ByteDance ha deciso di aprire le porte – almeno in parte – sul funzionamento dell’algoritmo di Douyin, la versione cinese di TikTok, rispondendo alle crescenti pressioni normative da parte delle autorità di Pechino. La piattaforma ha lanciato un sito web dedicato, 95152.douyin.com, con l’obiettivo di spiegare come il sistema di raccomandazione e moderazione dei contenuti opera per i suoi oltre 600 milioni di utenti attivi giornalieri.
Dietro questa mossa non c’è solo un’improvvisa passione per la trasparenza. Il governo cinese sta stringendo il controllo sulle grandi piattaforme digitali, con la Cyberspace Administration of China che da mesi indaga sull’uso improprio degli algoritmi, accusati di manipolare il comportamento degli utenti e influenzare il dibattito pubblico.
Secondo le informazioni rilasciate, l’algoritmo di Douyin non si basa su una comprensione semantica del contenuto, ma su correlazioni tra il comportamento degli utenti e le caratteristiche dei video. Il sistema traccia like, condivisioni, follow e la durata di visualizzazione di ogni contenuto per prevedere cosa potrebbe interessare maggiormente. Nulla di nuovo per chi ha familiarità con la tecnologia, ma un tentativo chiaro di rassicurare il pubblico sul fatto che Douyin non “spia” i suoi utenti.