Nel frenetico mondo dell’intelligenza artificiale, le alleanze strategiche sono all’ordine del giorno. Recentemente, si vocifera che Google stia per chiudere un accordo per noleggiare server Nvidia da CoreWeave, una mossa che potrebbe ridefinire le dinamiche del cloud computing.​

CoreWeave, un tempo oscuro minatore di criptovalute, ha rapidamente scalato le vette del settore tecnologico, trasformandosi in un fornitore di infrastrutture cloud specializzato in GPU per applicazioni AI. Con il sostegno di Nvidia, che non solo fornisce i chip ma ha anche investito direttamente nell’azienda, CoreWeave ha visto la sua valutazione schizzare a 19 miliardi di dollari nel maggio 2024.​

La domanda sorge spontanea: perché un colosso come Google, con le sue immense risorse e infrastrutture, dovrebbe rivolgersi a un attore relativamente nuovo come CoreWeave? La risposta potrebbe risiedere nella crescente domanda di potenza computazionale per l’AI e nella scarsità di GPU avanzate sul mercato. CoreWeave, grazie alla sua stretta collaborazione con Nvidia, ha accesso privilegiato a queste risorse, rendendola un partner allettante per chiunque voglia rimanere competitivo nel settore.

Tuttavia, non tutto è oro quel che luccica. CoreWeave ha recentemente affrontato una IPO sottotono, riducendo le dimensioni dell’offerta e abbassando le aspettative di raccolta fondi. Nonostante ciò, l’azienda ha continuato a raccogliere capitali significativi, segno che gli investitori vedono ancora un potenziale nel suo modello di business.

Inoltre, CoreWeave ha rafforzato il suo team esecutivo con l’assunzione di veterani provenienti da Google e Oracle, indicando una chiara intenzione di consolidare la sua posizione nel mercato dell’AI.

Se l’accordo con Google dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe un ulteriore tassello nella strategia di CoreWeave per affermarsi come alternativa ai giganti del cloud come AWS e Microsoft Azure. Per Google, invece, potrebbe essere un modo per diversificare le sue fonti di potenza computazionale e garantire l’accesso alle risorse necessarie per sostenere la sua crescente gamma di servizi basati sull’AI.​