Le grandi aziende tecnologiche cinesi non stanno aspettando che Washington alzi il muro: stanno comprando il futuro, finché possono. ByteDance, Alibaba e Tencent hanno ordinato chip Nvidia H20 per server AI per almeno 16 miliardi di dollari solo nei primi tre mesi del 2024. La corsa all’acquisto è guidata dalla paura di nuove restrizioni USA sulle vendite di semiconduttori avanzati alla Cina, un’arma geopolitica sempre più utilizzata da Washington per limitare l’ascesa tecnologica di Pechino.

Questi ordini rappresentano una pioggia d’oro per Nvidia, che in Cina ha generato 17 miliardi di dollari di fatturato nell’ultimo anno fiscale, pari al 13% del suo totale. Ma c’è un problema: Nvidia deve riuscire a consegnare i chip prima che scattino le nuove restrizioni. In caso contrario, il colosso californiano rischia di perdere miliardi e di vedere i suoi clienti cinesi bloccati da un’improvvisa stretta normativa.

L’amministrazione Biden ha già imposto limiti alle vendite di chip avanzati alla Cina, costringendo Nvidia a sviluppare versioni “depotenziate” come l’H20, che pur restando potenti, rispettano le restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Ma se il Congresso o la Casa Bianca decidessero di inasprire ulteriormente il blocco, anche questi modelli potrebbero finire sotto divieto.

Il mercato dei chip è oggi il campo di battaglia di una guerra fredda tecnologica in cui Nvidia, Intel e AMD sono pedine fondamentali. Se le restrizioni USA diventano più severe, la Cina potrebbe accelerare i propri sforzi per sviluppare alternative domestiche con aziende come Huawei e SMIC, un processo che, seppur complesso, è già in corso.

Per Nvidia la posta in gioco è altissima: perdere il mercato cinese significherebbe rinunciare a una fetta enorme del proprio business, proprio mentre l’intelligenza artificiale sta ridisegnando l’industria tecnologica globale.