Mark Zuckerberg è in modalità panico. Il CEO di Meta ha attivato tutte le sue connessioni politiche per tentare di risolvere la causa antitrust che potrebbe smembrare il suo impero digitale.
Il bersaglio? Donald Trump, l’uomo che ha già dimostrato di poter cambiare posizione più velocemente di un algoritmo di Facebook. Secondo il Wall Street Journal, Zuckerberg sta facendo pressione sulla Casa Bianca affinché la FTC (Federal Trade Commission) molli la presa sulla causa che potrebbe costringere Meta a vendere Instagram e WhatsApp. La battaglia legale è iniziata nel 2020, sotto la prima amministrazione Trump, ma ora sta per arrivare al processo, previsto per il 14 aprile.
Il problema per Meta non è solo il rischio di perdere due dei suoi asset più preziosi, ma il fatto che la causa stia già cominciando a pesare sulle operazioni dell’azienda. Gli investitori non amano l’incertezza, e un possibile smembramento farebbe crollare il valore di Meta più velocemente delle azioni di una startup crypto dopo un tweet sbagliato di Elon Musk. Il lobbying aggressivo di Zuckerberg sta irritando anche i trumpianiMercoledì, per la terza volta dall’inizio della nuova era Trump,
Zuckerberg si è presentato alla Casa Bianca con il suo solito pacchetto di promesse e pressioni. Ma sembra che la sua strategia di lobbying stia irritando persino alcuni fedelissimi di Trump.
Il Wall Street Journal riferisce che alcuni assistenti del presidente trovano le sue pressioni “troppo aggressive”. Traduzione: anche in un’amministrazione nota per la sua predisposizione agli accordi dietro le quinte,
Un portavoce di Meta ha ovviamente evitato di commentare la notizia, mentre dalla Casa Bianca e dalla FTC è arrivato il solito silenzio diplomatico. Nel frattempo, i critici della Big Tech stanno alzando la voce. Lina Khan, ex presidente della FTC e una delle figure più ostili a Zuckerberg, ha dichiarato che è “preoccupante” vedere un imputato in una causa antitrust avere un accesso così privilegiato ai corridoi del potere.
La domanda implicita: se Zuckerberg sta investendo così tanto nel lobbying, cosa si aspetta in cambio?
Il destino della causa antitrust potrebbe ridisegnare il panorama digitale. Se Meta fosse costretta a vendere Instagram e WhatsApp, il social network si troverebbe improvvisamente a dover competere davvero, senza poter contare sulla cannibalizzazione del mercato che ha caratterizzato la sua espansione.
Zuckerberg lo sa bene, ed è per questo che sta giocando tutte le carte possibili. Se Trump decidesse di intervenire per aiutare Meta, sarebbe un segnale chiaro: nel nuovo ciclo politico americano, la Silicon Valley potrebbe tornare a essere più amica del potere di quanto non sembri. Ma se la FTC terrà duro, potremmo assistere alla più grande svolta antitrust dell’era digitale.
Nel frattempo, mentre Zuckerberg cerca di salvare il suo monopolio a colpi di lobbying, il mercato guarda con attenzione. Perché se Meta cade, potrebbe essere l’inizio di una rivoluzione che ridefinisce il potere delle Big Tech. E in un’America dove il denaro e l’influenza spesso contano più delle regole, questa è una partita che vale miliardi.