Ant Group sfida Nvidia: l’ascesa dei chip cinesi nell’intelligenza artificiale
Ant Group, la colossale fintech cinese fondata da Jack Ma e affiliata ad Alibaba, ha recentemente annunciato di aver utilizzato chip prodotti in Cina per sviluppare modelli di intelligenza artificiale a costi ridotti.
Questa mossa rappresenta un significativo passo avanti per l’industria tecnologica cinese, che mira a ridurre la dipendenza da fornitori occidentali come Nvidia. Secondo quanto riportato da Barron’s, Ant Group ha utilizzato chip prodotti da Alibaba e Huawei per addestrare un modello di intelligenza artificiale, ottenendo prestazioni comparabili a quelle raggiunte con l’uso dei chip H800 di Nvidia, attualmente soggetti a restrizioni di esportazione verso la Cina. Questo approccio ha permesso ad Ant Group di ridurre i costi del 20%.
Questo sviluppo non è avvenuto in un vuoto geopolitico. Gli Stati Uniti hanno intensificato le restrizioni sull’esportazione di chip avanzati verso la Cina, nel tentativo di mantenere la propria supremazia tecnologica e limitare i progressi cinesi nel campo dell’intelligenza artificiale.
Tali restrizioni hanno spinto le aziende cinesi a cercare alternative domestiche, accelerando lo sviluppo e l’adozione di semiconduttori prodotti internamente. Alibaba, ad esempio, ha annunciato un investimento di almeno 380 miliardi di yuan (circa 52,4 miliardi di dollari) nei prossimi tre anni in cloud computing e intelligenza artificiale, segnalando un chiaro impegno verso l’innovazione tecnologica indipendente .
La Malesia al centro della geopolitica dei semiconduttori
Parallelamente, la Malesia sta emergendo come un attore chiave nel complesso scacchiere della produzione e regolamentazione dei semiconduttori. Nonostante sia uno dei principali esportatori di chip verso gli Stati Uniti, nel 2023 il volume delle esportazioni malesi è diminuito del 20%.
Al contrario, la Malesia è diventata l’esportatore di chip in più rapida crescita verso la Cina, posizionandosi come il primo paese dell’ASEAN in questo settore. Questa dinamica pone la Malesia in una posizione delicata, rischiando di rimanere intrappolata nelle tensioni competitive tra le superpotenze tecnologiche.
In risposta alle crescenti pressioni internazionali, il governo malese sta pianificando l’introduzione di regolamentazioni più severe sull’esportazione di chip, nel tentativo di bilanciare le relazioni con gli Stati Uniti e la Cina. Questa strategia mira a garantire che la Malesia possa continuare a beneficiare economicamente della domanda globale di semiconduttori, evitando al contempo di alienarsi uno dei due giganti tecnologici.