Kate Bush ha scelto di reinterpretare John Cage, ma questa volta il silenzio è un atto di ribellione. È una delle oltre 1.000 firme illustri, tra cui Damon Albarn, Annie Lennox e Hans Zimmer, che hanno aderito a un progetto musicale unico: un album composto interamente da registrazioni di studi e spazi vuoti. Questa iniziativa è una protesta contro la proposta del governo britannico di modificare le leggi sul copyright, consentendo alle aziende di intelligenza artificiale di addestrare i loro modelli su opere protette, a meno che i detentori dei diritti non facciano esplicita richiesta di esclusione.

L’idea alla base dell’album è semplice ma potente: il silenzio diventa un simbolo della potenziale sottrazione di valore e creatività a cui gli artisti si oppongono. Se la legge venisse approvata, le IA potrebbero utilizzare opere musicali, testi e altre creazioni senza bisogno di autorizzazione preventiva, obbligando gli artisti a compiere un passo attivo per proteggere i propri lavori. Il problema è che questo modello, basato sull’opt-out anziché sull’opt-in, potrebbe avvantaggiare le big tech e rendere ancora più difficile per i creativi difendere la propria proprietà intellettuale.

La chiusura della consultazione pubblica sulla nuova normativa è prevista per oggi, e la comunità artistica sta cercando di far sentire la propria voce prima che sia troppo tardi. Il caso britannico si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge governi e legislatori di tutto il mondo, con artisti e creatori che chiedono normative più stringenti per evitare che l’intelligenza artificiale possa sfruttare le loro opere senza consenso.

L’album di protesta potrebbe non avere note, ma il suo messaggio risuona forte: senza tutele adeguate, il futuro della creatività potrebbe essere un’eco vuota di ciò che è stato.