ChatGPT non è solo un fenomeno culturale, ma una macchina da soldi senza precedenti. Secondo The Information, il numero di abbonati paganti ha superato i 20 milioni, con un balzo del 30% rispetto ai 15,5 milioni registrati a fine 2024. Tradotto in numeri duri e puri, significa che OpenAI sta generando almeno 415 milioni di dollari al mese, rispetto ai 333 milioni di fine anno scorso.

Questo exploit arriva mentre la società, con Microsoft come principale investitore, ha annunciato un nuovo round di finanziamento da 40 miliardi di dollari, portando la valutazione di OpenAI a un’imponente 300 miliardi di dollari. A guidare l’operazione c’è il colosso giapponese SoftBank, sempre a caccia di scommesse tech vincenti.

L’adozione di ChatGPT continua a crescere senza segni di rallentamento: OpenAI ha rivelato che ora oltre 500 milioni di persone usano ChatGPT ogni settimana. Un dato che dimostra come l’intelligenza artificiale generativa sia ormai diventata uno strumento quotidiano per lavoro, studio e svago.

Ma la vera domanda è: quanto può ancora crescere? Gli investitori si fregano le mani, perché secondo le stime OpenAI triplicherà il fatturato nel 2025, passando da 3,7 miliardi nel 2024 a 12,7 miliardi di dollari. E non è finita: nel 2026 si punta a sfondare i 29,4 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Bloomberg.

Se questi numeri si confermeranno, OpenAI si posizionerà come uno dei business più redditizi e scalabili mai visti nella storia della tecnologia. La combinazione di una base utenti in crescita esponenziale e un modello di business basato su abbonamenti premium e integrazioni aziendali sembra destinata a trasformare la startup in una delle aziende più potenti del pianeta. La domanda che resta aperta: quanto durerà questa corsa prima che qualcuno trovi il modo di interromperla?