L’Europa è a un bivio decisivo: rimanere frammentata e vulnerabile agli interessi esterni oppure accelerare l’integrazione economica per diventare un attore globale. È questo il monito lanciato da Enrico Letta, intervistato da Il Sole 24 Ore, a proposito del suo rapporto sul futuro del mercato unico europeo. L’ex premier italiano avverte che, senza una svolta strutturale, l’UE rischia di restare una colonia economica degli Stati Uniti e di non essere in grado di competere con Cina e altre potenze emergenti.

Un mercato unico ancora incompleto

Secondo Letta, uno dei principali problemi dell’Europa è la frammentazione del mercato interno, che impedisce alle aziende di crescere su scala globale e frena gli investimenti. Negli Stati Uniti, la finanza è in grado di mobilitare enormi quantità di risorse per supportare le imprese innovative e le nuove tecnologie. In Europa, invece, il risparmio è “dormiente”, disperso tra sistemi finanziari nazionali poco efficienti e incapace di sostenere un vero ecosistema industriale.

Un dato significativo sottolineato da Letta è che oggi un terzo del risparmio europeo viene investito fuori dall’UE, in particolare negli Stati Uniti. Questo significa che i capitali europei finiscono per alimentare l’innovazione americana invece di sostenere le aziende del continente. Per l’ex premier, la soluzione passa dalla creazione di un mercato unico dei capitali in grado di trasformare il risparmio in investimenti produttivi.

Energia e difesa: le due sfide strategiche

Oltre alla finanza, Letta evidenzia due settori cruciali in cui l’Europa deve fare un salto di qualità: energia e difesa. La dipendenza dalle importazioni di energia ha reso l’UE vulnerabile a crisi geopolitiche e a fluttuazioni dei prezzi, come dimostrato dal caso del gas russo dopo l’invasione dell’Ucraina. Un mercato energetico europeo più integrato potrebbe garantire maggiore sicurezza e stabilità.

Anche la difesa rappresenta un punto debole: i paesi europei spendono miliardi nel settore militare, ma in modo scoordinato, con duplicazioni e inefficienze. Creare un vero mercato unico della difesa permetterebbe di ottimizzare le risorse e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.

Il divario con gli Stati Uniti e la Cina

Letta sottolinea come l’Europa sia rimasta indietro rispetto alle altre superpotenze. Negli ultimi 15 anni, gli Stati Uniti hanno visto una crescita vertiginosa della loro capacità industriale e tecnologica, grazie a un ecosistema finanziario solido e a una forte capacità di attrarre investimenti. La Cina, dal canto suo, ha sviluppato un modello basato su una pianificazione strategica e su investimenti mirati nei settori chiave.

L’Europa, invece, è ancora bloccata da un mercato frammentato e da una mancanza di visione comune. Senza un’azione concreta, rischia di diventare un attore sempre più marginale, subordinato alle decisioni prese altrove.

L’urgenza di una risposta politica

L’appello di Letta è rivolto alle istituzioni europee e ai governi nazionali, affinché prendano decisioni coraggiose per completare il mercato unico. Non si tratta solo di un tema economico, ma di una questione di sovranità e indipendenza dell’Europa nel contesto globale.

L’integrazione dei mercati finanziari, energetici e della difesa non è più un’opzione, ma una necessità per garantire crescita, sicurezza e competitività all’Unione Europea. Se l’Europa non agirà rapidamente, avverte Letta, continuerà a essere un terreno di conquista per le grandi potenze, invece di diventare un polo di attrazione per investimenti e innovazione.