Adobe ha deciso di spingere il pedale sull’intelligenza artificiale, e lo fa aggiornando Premiere Pro con funzionalità che sembrano uscite da un film di fantascienza. La versione 25.2 del celebre software di montaggio video introduce strumenti avanzati per localizzare, tradurre ed estendere i filmati, portando alcune delle innovazioni più attese fuori dalla fase beta e mettendole finalmente a disposizione di tutti gli utenti.

Il vero protagonista dell’aggiornamento è Generative Extend, un tool basato sul modello Firefly di Adobe, capace di estendere le clip fino a due secondi senza bisogno di nuove riprese. Tradotto: se il montaggio non fila liscio come previsto o manca qualche istante per una transizione perfetta, l’AI si occuperà di generarlo. Ancora meglio, la funzione supporta il 4K e può anche estendere l’audio ambientale fino a dieci secondi, a patto che non si tratti di dialoghi o musica.

Per ora, Generative Extend è gratuito, ma Adobe ha già chiarito che l’accesso sarà limitato nel tempo e successivamente vincolato ai Firefly generative credits. Gli utenti di Creative Cloud ricevono una quantità mensile variabile di crediti, da 25 a 1.000 a seconda del piano sottoscritto. Chi ha bisogno di più risorse può acquistare pacchetti aggiuntivi, partendo da 10 dollari per 2.000 crediti al mese. Il costo effettivo dell’estensione di clip varierà in base a formato, frame rate e risoluzione, un dettaglio che lascia intuire una monetizzazione piuttosto aggressiva in arrivo.

Ma Premiere Pro non si ferma qui. La nuova versione introduce anche il pannello di ricerca intelligente, che sfrutta l’AI per analizzare automaticamente i contenuti delle clip. Basta digitare una descrizione testuale, come “primi piani di mani che cucinano”, per ottenere i risultati pertinenti senza dover spulciare manualmente ore di materiale.

Altra chicca è il Premiere Color Management, un sistema che elimina la necessità di LUT per convertire file log e raw in SDR o HDR, semplificando il flusso di lavoro. Il tutto accompagnato da una nuova pipeline colore wide-gamut, che dovrebbe garantire una gestione cromatica più accurata senza interventi manuali.

Chi lavora con contenuti multilingua apprezzerà la possibilità di tradurre automaticamente i sottotitoli in 27 lingue, con l’opzione di visualizzare più tracce contemporaneamente in fase di editing. Sul fronte delle prestazioni, Adobe promette miglioramenti sia su Apple Silicon che su Windows, rendendo il software più reattivo anche su progetti complessi.

L’aggiornamento coinvolge anche After Effects 25.2, che introduce strumenti per il monitoraggio HDR, nuovi controlli di animazione, supporto per modelli 3D FBX e inediti effetti di illuminazione ambientale animata. Il High Performance Preview Playback, invece, promette di migliorare la riproduzione delle anteprime grazie a un sistema di caching più efficiente, che sfrutta sia la RAM che i dischi locali.

Con queste novità, Adobe rafforza il suo dominio nel montaggio video professionale, ma la dipendenza crescente dai Firefly credits potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio. L’AI sta trasformando il video editing, ma il prezzo della comodità potrebbe diventare sempre più alto.

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