: viene anche utilizzata come arma, trasformando le classiche truffe di phishing e i botnet in deepfake iper-realistici, disinformazione generata dall’AI e reti di frode completamente automatizzate.
Questo cambiamento non è ipotetico; stiamo già vedendo le conseguenze. Si prevede che le perdite per frodi legate all’AI passeranno dai 12,3 miliardi di dollari del 2023 a 40 miliardi entro il 2027, e questa è una stima prudente. L’impatto finanziario è concreto, ma il problema più profondo è la fiducia. Quando l’AI può generare identità sintetiche credibili, documenti finanziari falsificati e notizie generate dall’AI su larga scala, mina le fondamenta stesse della sicurezza digitale.

L’Europa si trova a un punto di svolta: i rapidi progressi delle tecnologie digitali, l’aumento delle minacce informatiche e un contesto geopolitico in continua evoluzione stanno spingendo l’Unione Europea e i suoi Stati membri a ripensare la sicurezza dello spazio digitale. “Mentre lavoriamo per mantenere un’economia forte e sicura, la necessità di una sicurezza informatica rafforzata in tutti i settori non è mai stata così urgente”, si legge nella Warsaw Call, una dichiarazione adottata all’unanimità durante il Consiglio informale Telecomunicazioni tenutosi a Varsavia il 5 marzo 2025. Questo documento, noto anche come Dichiarazione di Varsavia, rappresenta un pilastro strategico per il futuro della cybersecurity europea, offrendo una risposta coordinata alle crescenti sfide che minacciano la stabilità digitale del continente.

La Cina continua a rafforzare il suo apparato militare con un approccio che definisce “moderato e ragionevole”, mantenendo una crescita della spesa per la difesa a una cifra per il nono anno consecutivo. A sottolinearlo è stato Lou Qinjian, portavoce del Congresso Nazionale del Popolo (NPC), durante il briefing di presentazione dell’evento politico più importante dell’anno per la Repubblica Popolare, che si terrà a partire da domani, 5 marzo 2025. Sarà proprio quello il momento nel quale l’NPC svelerà il budget della difesa per il 2025, un dato atteso con attenzione sia dagli analisti interni sia dalla comunità internazionale, desiderosa di decifrare le ambizioni del Dragone in un contesto globale sempre più teso.

In Italia, il panorama della cybersecurity si fa sempre più critico: gli attacchi informatici, potenziati da tecnologie avanzate e dall’intelligenza artificiale, sono in aumento, colpendo il 73% delle grandi imprese nell’ultimo anno, secondo i dati dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano. Nel 2024, il mercato italiano della sicurezza informatica cresce del 15%, raggiungendo un valore di 2,48 miliardi di euro, con previsioni di ulteriore espansione nel 2025. Eppure, nonostante i progressi, l’Italia rimane fanalino di coda tra i Paesi del G7 nel rapporto tra spesa in cybersecurity e PIL, ben lontana dai livelli di Stati Uniti e Regno Unito.

Negli ultimi mesi, l’Italia è stata teatro di una serie di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) orchestrati dal gruppo di hacker attivisti russi NoName057, noto per la sua fedeltà ideologica al Cremlino e per le sue azioni contro i Paesi occidentali che sostengono l’Ucraina. Le offensive, peraltro iniziate nel 2022 ma intensificatesi in modo significativo nei primi mesi del 2025, hanno preso di mira infrastrutture critiche, grandi aziende e enti pubblici italiani, tra cui i siti web del Ministero degli Esteri, gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa, banche come Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena, e persino portali di trasporto pubblico come ATAC a Roma e AMT a Genova.

Verizon Business e Accenture hanno annunciato una partnership strategica per affrontare le crescenti sfide della cybersecurity, un settore in rapida evoluzione che richiede soluzioni innovative e resilienti. L’accordo unisce le competenze di Verizon nel networking e nella sicurezza informatica con l’esperienza di Accenture nei servizi tecnologici avanzati, con l’obiettivo di sviluppare e offrire soluzioni all’avanguardia per proteggere le organizzazioni di ogni dimensione da minacce sempre più sofisticate, come violazioni dei dati, attacchi di phishing, social engineering e altri rischi emergenti.

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ordinato al Cyber Command degli Stati Uniti di sospendere la pianificazione di operazioni informatiche e di intelligence contro la Russia.

Nel corso del 2024 in Italia sono stati registrati 1.927 attacchi informatici, il 18% in più rispetto all’anno precedente anche se, quelli andati a buon fine, 467 in totale, sono diminuiti del 10% rispetto al 2023 e del 63% rispetto al 2022. Sono i dati, contenuti nel ‘Threat intelligence report’ pubblicato dall’osservatorio cybersecurity di Exprivia, che evidenziano inoltre che gli hacker sono andati a segno il 24% delle volte (contro il 31% dell’anno precedente) e che nel 30% degli attacchi portati a termine e quindi riusciti è stata utilizzata l’intelligenza artificiale.

Notizie dagli USA.
La recente nomina di Scale AI come primo valutatore terzo autorizzato dall’Istituto per la Sicurezza dell’Intelligenza Artificiale degli Stati Uniti (AISI) rappresenta un passo significativo verso una maggiore sicurezza e affidabilità nello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale.
Questa collaborazione mira a sviluppare metodi avanzati per testare i modelli di frontiera dell’IA, includendo valutazioni congiunte tra l’AISI e il Safety, Evaluation, and Alignment Lab (SEAL) di Scale AI. Attraverso questi metodi, i costruttori di modelli di diverse dimensioni potranno accedere volontariamente a nuove forme di test affidabili, con la possibilità di condividere i risultati con una rete globale di istituti di sicurezza dell’IA.
Questa partnership non solo rafforza la posizione di Scale AI nel panorama dell’IA, ma suggerisce anche una visione ottimistica per il futuro dell’AISI. È improbabile che Scale AI avrebbe intrapreso questo accordo se ci fossero stati dubbi sulla stabilità o sulla continuazione dell’istituto, indipendentemente dalle dinamiche politiche attuali o future.

Recentemente, i giganti tecnologici Apple e Google hanno rimosso fino a 20 app dai loro store dopo che gli esperti di sicurezza di Kaspersky hanno scoperto che queste applicazioni contenevano malware. Questo malware, noto come SparkCat, è in grado di rubare frasi di recupero dei portafogli di criptovalute utilizzando tecniche avanzate come il riconoscimento ottico (OCR).

Nel settore aerospaziale, la velocità e l’efficienza nello sviluppo di nuove tecnologie sono fattori chiave per la competitività. La collaborazione tra Altair e Meridian Flight Systems segna un passo avanti nell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale e della simulazione avanzata per accelerare l’innovazione nel settore degli UAV (Unmanned Aerial Vehicle), i velivoli senza pilota.

Lo vediamo dalle pubblicità on line e in televisione. L’argomento della sicurezza è presente in ogni istante della nostra vita. Vediamo come l’AI al servizio della sicurezza riesce a creare nuovi strumenti per tenerci sempre meglio al sicuro rispetto al passato.
E siamo solo all’inizio!

Nel panorama tecnologico odierno, i giganti americani come Amazon, Alphabet (la società madre di Google), Microsoft e Meta stanno pianificando di investire oltre 300 miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale nel 2025. Questo rappresenta un aumento significativo rispetto ai 230 miliardi spesi l’anno precedente, evidenziando l’importanza strategica attribuita all’AI da queste aziende.
Amazon prevede di guidare questa ondata di investimenti con una spesa di 100 miliardi di dollari, focalizzandosi principalmente su Amazon Web Services (AWS), la sua divisione cloud. Il CEO Andy Jassy ha sottolineato che l’IA rappresenta un’opportunità tecnologica storica, paragonabile all’avvento di Internet, e ha evidenziato la necessità di garantire una potenza di calcolo sufficiente per lo sviluppo e l’operatività dei modelli AI.

Recentemente, è emerso uno scandalo in Italia riguardante l’uso di Graphite per spiare giornalisti e attivisti. Meta, la società madre di WhatsApp, ha scoperto che il software veniva installato attraverso messaggi o chiamate su WhatsApp, permettendo di rubare informazioni senza che l’utente dovesse cliccare su alcun link. In Italia, almeno sette persone sono state colpite, tra cui Francesco Cancellato, direttore del quotidiano digitale Fanpage, e Luca Casarini, attivista della ONG Mediterranea. Il governo italiano ha negato qualsiasi coinvolgimento, ma Paragon ha sospeso il suo contratto con l’Italia a causa di violazioni del “quadro etico” dell’accordo.
WhatsApp ha denunciato una campagna di cyberspionaggio che ha coinvolto circa 90 giornalisti e attivisti in una ventina di paesi, realizzata utilizzando spyware dell’azienda israeliana Paragon Solutions. La campagna, interrotta nel dicembre 2024, prevedeva l’invio di file PDF dannosi per accedere illegalmente ai dati personali degli utenti. WhatsApp ha notificato le vittime e ha esortato Paragon a cessare le sue attività, non escludendo azioni legali.

E chi l’avrebbe mai detto? L’intelligenza artificiale, quella meravigliosa creatura di Big Tech nata per rendere il mondo un posto migliore, sta finendo nelle mani sbagliate. Stando a quanto riportato da Bleeping Computer, il Threat Intelligence Group (GTIG) di Google ha fatto una scoperta che ha dell’incredibile (o forse no?): gruppi di cybercriminali sponsorizzati dai governi stanno usando Gemini per pianificare i loro attacchi con una precisione chirurgica. E non parliamo di ragazzini annoiati nel seminterrato, ma di squadre di hacker professionisti che puntano dritti alle infrastrutture critiche e ad altri obiettivi di alto valore. In pratica, invece di essere solo uno strumento di produttività, l’AI si sta rivelando un prezioso alleato per chi vuole seminare il caos.

Il 2024 ha segnato un anno straordinario per la ricerca sulla sicurezza informatica, con un livello di innovazione senza precedenti. Dall’hijacking di OAuth ai nuovi exploit nei web server Apache, queste scoperte non solo ridefiniscono le minacce esistenti, ma introducono anche nuove classi di attacchi che i professionisti della sicurezza dovranno affrontare nei prossimi anni.

Le aziende che sviluppano intelligenza artificiale vendono al pubblico l’illusione di un progresso tecnologico etico e responsabile, mentre in realtà cercano disperatamente di tappare falle che loro stesse hanno creato. OpenAI, Google e compagnia si affannano a mettere paletti per impedire agli utenti di sfruttare le loro AI per scopi “sbagliati”: niente istruzioni su armi, niente contenuti politicamente scorretti, niente risposte troppo scomode. In teoria, dovrebbero garantire un uso sicuro dei loro modelli, ma nella pratica stanno solo giocando a una partita infinita di guardie e ladri con utenti sempre più creativi nel bypassare le restrizioni.
Dalla nascita delle prime AI generative, gli sviluppatori hanno cercato di arginare gli exploit, ma ogni barriera che alzano dura il tempo di un aggiornamento prima che qualcuno trovi un nuovo modo per aggirarla. È un teatrino dove i ruoli sono chiari: le aziende fanno finta di avere il controllo, gli utenti fanno finta di non poterlo scavalcare, e alla fine entrambi sanno che la censura perfetta non esiste.

L’idea di condividere la propria vita online è diventata una norma per molti, ma non senza rischi. Un caso recente in Francia, riportato da Euronews, dimostra quanto le app progettate per scopi personali o per intrattenimento possano rivelarsi pericolose. Rendere pubblico il tracciamento online, magari tramite l’uso del GPS durante le corse di allenameno, oltre ad essere una auto violazione della propria privacy online, può diventare uno strumento molto forte da dare in mano a malintenzionati.

DeepSeek, dichiara di aver sviluppato il suo modello con un budget di soli 5 milioni di dollari, ha sovvertito il paradigma tradizionale dell’IA, basato su enormi risorse computazionali. Mentre aziende occidentali come OpenAI spendono miliardi di dollari in infrastrutture, DeepSeek sembra aver dimostrato che è possibile ottenere risultati comparabili con un approccio più efficiente e innovativo. Tuttavia, questa straordinaria efficienza tecnica è ora sotto esame, non solo per la sua innovatività, ma anche per le implicazioni geopolitiche e di sicurezza che comporta.

In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il modo di operare delle aziende, Cisco ha presentato AI Defense, una soluzione innovativa destinata a diventare il punto di riferimento globale per la sicurezza dell’AI. Annunciata nel corso di una sessione esclusiva ospitata da The Rundown AI, una newsletter quotidiana dedicata ai progressi dell’AI, Jeetu Patel, Executive Vice President e Chief Product Officer di Cisco, hanno illustrato come questa innovazione affronti le sfide critiche nella protezione dei sistemi di AI.

Le minacce informatiche che sfruttano l’Intelligenza Artificiale sono in aumento, trasformando il panorama della sicurezza digitale. Tra i nuovi attori emergenti spicca FunkSec, un gruppo di hacker che ha rivoluzionato le dinamiche dell’hacking combinando l’uso di AI avanzata e strategie di propaganda digitale. Il gruppo è stato identificato da Check Point Research, una delle principali agenzie globali di sicurezza informatica.
Recentemente, OpenAI ha interrotto l’accesso a un proprio sviluppatore che aveva integrato l’API in tempo reale di ChatGPT in un sistema di torretta controllabile tramite comandi vocali. Questo intervento è avvenuto in conformità con le politiche di OpenAI, che vietano l’utilizzo delle loro tecnologie per scopi legati alle armi.
Il sistema sviluppato era in grado di eseguire comandi vocali come “gira a sinistra” o “rispondi di conseguenza” con notevole precisione, dimostrando la facilità con cui i modelli linguistici possono essere integrati in sistemi potenzialmente letali. Questo episodio evidenzia le crescenti preoccupazioni riguardo al ruolo dell’intelligenza artificiale nell’automazione delle tecnologie militari, similmente ai droni autonomi capaci di individuare e colpire obiettivi senza intervento umano. I critici avvertono che ciò potrebbe offuscare la responsabilità in caso di crimini di guerra e normalizzare l’uso di armi autonome.

La compagnia spagnola di telecomunicazioni Telefonica ha subito un cyberattacco al suo sistema di ticketing interno, mediante il quale sarebbero stati sottratti 2,3 giga di dati che, secondo quanto hanno dichiarato fonti della compagnia dall’agenzia Europa Press, non riguarderebbero i suoi clienti.

Ecco, lo sapevamo che sarebbe successo. L’era in cui l’intelligenza artificiale (AI) non è più solo uno strumento per auto a guida autonoma, trading algoritmico o meme generati automaticamente ha preso una piega inquietante. Gli attacchi recenti a Las Vegas e New Orleans hanno mostrato quanto sia facile per menti malintenzionate sfruttare la tecnologia avanzata.
Vediamo di fare chiarezza, perché forse è il momento di riflettere sulle conseguenze involontarie del nostro splendido futuro digitale.

Nessun settore dell’IT necessita di aggiornamenti costanti ed immediati quanto la sicurezza informatica. Essere pronti a mitigare gli attacchi non basta, è necessario poterli prevenire e, in un periodo in cui le minacce digitali stanno prendendo sempre più piede nei settori più svariati, l’apporto dell’AI nella cybersecurity diventa essenziale.

Nonostante ci troviamo ancora nel cuore delle festività, la riflessione sui cambiamenti geopolitici, sulle implicazioni morali e sull’uso delle nuove tecnologie è inevitabile. Il mondo della politica internazionale, infatti, non si ferma mai, nemmeno quando le luci natalizie brillano nelle piazze. I recenti sviluppi legati all’intelligenza artificiale nell’ambito delle operazioni militari, in particolare con le Forze di Difesa Israeliane (IDF), rappresentano una delle questioni più complesse e urgenti da analizzare, sia dal punto di vista tecnologico che geopolitico.
Il caso di Gaza è emblematico di come l’integrazione di tecnologie avanzate possa ridefinire i confini dell’etica e della legalità nelle operazioni militari. Le decisioni legate all’uso dell’IA in guerra sollevano interrogativi che non possono essere ignorati, perché toccano aspetti fondamentali della sicurezza, dei diritti umani e delle responsabilità internazionali.
In un mondo sempre più interconnesso e tecnologicamente avanzato, come è giusto che si evolva la nostra percezione della guerra? Cosa implica l’adozione di tecnologie come il machine learning e l’automazione per la responsabilità politica e per la legittimità degli attacchi? E come si conciliano le esigenze di sicurezza con la tutela dei diritti umani in contesti di conflitto sempre più complessi e dinamici?
Anche se la pausa festiva ci offre un’opportunità di riflessione, i temi di sicurezza globale e geopolitica sono questioni che richiedono un’attenzione immediata. Mentre il mondo si riprende dalle festività, è importante tenere presente come gli sviluppi tecnologici influenzano il nostro futuro comune, e come nazioni, alleanze e gruppi più piccoli possano muoversi in un panorama sempre più digitalizzato.
L’intelligenza artificiale (AI) ha portato una trasformazione radicale non solo nell’ambito delle operazioni belliche, ma anche nel ruolo geopolitico delle forze armate di molte nazioni. In particolare, l’adozione dell’AI da parte dell’IDF (Israel Defense Forces) non solo ha ridefinito le modalità operative sul campo, ma ha avuto un impatto significativo sulla posizione strategica e diplomatica di Israele nel contesto internazionale. Esaminando il caso israeliano, possiamo notare come l’adozione della tecnologia avvenga in un momento cruciale della sua storia, in cui le sfide geopolitiche, le minacce regionali e le alleanze globali si intersecano con la crescente capacità L’IDF.

Amburgo promette di diventare un punto di riferimento nelle soluzioni di mobilità intelligente integrando sistemi di AI nei suoi sistemi di trasporto pubblico per garantire la sicurezza dei passeggeri. Le aziende di trasporto della città, Hochbahn e S-Bahn, stanno infatti combinando la supervisione umana – il personale addetto alla sicurezza verrà significativamente incrementato – con una tecnologia AI all’avanguardia per creare un ambiente di viaggio più sicuro.

Il danneggiamento dei cavi sottomarini di collegamento tra Finlandia ed Estonia, avvenuto nelle ultime ore e attribuito alla petroliera “Eagle S” sospettata di far parte della flotta fantasma russa, rappresenta un inquietante esempio di guerra ibrida e sabotaggio delle infrastrutture critiche occidentali. Si tratta di un episodio da non sottovalutare in quanto si inserisce all’interno di un contesto più ampio di escalation geopolitica e di attacchi mirati alle infrastrutture vitali, che stanno trasformando il modo in cui i Paesi sono chiamati a ripensare la propria sicurezza e la difesa degli interessi nazionali.

La Diplomazia Predittiva: Uno Scudo Contro l’Instabilità
Nella complessità crescente delle relazioni internazionali, la piattaforma Deeplomacy, sviluppata dal Lab dell’Università degli Studi di Torino, emerge come un faro di innovazione. La sua missione è ambiziosa: trasformare l’incertezza in azioni mirate attraverso l’uso di intelligenza artificiale e machine learning. Con l’aumento del 12% dei conflitti globali rispetto al 2022 e del 40% rispetto al 2020, è evidente che i tradizionali approcci alla diplomazia e alla gestione delle crisi necessitano di una rivoluzione.

Un decennio fa, Peter Thiel dichiarava con fermezza che “la competizione è per perdenti”, sostenendo l’investimento in startup capaci di monopolizzare i loro mercati attraverso prodotti ineguagliabili. Tuttavia, la sua visione si sta evolvendo. Oggi, gran parte dei finanziamenti del Founders Fund di Thiel è concentrata in aziende che forniscono tecnologie avanzate, servizi e armi al governo degli Stati Uniti.