Amazon sta testando una nuova funzione chiamata “Buy for Me”, un pulsante che permetterà agli utenti di acquistare prodotti da siti di terze parti senza mai uscire dall’app di Amazon. In pratica, il gigante dell’e-commerce vuole centralizzare il processo di acquisto anche per articoli che non vende direttamente, trasformandosi nel checkout universale del web. Il tutto è reso possibile grazie all’AI agente di Amazon, in particolare il sistema Nova AI che, con l’ausilio del modello Claude di Anthropic, è in grado di effettuare transazioni online in autonomia.

Dopo aver recentemente introdotto la possibilità di visualizzare prodotti di terze parti con un reindirizzamento ai loro siti, Amazon fa un ulteriore passo avanti: invece di mandarti a compilare dati di pagamento e spedizione manualmente, l’AI si occuperà di tutto per te. Basta premere il pulsante “Buy for Me” e il sistema acquisterà il prodotto direttamente a tuo nome, gestendo la transazione con i tuoi dati di pagamento e spedizione già salvati su Amazon. Il tutto, ovviamente, con la promessa che i dati verranno trasmessi in forma criptata e “sicura” (ma sappiamo bene che con Amazon la privacy è sempre un tema aperto).

L’esperienza di acquisto diventa quindi frizionless, senza interruzioni: tutto avviene all’interno dell’ecosistema Amazon, compreso il tracking dell’ordine. Tuttavia, se qualcosa va storto, il servizio clienti e le richieste di reso dovranno essere gestite direttamente con il sito del venditore originale. Amazon, insomma, vuole gestire i soldi ma non i problemi.

Il modello di business dietro il “Buy for Me”

Amazon non ha chiarito se prenderà una commissione su questi acquisti, ma considerando il suo track record, è difficile pensare che il servizio sia completamente gratuito per i brand. Probabilmente, in cambio della semplificazione della procedura di acquisto e dell’accesso alla sua immensa base di clienti, Amazon si riserverà una percentuale sulle vendite o raccoglierà dati preziosi sui comportamenti di acquisto degli utenti (dati che valgono oro per l’advertising e l’ottimizzazione delle vendite).

Le aziende possono teoricamente scegliere di non aderire al programma, ma è realistico pensare che molti brand non avranno scelta: se “Buy for Me” diventerà uno standard e gli utenti si abitueranno alla sua comodità, chi si rifiuterà di partecipare rischierà di perdere vendite.

Amazon sta colonizzando il checkout del web?

Il vero obiettivo di Amazon è evidente: diventare il checkout di internet, un layer intermedio tra il consumatore e il venditore, proprio come ha fatto con AWS nel cloud computing. Se il sistema avrà successo, Amazon potrà mettere le mani su transazioni che attualmente avvengono al di fuori del suo ecosistema, consolidando ulteriormente il suo dominio sull’e-commerce globale.

In pratica, invece di limitarsi a vendere prodotti, Amazon si propone come l’infrastruttura dell’acquisto stesso, un’entità che facilità il pagamento senza possedere direttamente il prodotto. Un’idea che ricorda vagamente quello che ha fatto PayPal, ma con il vantaggio di avere un ecosistema proprietario che già domina il commercio online.

Implicazioni e rischi

Se da un lato “Buy for Me” potrebbe semplificare la vita agli utenti, dall’altro solleva questioni importanti su privacy, concorrenza e dipendenza dal colosso di Seattle. Se Amazon inizia a gestire anche il checkout per altri siti, quanto tempo passerà prima che diventi il gatekeeper definitivo degli acquisti online? E soprattutto, quali dati raccoglierà e come li utilizzerà?

Un altro aspetto critico riguarda i brand: inizialmente il servizio potrebbe sembrare vantaggioso, ma in futuro Amazon potrebbe cambiare le regole del gioco (come ha già fatto con i venditori sulla sua piattaforma), aumentando le commissioni o imponendo condizioni più stringenti.

Per ora, il test è limitato a un numero ristretto di utenti negli Stati Uniti, ma se la sperimentazione avrà successo, possiamo aspettarci un rollout globale. E a quel punto, sarà ancora possibile acquistare online senza passare per Amazon?