L’industria dell’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase di scontro aperto tra modelli chiusi e open-source, e Sentient, un laboratorio AI di San Francisco valutato 1,2 miliardi di dollari, ha appena lanciato la sua sfida. Martedì pomeriggio, Sentient ha annunciato il rilascio pubblico di Open Deep Search (ODS), un framework di ricerca AI open-source che, secondo l’azienda, supera in prestazioni le alternative proprietarie come Perplexity e OpenAI GPT-4o Search Preview.

Il progetto, finanziato dal Founders Fund di Peter Thiel, punta a essere la risposta americana a DeepSeek, il modello open-source cinese che ha fatto tremare il settore tech con una capitalizzazione bruciata di oltre 1 trilione di dollari nel giro di poche settimane.

Ma cosa rende davvero speciale ODS e perché potrebbe rappresentare la svolta per l’open-source nel campo della ricerca AI?


Il gioco dei numeri: ODS supera GPT-4o nei benchmark

I dati diffusi da Sentient lasciano poco spazio all’interpretazione. ODS ha registrato un 75,3% di accuratezza nel benchmark FRAMES, nettamente superiore al 50,5% di GPT-4o Search Preview e al 44,4% di Perplexity Sonar Reasoning Pro.

Dietro questi numeri c’è un approccio diverso rispetto ai modelli chiusi. ODS utilizza un framework agentico, basato sul rephrasing delle query, l’estrazione del contesto dai risultati e un sistema di auto-correzione per migliorare le risposte in tempo reale.

Himanshu Tyagi, co-fondatore di Sentient, ha spiegato a Decrypt che la metodologia di benchmarking si basa sulla capacità dei modelli di “orchestrare la conoscenza da fonti multiple”. Ma a differenza di molte altre AI, ODS non si affida a fonti come Wikipedia per migliorare i suoi risultati, garantendo un retrieval system più realistico e rigoroso.

In sostanza, il modello non impara passivamente da una base di dati fissa, ma riesegue la ricerca e ottimizza le sue query in modo dinamico, migliorando progressivamente l’accuratezza dei risultati.


La guerra dei modelli open-source: il momento DeepSeek dell’America?

La nascita di DeepSeek in Cina all’inizio dell’anno ha rappresentato una svolta. Il modello open-source ha dimostrato di poter rivaleggiare con i giganti delle AI chiuse, causando un terremoto finanziario e mettendo in crisi il monopolio occidentale nel settore.

Secondo Sentient, il lancio di ODS rappresenta l’equivalente americano di quel momento, segnando l’inizio della fine per il dominio delle AI chiuse.

“Una volta che una tecnologia open-source viene rilasciata nel mondo, non può più essere contenuta,” ha dichiarato Bogna Konior, professore alla NYU Shanghai, sottolineando il cambiamento filosofico che questo rappresenta.

Sentient, che opera come nonprofit, ha un obiettivo chiaro: rendere l’AI di ricerca un bene pubblico e sottrarla al controllo delle big tech. Questo va controcorrente rispetto alle recenti mosse di OpenAI, che ha appena raccolto 40 miliardi di dollari guidati da SoftBank e Microsoft per rafforzare la sua leadership.


ODS contro OpenAI e Perplexity: chi vincerà la corsa alla ricerca AI?

La battaglia tra modelli open-source e closed-source sta entrando nel vivo, e Sentient ha lanciato un guanto di sfida che sarà difficile ignorare. Con le valutazioni multimiliardarie e il crescente interesse per AI autonome e specializzate, la domanda non è più se i modelli open-source potranno competere, ma quando diventeranno lo standard.

E se Sentient avrà ragione, la risposta è: ora.