Se c’è una costante nel mondo dell’AI, è la continua rincorsa tra i giganti del settore per chi riesce a piazzare per primo il proprio annuncio. Questa settimana, è stata la volta di OpenAI e Anthropic a giocare al gioco del “meglio un giorno dopo”. Mercoledì alle 8:00, Anthropic ha annunciato la sua prima grande incursione nel settore accademico con Claude for Education. Giovedì, sempre alle 8:00, OpenAI ha risposto con un’iniziativa altrettanto ambiziosa, regalando ChatGPT Plus agli studenti universitari di Stati Uniti e Canada fino a maggio.
Al centro di questa sfida non c’è solo il prestigio accademico, ma il controllo della futura generazione di utenti AI. Le università sono un terreno fertile per l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale: chi si impone ora potrebbe diventare la piattaforma di riferimento per milioni di studenti e docenti, assicurandosi un vantaggio strategico che si protrarrà per decenni.
Anthropic, nel suo primo tentativo serio di entrare nelle università, ha scelto un approccio apparentemente più educativo e meno commerciale. Il fiore all’occhiello del suo programma è il Learning Mode, una modalità che trasforma Claude in un assistente interattivo basato sul metodo socratico. L’obiettivo dichiarato è sviluppare il pensiero critico degli studenti, ponendo domande del tipo: “Come affronteresti questo problema?” oppure “Quali prove supportano la tua conclusione?”. Niente risposte preconfezionate, quindi, ma un tutor digitale che stimola il ragionamento. Un’idea interessante, certo, ma bisognerà vedere se gli studenti sono davvero interessati a pensare di più quando l’alternativa è ottenere subito la risposta.
Per rafforzare la propria presenza nel mondo accademico, Anthropic ha stretto accordi con università prestigiose come la London School of Economics e il Northeastern University, oltre a collaborare con aziende che forniscono infrastrutture tecnologiche al mondo dell’educazione, come Internet2 e Instructure (produttore di Canvas).
Dall’altro lato, OpenAI si è mossa con la sicurezza di chi ha già un piede ben piantato nell’accademia. L’azienda ha lanciato ChatGPT Edu quasi un anno fa e, da allora, ha messo in piedi una serie di partnership con istituzioni universitarie, tra cui la California State University, dove ChatGPT Edu è già disponibile in tutti i campus. Non contenta, OpenAI ha anche creato il NextGenAI Consortium, un’iniziativa da 50 milioni di dollari per accelerare la ricerca sull’AI in 15 università.
Ma la vera mossa strategica è arrivata giovedì, con l’annuncio che ChatGPT Plus – normalmente a pagamento ($20 al mese) – sarà gratuito per tutti gli studenti universitari di Stati Uniti e Canada fino a maggio. Un’offerta che arriva nel momento perfetto: il periodo degli esami finali. In pratica, OpenAI sta dicendo agli studenti: “Siamo qui per aiutarvi a sopravvivere agli esami. Poi vediamo se riuscite a farne a meno.” Una tattica di acquisizione utenti che sa tanto di modello freemium: ti diamo un assaggio gratuito proprio quando ne hai più bisogno, così quando tornerà a essere a pagamento, sarai già troppo abituato per smettere di usarlo.
Dietro queste mosse, però, c’è una strategia ben più ampia. Il vero obiettivo di OpenAI e Anthropic non è solo “aiutare gli studenti”, ma plasmare il modo in cui la prossima generazione lavorerà con l’AI. Imporsi ora significa diventare la piattaforma di riferimento per il futuro mercato del lavoro, un mercato in cui la familiarità con strumenti AI sarà tanto importante quanto saper usare Google o Excel.
In questo scenario, la domanda non è tanto chi vincerà, ma quale strategia funzionerà meglio. Gli studenti preferiranno un AI che li stimola a pensare (Claude) o un AI che semplifica loro la vita (ChatGPT)? A giudicare dalla storia recente, la seconda opzione ha sempre avuto la meglio.