L’intelligenza artificiale è brava a macinare dati, meno a fermarsi a riflettere. Anthropic vuole cambiare le regole del gioco con “Think“, una nuova funzione pensata per potenziare il processo decisionale di Claude, il loro modello linguistico di punta. In un panorama sempre più dominato da AI che devono prendere decisioni in autonomia, questa innovazione potrebbe essere il tassello mancante per una maggiore affidabilità e conformità normativa.

L’idea alla base di “Think” è tanto semplice quanto rivoluzionaria: dare all’AI il potere di fermarsi, analizzare, e verificare le proprie risposte prima di procedere. Se finora i modelli di AI operavano in modo lineare, rispondendo di getto sulla base dei dati disponibili, “Think” introduce una struttura di pensiero più riflessiva. Il risultato? Un miglioramento netto nell’accuratezza delle risposte, con un impressionante +54% nelle performance su test legati al customer service.

Ma il vero valore aggiunto di “Think” emerge nei contesti più critici. In scenari complessi come l’automazione aziendale, la conformità normativa, la scrittura di codice e la gestione clienti, ogni errore può costare caro. Qui entra in gioco la capacità di ragionamento migliorata, che permette a Claude di navigare tra più passaggi decisionali senza perdere il filo logico o infrangere regolamenti.

L’AI sta assumendo un ruolo sempre più autonomo nei processi aziendali, e strumenti come “Think” potrebbero fare la differenza tra un’automazione efficiente e un disastro operativo. Se il futuro dell’AI è la decisione autonoma, Anthropic sembra volerlo scrivere con più logica e meno errori.