DeepSeek, la startup cinese di intelligenza artificiale che ha scosso il mercato con il modello R1, sta anticipando il lancio del suo nuovo LLM, denominato R2. Secondo fonti interne citate da Reuters, l’azienda aveva pianificato il debutto per maggio, ma ora punta a renderlo disponibile il prima possibile. L’obiettivo è chiaro: consolidare il proprio vantaggio e dimostrare che l’intelligenza artificiale può evolversi senza i budget colossali tipici delle Big Tech statunitensi.

L’impatto del lancio di R1 è stato dirompente, non solo per la qualità del modello ma anche per il suo approccio economico e scalabile. Il report pubblicato da DeepSeek ha messo in discussione il dogma secondo cui solo investimenti miliardari possono alimentare l’innovazione nel settore AI. La reazione del mercato è stata evidente: il 27 gennaio, il giorno successivo all’annuncio di R1, i titoli tecnologici USA hanno subito un tracollo, con Nvidia che ha perso circa 589 miliardi di dollari di capitalizzazione.

La strategia di DeepSeek si basa su un’ottimizzazione dei costi e su modelli addestrati con meno risorse rispetto alle controparti occidentali. Se R2 riuscisse a migliorare ulteriormente la capacità di programmazione e il ragionamento in più lingue, come dichiarato dalle fonti di Reuters, potrebbe rappresentare una minaccia concreta al dominio delle aziende USA. Tuttavia, il contesto geopolitico gioca un ruolo chiave: le restrizioni imposte da diversi Paesi sull’uso dell’AI cinese per motivi di sicurezza nazionale potrebbero limitare l’espansione globale di DeepSeek.

Nel frattempo, le Big Tech americane non intendono restare a guardare. Google, Amazon, Meta e Microsoft stanno investendo miliardi per potenziare le loro infrastrutture AI, con un’escalation di spesa prevista anche per il 2025. Sundar Pichai, CEO di Google, ha rassicurato i dipendenti affermando che DeepSeek non rappresenta una minaccia per la superiorità tecnologica dell’azienda, ma il successo di R1 e la corsa al lancio di R2 suggeriscono che il modello cinese potrebbe essere più di una semplice anomalia.

Il futuro dell’intelligenza artificiale sembra sempre più diviso tra due visioni opposte: da un lato, l’approccio ultra-capitalizzato delle big americane, dall’altro, il modello agile e parsimonioso di DeepSeek. Se la startup cinese riuscirà a dimostrare che è possibile sviluppare AI avanzata senza investimenti multimiliardari, il mercato potrebbe subire una trasformazione radicale.