Google continua a riorganizzare il suo reparto AI, e questa volta tocca a Sissie Hsaio, la manager che ha guidato il lancio dell’AI chatbot dell’azienda, Gemini (ex Bard). Secondo un report di Semafor, Hsaio si dimetterà dalla guida dell’app Gemini, lasciando il posto a Josh Woodward, attuale vicepresidente di Google Labs. La mossa sembra parte di un piano più ampio per ridefinire il futuro dell’intelligenza artificiale di Mountain View, con Google DeepMind che vuole “affinare il focus sulla prossima evoluzione dell’app Gemini”, come riportato nel memo interno scritto dal CEO Demis Hassabis.

Hsaio non lascia Google, almeno per ora. Dopo quasi vent’anni di carriera all’interno della compagnia, con incarichi in Search, Docs e, più recentemente, nella divisione AI, prenderà una “breve pausa” prima di tornare in una nuova posizione. Il suo successore, Josh Woodward, manterrà il suo ruolo attuale in Google Labs mentre prenderà in mano anche le redini di Gemini.

Woodward non è un nome qualsiasi nel mondo AI di Google. È stato uno dei principali sviluppatori di NotebookLM, il tool di note-taking AI che ha recentemente introdotto funzionalità avanzate come la trasformazione automatica della ricerca in podcast, grazie a due “conduttori” AI. L’integrazione di NotebookLM nel pacchetto One AI Premium e la recente espansione delle sue capacità nel settore della ricerca AI dimostrano che Google sta cercando di posizionarsi come leader nell’AI applicata alla produttività.

Questo cambio ai vertici di Gemini arriva in un momento critico per Google, che deve rispondere all’ascesa di OpenAI e all’integrazione sempre più capillare delle soluzioni AI di Microsoft. La sfida non è solo tecnologica, ma anche di leadership: il passaggio da Hsaio a Woodward potrebbe segnare un cambio di strategia, o semplicemente una necessità di dare una nuova spinta a Gemini, che finora non ha ancora scalzato ChatGPT dal trono dei chatbot AI. Resta da vedere se Woodward saprà imprimere la svolta decisiva o se Google dovrà ripensare ancora una volta il suo approccio all’intelligenza artificiale conversazionale.