La Cina ha recentemente accusato Taiwan di voler “regalare” la propria industria dei semiconduttori agli Stati Uniti in cambio di supporto politico da Washington. Questa dichiarazione segue notizie di discussioni tra Taiwan Semiconductor Manufacturing Co (TSMC) e Intel riguardo a una possibile acquisizione di quote, sebbene nessuna delle due aziende abbia confermato ufficialmente tali trattative.

Secondo Pechino, il Partito Progressista Democratico (DPP) al governo a Taiwan starebbe sfruttando l’industria dei semiconduttori per ottenere vantaggi personali e promuovere l’indipendenza dell’isola, che la Cina considera parte integrante del proprio territorio. Le autorità cinesi sostengono che questa strategia mira a trasferire tecnologie chiave agli Stati Uniti, mettendo a rischio la sovranità tecnologica regionale.

Da parte sua, il governo taiwanese, attraverso il Consiglio per gli Affari Continentali, ha ribadito il proprio impegno nel mantenere la leadership dell’isola nel settore delle tecnologie avanzate, nonostante le pressioni e le politiche statunitensi in evoluzione. Taiwan, infatti, rappresenta un nodo cruciale nella catena di approvvigionamento tecnologico globale, con TSMC che fornisce chip a giganti come Apple e Nvidia.

Le relazioni tra Stati Uniti e Taiwan sono sempre state caratterizzate da una delicata ambiguità strategica. Sebbene Washington non riconosca ufficialmente il governo di Taipei, rimane un alleato fondamentale, specialmente nel campo della difesa. Negli ultimi decenni, gli Stati Uniti hanno fornito a Taiwan equipaggiamenti militari per miliardi di dollari, tra cui aerei da combattimento F-16 e navi da guerra, rafforzando così la posizione dell’isola di fronte alle crescenti tensioni con la Cina.

Questa situazione si inserisce in un contesto più ampio di competizione tecnologica globale. La Cina, attraverso iniziative come “Made in China 2025”, ha investito ingenti risorse per sviluppare un settore nazionale dei semiconduttori, cercando di ridurre la dipendenza dalle tecnologie straniere e di affermarsi come leader nel campo. Tuttavia, le recenti mosse di Taiwan e le sue collaborazioni con gli Stati Uniti potrebbero complicare ulteriormente le ambizioni cinesi, intensificando la competizione per la supremazia tecnologica.

Inoltre, l’industria dei semiconduttori è diventata un terreno di scontro geopolitico, con vari paesi che cercano di assicurarsi l’accesso a queste componenti essenziali per la moderna economia digitale. Le tensioni tra Cina, Taiwan e Stati Uniti potrebbero avere ripercussioni significative sulla stabilità della catena di approvvigionamento globale, influenzando vari settori, dalla produzione di elettronica di consumo alle applicazioni militari avanzate.