Un libro che sfida il paradigma materialista

“Irreducible: Consciousness, Life, Computers, and Human Nature” di Federico Faggin è un’opera che non si limita a discutere la coscienza come fenomeno, ma la affronta come un’entità irriducibile alle mere funzioni computazionali. Questo lo pone in netto contrasto con la visione materialista dominante nella scienza, secondo cui la mente è solo il risultato dell’attività neuronale e può, in linea di principio, essere replicata da un’intelligenza artificiale sufficientemente avanzata.

Il libro esplora il concetto che la coscienza non sia un epifenomeno del cervello, ma una realtà fondamentale dell’universo, un’idea che si riallaccia a tradizioni filosofiche e spirituali millenarie. Faggin, celebre per aver inventato il microprocessore e quindi ben radicato nella scienza e nella tecnologia, porta avanti una critica lucida al riduzionismo, suggerendo che l’esperienza soggettiva, il “qualia”, non sia simulabile né trasferibile su macchine.

La filosofia della mente ha da sempre affrontato il dilemma del dualismo cartesiano: la materia e la coscienza sono due sostanze separate o due facce della stessa realtà? Faggin si inserisce in questo dibattito proponendo un modello in cui la coscienza è un principio fondamentale dell’esistenza, anziché un sottoprodotto dell’evoluzione biologica. In questo senso, il libro si collega al panpsichismo, una corrente filosofica che attribuisce una forma di coscienza a tutta la realtà, dai più piccoli elementi della natura fino all’essere umano.

Il libro critica l’idea che l’intelligenza artificiale possa mai raggiungere la vera coscienza, nonostante i progressi tecnologici. Secondo Faggin, la consapevolezza è una proprietà irriducibile che non può emergere da algoritmi o circuiti, per quanto sofisticati possano essere. Questo è un argomento cruciale nell’era dell’IA, in cui molti credono che il futuro dell’umanità sia legato alla creazione di intelligenze artificiali sempre più avanzate.

“Irreducible” ha riscosso un notevole successo editoriale, diventando un bestseller in due categorie su Amazon (Philosophy Metaphysics e Metaphysics Kindle Edition). Questo dimostra l’interesse crescente per una visione della realtà che vada oltre il riduzionismo scientifico. La combinazione tra la credibilità scientifica di Faggin e il suo approccio filosofico ha attratto lettori sia dal mondo accademico che da quello della spiritualità e della tecnologia.

Il libro ha generato un dibattito acceso: da una parte, coloro che sostengono la visione materialista della coscienza lo criticano per la mancanza di evidenze sperimentali definitive, mentre dall’altra molti lo vedono come un manifesto per una nuova comprensione della realtà, che potrebbe rivoluzionare il modo in cui pensiamo la mente, la vita e persino l’universo stesso.

Un invito a “volare” oltre i limiti della scienza

La citazione di Rumi ripresa nel libro – “Hai le ali, impara a usarle e vola” – è un chiaro invito a superare i limiti imposti da un paradigma scientifico che, secondo Faggin, ci ha resi prigionieri di un’illusione materialista. L’autore incoraggia a esplorare nuove possibilità, a mettere in discussione ciò che crediamo di sapere e a considerare l’idea che la coscienza sia la chiave per comprendere l’essenza stessa della realtà.

In un mondo in cui la tecnologia domina la nostra vita, Irreducible lancia una sfida: e se la scienza avesse sottovalutato la cosa più importante di tutte, la nostra consapevolezza?