Cathie Wood, la visionaria (o meglio, scommettitrice compulsiva) dietro Ark Investment, continua la sua crociata rialzista su Tesla, AI e robotaxi, promettendo un futuro da trilioni di dollari. Il mercato globale dei taxi autonomi? Secondo lei, potrebbe schizzare fino a 10 trilioni di dollari, partendo da quasi zero. Un piccolo dettaglio: l’attuale regolamentazione, le sfide tecnologiche e la redditività del settore sembrano non essere un problema nella sua equazione.
Tesla, che per Wood non è un’azienda automobilistica ma un mix di robotica, storage energetico e intelligenza artificiale, rappresenta il 10% dell’ARK Innovation ETF, fondo che nel 2020 era il miglior performer globale, salvo poi trasformarsi, secondo Morningstar, nel peggior “distruttore di ricchezza” del decennio. Insomma, un rollercoaster finanziario con più discese che salite.
E poi c’è BYD, il colosso cinese che ha sorpassato Tesla nelle vendite di veicoli elettrici e ora anche nei ricavi annuali. Wood, pur rimanendo fedele al suo mantra pro-Tesla, riconosce che BYD ha abbassato i costi di produzione globali, accelerando la crescita dell’intero settore.
Nel frattempo, la Cina non si ferma solo agli EV: sta emergendo anche come hub biotech, grazie a strategie governative mirate e incentivi per far rientrare i cervelli scientifici.
Wood chiude con il solito ottimismo: l’innovazione guiderà la crescita del PIL più velocemente del previsto, trasformando l’attuale pessimismo economico in un’epoca d’oro. Visione audace o semplice wishful thinking? Se la sua scommessa su Tesla si rivelerà azzeccata, i suoi detrattori dovranno rimangiarsi le critiche. Se invece la realtà non sarà all’altezza delle aspettative, sarà solo l’ennesimo capitolo della bolla speculativa targata AI.