La recente offerta da 97,4 miliardi di dollari, avanzata da un gruppo guidato da Elon Musk, per acquisire OpenAI è stata fermamente respinta dall’azienda, la quale ha dichiarato che l’acquisizione non sarebbe nell’interesse della sua missione. La proposta è stata rifiutata ufficialmente con una lettera indirizzata all’avvocato di Musk, (WSJ) riportata dal Wall Street Journal. Nonostante la generosa cifra proposta, OpenAI ha sottolineato che non intende cedere la sua indipendenza e che qualsiasi riorganizzazione futura sarà finalizzata a rafforzare la sua struttura no-profit, assicurando che l’intelligenza artificiale generale (AGI) porti benefici a tutta l’umanità.
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La reazione di OpenAI non è stata a sorpresa. Brett Taylor, presidente della società, ha chiarito pubblicamente su X che OpenAI “non è in vendita” e che il consiglio di amministrazione ha respinto all’unanimità il tentativo di Musk di destabilizzare la concorrenza. L’azienda ha ribadito che il suo obiettivo rimane quello di perseguire una missione non orientata al profitto, incentrata sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per il bene comune, un principio che è al centro della sua visione fin dalla sua fondazione.
L’offerta, che era completamente in contante, avrebbe consentito al gruppo di Musk, comprendente anche il venture capitalist Ron Baron, l’imprenditore Ari Emanuel, George Bashforth, Gavin Baker e Antonio Gracias, di acquisire la parte no-profit che controlla OpenAI. La proposta, formalizzata in una lettera di intenti, aveva come scadenza il 10 maggio 2025, tre mesi dopo la data della lettera. Inoltre, il gruppo aveva richiesto di avere accesso ai bilanci e alle informazioni di OpenAI, ma quest’ultima ha deciso di non procedere con alcuna trattativa in tal senso.
In un contesto in cui l’interesse verso OpenAI è in forte crescita, anche Microsoft ha avuto un ruolo significativo, investendo circa 14 miliardi di dollari nell’azienda. La sua partnership con OpenAI è uno degli accordi strategici più rilevanti nel settore tecnologico, visto che Microsoft è il principale finanziatore della startup e ha partecipato all’ultimo round di finanziamento.
La decisione di OpenAI di rimanere indipendente e respingere l’offerta di Musk mette in luce la crescente importanza e il valore strategico delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Sebbene l’offerta da 97,4 miliardi di dollari possa sembrare allettante, OpenAI ha chiaramente deciso che il suo impegno verso una visione di intelligenza artificiale aperta e orientata al bene collettivo prevale su qualsiasi proposta di acquisizione commerciale.