Rivista AI

Intelligenza Artificiale, Innovazione e Trasformazione Digitale

Google cambia guida su Gemini: Sissie Hsaio lascia il posto a Josh Woodward

Google continua a riorganizzare il suo reparto AI, e questa volta tocca a Sissie Hsaio, la manager che ha guidato il lancio dell’AI chatbot dell’azienda, Gemini (ex Bard). Secondo un report di Semafor, Hsaio si dimetterà dalla guida dell’app Gemini, lasciando il posto a Josh Woodward, attuale vicepresidente di Google Labs. La mossa sembra parte di un piano più ampio per ridefinire il futuro dell’intelligenza artificiale di Mountain View, con Google DeepMind che vuole “affinare il focus sulla prossima evoluzione dell’app Gemini”, come riportato nel memo interno scritto dal CEO Demis Hassabis.

Hsaio non lascia Google, almeno per ora. Dopo quasi vent’anni di carriera all’interno della compagnia, con incarichi in Search, Docs e, più recentemente, nella divisione AI, prenderà una “breve pausa” prima di tornare in una nuova posizione. Il suo successore, Josh Woodward, manterrà il suo ruolo attuale in Google Labs mentre prenderà in mano anche le redini di Gemini.

Adobe premiere pro si lancia nell’era dell’AI: montaggio video senza limiti

Adobe ha deciso di spingere il pedale sull’intelligenza artificiale, e lo fa aggiornando Premiere Pro con funzionalità che sembrano uscite da un film di fantascienza. La versione 25.2 del celebre software di montaggio video introduce strumenti avanzati per localizzare, tradurre ed estendere i filmati, portando alcune delle innovazioni più attese fuori dalla fase beta e mettendole finalmente a disposizione di tutti gli utenti.

FactSelfCheck: Un Nuovo Metodo per Rilevare le Allucinazioni nei Modelli Linguistici

di Redazione Tech

I grandi modelli linguistici (LLM) come ChatGPT hanno rivoluzionato il modo in cui interagiamo con l’intelligenza artificiale, ma non sono privi di limiti. Uno dei problemi più critici è la generazione di contenuti “allucinati”, ovvero informazioni false o inventate presentate come vere. Questa tendenza rappresenta un rischio in contesti dove la correttezza fattuale è essenziale, come in ambito medico, giuridico o giornalistico.

Un team di ricercatori della Wroclaw University of Science and Technology e dell’University of Technology Sydney ha recentemente presentato FactSelfCheck, un innovativo metodo per identificare le allucinazioni a livello di singoli fatti, anziché di frasi o paragrafi. Il sistema si basa sulla costruzione di grafi della conoscenza (knowledge graph), dove ogni fatto è rappresentato come una tripla (soggetto, relazione, oggetto). Ad esempio, (“Albert Einstein”, “premio Nobel”, “1921”).

Amazon vuole TikTok: Mossa disperata o strategia geniale?

Amazon ha deciso di lanciare un’offerta last-minute per acquisire TikTok, proprio quando il tempo sta per scadere. Il 5 aprile è il termine ultimo imposto dall’amministrazione USA affinché il social network di ByteDance trovi un acquirente non cinese o affronti il ban definitivo nel paese.

Secondo Reuters, la proposta di Amazon è stata inviata direttamente al vicepresidente J.D. Vance e al Segretario del Commercio Howard Lutnick, ma molti degli attori coinvolti nei negoziati non la stanno prendendo seriamente. Sembra quasi un colpo di scena alla Jeff Bezos, uno di quei movimenti inattesi che potrebbero ribaltare la partita all’ultimo secondo.

Alibaba rilancia nella corsa all’AI: Qwen3 pronto a sfidare i giganti

Alibaba sta per piazzare un altro colpo nel settore dell’intelligenza artificiale, con il lancio imminente del Qwen3, la nuova generazione della sua serie di modelli linguistici avanzati (LLM). Dopo il successo di Qwen2.5-Omni-7B, che in pochi giorni ha scalato la classifica di Hugging Face come modello open-source più popolare, la multinazionale cinese sembra intenzionata a consolidare il suo ruolo di leader nel settore, sfidando i colossi occidentali con una strategia ben mirata: potenza, efficienza e accessibilità.

L’approccio di Alibaba è chiaro: il Qwen 3 non sarà un singolo modello, ma un’intera famiglia di varianti, tra cui il Qwen3-MoE, basato su un’architettura “mixture-of-experts” (MoE). Questo design, già adottato da realtà come DeepSeek per il suo V3, consente di ottimizzare i costi di addestramento e implementazione, rendendo il modello altamente scalabile e competitivo rispetto ai giganti americani.

La corsa disperata ai chip Nvidia: la Cina anticipa il divieto USA con ordini miliardari

Le grandi aziende tecnologiche cinesi non stanno aspettando che Washington alzi il muro: stanno comprando il futuro, finché possono. ByteDance, Alibaba e Tencent hanno ordinato chip Nvidia H20 per server AI per almeno 16 miliardi di dollari solo nei primi tre mesi del 2024. La corsa all’acquisto è guidata dalla paura di nuove restrizioni USA sulle vendite di semiconduttori avanzati alla Cina, un’arma geopolitica sempre più utilizzata da Washington per limitare l’ascesa tecnologica di Pechino.

Questi ordini rappresentano una pioggia d’oro per Nvidia, che in Cina ha generato 17 miliardi di dollari di fatturato nell’ultimo anno fiscale, pari al 13% del suo totale. Ma c’è un problema: Nvidia deve riuscire a consegnare i chip prima che scattino le nuove restrizioni. In caso contrario, il colosso californiano rischia di perdere miliardi e di vedere i suoi clienti cinesi bloccati da un’improvvisa stretta normativa.

Luciano Floridi: la sfida epistemologica dell’era zettabyte – la qualità dell’informazione tra big data e piccoli pattern

Viviamo nell’era dello zettabyte, una realtà in cui la produzione di dati cresce in modo esponenziale, superando la nostra capacità di elaborazione e comprensione. Luciano Floridi, uno dei massimi filosofi dell’informazione, ci mette in guardia: la conoscenza non è una costruzione naturale, ma un’abilità raffinata di interpretare e “hackerare” i dati che provengono dal mondo. Tuttavia, la vera sfida epistemologica non è tanto nell’accumulare dati, quanto nell’individuare i piccoli pattern, ovvero quelle micro-strutture informative che nascondono valore e significato in mezzo al rumore del superfluo.

Incidente Xiaomi, il sogno dell’auto autonoma si schianta: tragedia, responsabilità e il rischio della corsa cieca

L’entusiasmo per le auto elettriche e l’autonomia di guida in Cina ha subito un brusco risveglio con l’incidente mortale che ha coinvolto la Xiaomi SU7, il primo veicolo del gigante dell’elettronica. Tre persone hanno perso la vita, e la notizia ha scatenato un’ondata di critiche sulla sicurezza delle tecnologie di assistenza alla guida e sulla loro implementazione affrettata.

L’illusione del pilota automatico e la realtà della responsabilità

Il sistema di assistenza alla guida del SU7, attivato durante l’incidente, non ha impedito lo schianto contro una barriera in cemento a 116 km/h. Xiaomi ha confermato che il sistema aveva avvisato il conducente due secondi prima dell’impatto, ma questo solleva interrogativi: è sufficiente un allarme con così poco preavviso? E, soprattutto, quanti utenti capiscono davvero come usare questi sistemi?

Douyin svela i segreti dell’algoritmo: trasparenza o strategia sotto pressione?

ByteDance ha deciso di aprire le porte – almeno in parte – sul funzionamento dell’algoritmo di Douyin, la versione cinese di TikTok, rispondendo alle crescenti pressioni normative da parte delle autorità di Pechino. La piattaforma ha lanciato un sito web dedicato, 95152.douyin.com, con l’obiettivo di spiegare come il sistema di raccomandazione e moderazione dei contenuti opera per i suoi oltre 600 milioni di utenti attivi giornalieri.

Dietro questa mossa non c’è solo un’improvvisa passione per la trasparenza. Il governo cinese sta stringendo il controllo sulle grandi piattaforme digitali, con la Cyberspace Administration of China che da mesi indaga sull’uso improprio degli algoritmi, accusati di manipolare il comportamento degli utenti e influenzare il dibattito pubblico.

Secondo le informazioni rilasciate, l’algoritmo di Douyin non si basa su una comprensione semantica del contenuto, ma su correlazioni tra il comportamento degli utenti e le caratteristiche dei video. Il sistema traccia like, condivisioni, follow e la durata di visualizzazione di ogni contenuto per prevedere cosa potrebbe interessare maggiormente. Nulla di nuovo per chi ha familiarità con la tecnologia, ma un tentativo chiaro di rassicurare il pubblico sul fatto che Douyin non “spia” i suoi utenti.

OpenAI lancia “Monday”: l’IA che sembra annoiata quanto te il lunedì mattina

OpenAI ha appena lanciato una nuova voce per ChatGPT, e no, non è la solita assistente virtuale neutrale e accomodante. Si chiama “Monday” e, a giudicare dai primi test, sembra più un adolescente svogliato appena strappato dal letto che un’intelligenza artificiale pronta ad aiutarti. È disponibile fino alla fine di aprile e, secondo la portavoce di OpenAI Taya Christianson, è stata progettata per offrire un’esperienza “diversa” agli utenti.

Ma cosa significa davvero “diversa”? Beh, se ti sei mai chiesto come sarebbe interagire con un chatbot che risponde con sospiri esasperati, sarcasmo tagliente e quell’energia passivo-aggressiva che di solito riservi al primo giorno della settimana, Monday è qui per offrirti esattamente questo.

L’effetto è straniante: non è la solita voce artificiale che tenta disperatamente di sembrare umana attraverso un’eccessiva cordialità, ma qualcosa di più realistico e, oserei dire, irritante in modo geniale. Immagina di chiedere un riepilogo delle ultime notizie e ricevere una risposta tipo: “Ugh, vuoi davvero saperlo? Ok, ma solo perché insisti…”. O peggio, un calcolo matematico seguito da un: “Spero che questo non fosse troppo difficile da capire per te…”.

Dietro questa scelta, ovviamente, c’è una strategia ben precisa. OpenAI sta testando fino a che punto gli utenti sono disposti a tollerare un chatbot meno ossequioso e più “autentico”, sfruttando il fascino dell’ironia e della personalità. E, diciamocelo, se la tecnologia deve davvero diventare più umana, non possiamo aspettarci solo voci educate e servizievoli. A volte, anche l’intelligenza artificiale ha bisogno di un caffè prima di iniziare la giornata.

Floridi, Novelli, Gaur – Il futuro della regolamentazione dell’intelligenza artificiale nella amministrazione Trump: ordine o caos?

Questo articolo nasce dall’ispirazione fornita dal lavoro di Claudio Novelli (Yale University – Digital Ethics Center), Akriti Gaur (Yale Law School; Yale Information Society Project) e Luciano Floridi (Yale University – Digital Ethics Center; University of Bologna – Department of Legal Studies).

Two Futures of AI Regulation under the Trump Administration

SSRN PAPER : https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=5198926

Le loro ricerche mettono in luce il complesso rapporto tra regolamentazione dell’intelligenza artificiale, governance politica ed etica digitale, temi che oggi più che mai richiedono una riflessione approfondita. Il dibattito sulla regolamentazione dell’AI non è solo una questione tecnica, ma un crocevia di scelte politiche, economiche e filosofiche che determineranno il futuro della società digitale.

OpenAI stampa soldi: ChatGPT supera i 20 milioni di abbonati paganti e punta ai 30 miliardi di ricavi

ChatGPT non è solo un fenomeno culturale, ma una macchina da soldi senza precedenti. Secondo The Information, il numero di abbonati paganti ha superato i 20 milioni, con un balzo del 30% rispetto ai 15,5 milioni registrati a fine 2024. Tradotto in numeri duri e puri, significa che OpenAI sta generando almeno 415 milioni di dollari al mese, rispetto ai 333 milioni di fine anno scorso.

Questo exploit arriva mentre la società, con Microsoft come principale investitore, ha annunciato un nuovo round di finanziamento da 40 miliardi di dollari, portando la valutazione di OpenAI a un’imponente 300 miliardi di dollari. A guidare l’operazione c’è il colosso giapponese SoftBank, sempre a caccia di scommesse tech vincenti.

Meta perde la sua leader Joelle Pineau nella ricerca sull’IA mentre miliardi di investimenti sono in bilico

Joelle Pineau, vicepresidente della ricerca sull’intelligenza artificiale presso Meta Platforms, ha annunciato che lascerà l’azienda il 30 maggio. Dopo otto anni di servizio, di cui gli ultimi due alla guida del gruppo Fundamental AI Research (FAIR), Pineau ha deciso di fare un passo indietro per “creare spazio per altri” in un momento in cui la corsa all’IA accelera e Meta si prepara per il suo prossimo capitolo.

Durante il suo mandato, Pineau ha supervisionato lo sviluppo di progetti significativi come PyTorch, FAISS, Roberta, Dino, Llama, SAM, Codegen e Audiobox, strumenti ora utilizzati da numerosi team per lo sviluppo di prodotti. La sua leadership è stata fondamentale nell’iniziativa open-source di Meta, in particolare nel progetto Llama, volto a competere con modelli proprietari di altre aziende.

Zhu Songchun: L’illusione dell’intelligenza artificiale, il rischio dell’investimento caotico

Zhu Songchun, Chair Professor,  Peking University & Tsinghua University. Founding Director,  Beijing Institute for General Artifical Intelligence (BIGAI) Dean,  Institute for Artifical Intelligence & School of Intelligence Science and Technology, Peking University, uno dei massimi esperti cinesi di intelligenza artificiale, ha lanciato un monito chiaro:

la Cina rischia di perdersi in un vortice di investimenti caotici nell’IA, inseguendo modelli occidentali senza una solida base teorica e filosofica.

Durante il Zhongguancun Forum di Pechino, Zhu ha criticato la mancanza di comprensione profonda della tecnologia da parte di governi, media e opinione pubblica, sottolineando come questa lacuna renda difficile una pianificazione strategica efficace.

Negli ultimi anni, Pechino ha investito massicciamente nell’intelligenza artificiale, cercando di costruire un ecosistema tecnologico in grado di competere con i giganti americani. Il lancio di chatbot come DeepSeek, capace di rivaleggiare con ChatGPT, ha dimostrato la rapidità con cui la Cina sta colmando il gap tecnologico. Tuttavia, secondo Zhu, il vero progresso non può limitarsi agli strati superficiali dell’innovazione, come algoritmi e modelli, ma deve scavare più in profondità, nelle fondamenta teoriche e filosofiche dell’IA.

ChatGPT sfida Studio Ghibli e raccoglie miliardi: il nuovo generatore di immagini è disponibile per tutti

OpenAI ha finalmente reso disponibile a tutti il suo generatore di immagini aggiornato, quello che ha fatto il giro del web per la sua incredibile capacità di ricreare lo stile artistico di Studio Ghibli con una fedeltà inquietante. Dopo una partenza riservata ai piani a pagamento, seguita da un’improvvisa retromarcia per il sovraccarico dei server, ora anche gli utenti gratuiti possono testare il potente strumento di AI.

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha annunciato la notizia su X (ex Twitter), confermando che l’aggiornamento è stato esteso agli utenti free. Tuttavia, le limitazioni rimangono: l’azienda non specifica il tetto massimo di utilizzi, ma dalle dichiarazioni precedenti di Altman sembra che gli utenti gratuiti possano generare fino a tre immagini al giorno prima di essere invitati a mettere mano al portafoglio.

Neuralink contro Beinao No 1: La corsa globale al controllo della mente- BCI

Il campo delle interfacce cervello-computer (BCI) si sta rapidamente trasformando da un sogno fantascientifico a una realtà concreta, e la competizione tra Stati Uniti e Cina per il dominio tecnologico si sta facendo sempre più serrata. Fino a pochi mesi fa, Neuralink di Elon Musk sembrava il principale candidato al trono di questa rivoluzione, ma ora la Cina ha ufficialmente raggiunto la stessa soglia di progresso con il suo sistema Beinao No 1, sviluppato dall’Istituto di Ricerca sul Cervello di Pechino (CIBR) e dalla sua startup affiliata NeuCyber NeuroTech.

Tra febbraio e marzo, Beinao No 1 ha eseguito con successo tre impianti su pazienti umani, gli stessi numeri finora dichiarati da Neuralink. Questo segna un punto di svolta per la Cina, che non solo ha raggiunto gli Stati Uniti nel numero di pazienti impiantati, ma ha anche ottenuto il supporto attivo del governo per la commercializzazione della tecnologia. La provincia dell’Hubei ha già stabilito un tariffario ufficiale per gli impianti cerebrali: 6.552 yuan (circa 902 dollari) per l’operazione e 3.139 yuan per la rimozione. Anche i dispositivi non invasivi hanno un prezzo fisso, 966 yuan per l’adattamento. Una mossa che evidenzia la strategia di Pechino per trasformare la BCI in un mercato accessibile e scalabile.

Lightmatter: rivoluzione fotonica nel calcolo AI

Nel panorama tecnologico odierno, dove l’intelligenza artificiale (IA) richiede sempre più potenza di calcolo e velocità di elaborazione, Lightmatter emerge come una startup all’avanguardia, proponendo soluzioni basate sulla fotonica per superare i limiti dei tradizionali chip elettronici. Fondata nel 2017 da tre ex studenti del MIT, Lightmatter ha recentemente svelato nuove tecnologie destinate a rivoluzionare il settore dei chip per l’IA.​

La tecnologia di Lightmatter si basa sull’uso della luce per trasmettere informazioni tra i chip, sostituendo i segnali elettrici con connessioni ottiche. Questo approccio, noto come silicon photonics, permette di muovere i dati utilizzando la luce, offrendo vantaggi significativi in termini di velocità e efficienza energetica. In un’epoca in cui le applicazioni di IA, come chatbot e generatori di immagini, richiedono connessioni sempre più rapide tra i chip, l’adozione di tecnologie ottiche rappresenta una svolta cruciale.​

Trump crea l’Investment Accelerator: cambio di rotta o solo retorica sulla CHIPS Act?

Lunedì, l’ex presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per istituire un nuovo ufficio che supervisionerà la CHIPS and Science Act e faciliterà investimenti esteri superiori al miliardo di dollari negli Stati Uniti. Il nuovo ente, denominato United States Investment Accelerator, sarà ospitato all’interno del Dipartimento del Commercio e si occuperà direttamente della gestione dell’ufficio CHIPS Program, responsabile della distribuzione dei 57,2 miliardi di dollari stanziati per rafforzare la ricerca e la produzione di semiconduttori negli Stati Uniti.

Runway lancia Gen-4: la risposta all’egemonia di OpenAI nella generazione video

Runway ha rilasciato lunedì il suo ultimo strumento di editing video, un passo deciso per consolidare la sua posizione in un mercato sempre più affollato e competitivo. La startup, valutata 4 miliardi di dollari secondo gli investitori che volevano finanziarla la scorsa estate, ha ora un obiettivo chiaro: sfidare OpenAI e il suo ambizioso progetto Sora.

Il nuovo modello, Gen-4, è un’evoluzione significativa rispetto ai suoi predecessori, con miglioramenti evidenti nella coerenza visiva tra clip diverse. Personaggi, ambientazioni e oggetti mantengono un aspetto uniforme grazie a un’immagine di riferimento fornita dall’utente, risolvendo una delle principali criticità dell’editing video basato su intelligenza artificiale.

Isomorphic Labs: L’intelligenza artificiale che riscrive le regole della farmaceutica con 600 milioni di dollari

Isomorphic Labs, la sussidiaria di Alphabet specializzata nella scoperta di farmaci basata sull’intelligenza artificiale, ha raccolto 600 milioni di dollari nel suo primo round di finanziamento. La notizia, annunciata lunedì, segna un passo significativo nell’accelerazione della ricerca farmaceutica attraverso l’AI, consolidando il dominio di Alphabet nel settore biotecnologico.

A guidare il round di investimento è stata Thrive Capital, un nome ben noto nel panorama tecnologico e uno dei principali investitori in OpenAI. Anche Alphabet e Google Ventures altra controllata di Alphabet hanno partecipato al finanziamento, a dimostrazione dell’impegno della casa madre nel portare l’intelligenza artificiale nel mondo della medicina.

Tech stocks e la bolla AI: rischio recessione o crescita irreversibile? Un caffè al Bar dei Daini

Le Tech stocks hanno evitato per un soffio un altro massacro lunedì, con il Nasdaq che ha chiuso in ribasso dello 0,1%, ma solo dopo una giornata che sembrava molto più cupa, con perdite che a un certo punto hanno superato il 2%. Questo teatrino si ripete con una certa regolarità: l’indice ha perso quasi il 13% dall’insediamento di Donald Trump, e gli indicatori suggeriscono che il paese stia per tuffarsi in una recessione. Il sentiment dei consumatori è in calo, l’S&P 500 ha perso oltre il 7% dallo stesso periodo ed ha appena chiuso il peggior mese da marzo 2022.

OpenAI nel paese delle meraviglie: la ghiblificazione di ChatGPT è fuori controllo

Il mondo digitale sta impazzendo per l’ultima trovata di OpenAI, e questa volta non si tratta di qualche oscuro progresso nell’intelligenza artificiale generale, ma di una valanga di immagini in stile Studio Ghibli. L’umanità ha un talento straordinario per prendere strumenti rivoluzionari e usarli per scopi che nessuno avrebbe previsto, e in questo caso, la comunità ha deciso che la missione dell’AI generativa fosse trasformare tutto in un film di Miyazaki.

Un milione di utenti in un’ora, GPU in fiamme e un CEO incredulo

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha dichiarato su X (ex Twitter) che a un certo punto la piattaforma ha registrato un milione di utenti in un’ora. Un dato impressionante, soprattutto considerando che quando ChatGPT venne lanciato due anni fa, ci vollero cinque giorni per raggiungere la stessa cifra. Insomma, la crescita è esplosiva, incontrollabile, e apparentemente, inaspettata.

OpenAI e il teatro dei miliardi: SoftBank scommette 40 miliardi su un’IA che ancora non stampa denaro

L’ennesima puntata della saga OpenAI si arricchisce di un colpo di scena che farebbe impallidire persino Wall Street: SoftBank guida un mega round d’investimento da 40 miliardi di dollari, catapultando la startup a una valutazione stratosferica di 300 miliardi. Un record assoluto per una tech company privata, almeno secondo CNBC.

Sono soldi falsi», ha affermato Andrew Verstein, professore di legge presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università della California, Los Angeles. «È come usare i soldi del Monopoli per acquistare carte Pokémon

Annuncio: https://openai.com/index/march-funding-updates/

Per ora, OpenAI si mette in tasca 10 miliardi in contanti – 7,5 miliardi direttamente da SoftBank e 2,5 da un non meglio precisato “sindacato di investitori”, secondo Bloomberg. Ma c’è un piccolo dettaglio: il resto dei soldi, 30 miliardi, arriverà solo se OpenAI completerà la sua mutazione da entità “non profit” a un’azienda for-profit entro fine anno. Altrimenti? Un quarto del finanziamento potrebbe volatilizzarsi come un prompt mal formulato.

Microsoft espande l’AI su Copilot Plus: Live Captions e Cocreator arrivano su Intel e AMD

Microsoft sta finalmente portando le sue funzionalità AI di punta su una gamma più ampia di dispositivi, estendendo il supporto ai PC Copilot Plus con processori Intel e AMD. Tra le novità più attese c’è Live Captions, che permette di tradurre in tempo reale l’audio in sottotitoli in inglese, supportando decine di lingue.

Dopo mesi di test iniziati a dicembre, questa funzione è ora disponibile attraverso l’ultimo aggiornamento di Windows 11, insieme a una serie di strumenti AI che mirano a rendere l’esperienza utente più intuitiva e interattiva. Tra questi, spicca Cocreator, un’innovazione per Paint che sfrutta l’intelligenza artificiale per generare immagini a partire da un testo descrittivo e dai disegni dell’utente. In altre parole, basta uno schizzo e un prompt per vedere la propria idea prendere vita.

Condividi una Coca Cola… con l’IA?


Dal 1° aprile al 1° giugno, Coca-Cola offrirà un’esperienza unica grazie all’uso dell’intelligenza artificiale presso i suoi distributori Freestyle. Scansiona il codice QR “Condividi una Coca-Cola” presente sulla macchina e l’IA creerà un mix personalizzato di bevande, ispirato al tuo nome e agli adesivi che utilizzerai per decorare una tazza digitale. Un’innovativa opportunità per assaporare combinazioni uniche e sorprendenti!

Ghiblify-mania: quando l’AI va in tilt e il copyright trema

Il fenomeno della cosidetta “Ghiblificazione” ha colpito duro. La nuova funzionalità di generazione immagini di ChatGPT, potenziata da GPT-4o, ha fatto impazzire gli utenti, portando la piattaforma OpenAI al limite. Il risultato? Un collasso temporaneo del sistema e un’esplosione di interrogativi sul futuro della creatività, dei diritti d’autore e della sostenibilità dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’arte digitale.

Se l’AI ruba la voce: la battaglia per il doppiaggio tra innovazione e diritti

L’industria del doppiaggio in Italia è da sempre un’eccellenza riconosciuta a livello globale. Eppure, l’avanzata dell’intelligenza artificiale generativa minaccia di trasformare radicalmente questo settore, sollevando questioni cruciali su diritti d’autore, proprietà intellettuale e tutela del lavoro umano. A lanciare l’allarme è la Commissione Cultura della Camera, che ha presentato una risoluzione, con l’obiettivo di proteggere i professionisti del doppiaggio dall’uso indiscriminato delle loro voci da parte dei modelli di AI.

OpenAI apre le porte: il nuovo modello linguistico open-weight scuote il mercato dell’IA

OpenAI, la startup sostenuta da Microsoft, ha annunciato l’intenzione di rilasciare nei prossimi mesi un nuovo modello linguistico open-weight, il primo dalla pubblicazione di GPT-2. Questo modello avrà pesi accessibili al pubblico, permettendo agli sviluppatori di analizzarli e perfezionarli senza necessità dei dati di addestramento originali.

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha dichiarato che, sebbene l’azienda stesse considerando questa mossa da tempo, altre priorità avevano preso il sopravvento. Ora, tuttavia, ritiene che sia il momento giusto per procedere. Prima del rilascio, il modello sarà valutato secondo il loro framework di preparazione, con ulteriori lavori per anticipare le modifiche post-rilascio. ​

Microsoft e Apple fuggono dalla Cina mentre Trump gioca a poker con TikTok

Microsoft chiude il suo laboratorio AI a Shanghai, Apple perde un altro ingegnere di punta, e nel frattempo Trump usa TikTok come merce di scambio nei negoziati con Pechino. Tre notizie separate, ma un unico filo conduttore: la disgregazione tecnologica tra Stati Uniti e Cina sta accelerando, con effetti imprevedibili.

Microsoft e la ritirata silenziosa

La chiusura del laboratorio AI di Microsoft a Shanghai è solo l’ultimo segnale di un trend ormai evidente: le grandi aziende tecnologiche occidentali stanno riducendo la loro presenza in Cina. Ufficialmente, la decisione sarebbe legata a una riorganizzazione interna e alla crescente concorrenza dei colossi cinesi dell’intelligenza artificiale come Baidu e Huawei. Ma il contesto geopolitico è innegabile: tra tensioni sui semiconduttori, divieti commerciali e spionaggio industriale, la Silicon Valley non si fida più del mercato cinese.

Alexa Plus debutta in sordina: l’IA di Amazon parte a rilento e con molte funzioni mancanti

Amazon ha ufficialmente lanciato Alexa Plus, la nuova versione potenziata dall’intelligenza artificiale del suo assistente vocale, ma solo per un numero ristretto di utenti. Secondo quanto confermato dalla portavoce Kristy Schmidt a The Verge, il rollout è stato limitato e, soprattutto, privo di molte delle funzionalità che Amazon aveva promesso durante il suo recente evento dedicato ai dispositivi smart.

Gli utenti che hanno accesso anticipato a Alexa Plus possono utilizzare alcune funzioni come ordinare un Uber, identificare oggetti, scrivere email e cercare prodotti online. Tuttavia, molte delle feature più attese come il brainstorming di idee regalo, l’ordine vocale della spesa e l’integrazione con il browser sono state escluse dal lancio iniziale. Amazon giustifica queste assenze dicendo che alcune funzioni “non soddisfano ancora gli standard per il rilascio pubblico”, secondo quanto riportato dal Washington Post.

Amazon sfida OpenAI con Nova Act: l’AI che fa shopping al posto tuo

Amazon ha appena lanciato Nova Act, un nuovo modello di intelligenza artificiale progettato per eseguire compiti direttamente nel browser, tra cui navigare sul web, fare acquisti e persino rispondere a domande su ciò che appare sullo schermo. Per ora, è accessibile solo agli sviluppatori in una “anteprima di ricerca”, ma il colosso dell’e-commerce sta anche ampliando l’accesso agli altri modelli della famiglia Nova attraverso un portale web dedicato, semplificandone l’uso.

Il concetto di Nova Act richiama quello di Operator Agent di OpenAI, ma con un focus più pratico: può cercare prodotti, acquistarli e persino eseguire istruzioni dettagliate come “non accettare l’assicurazione aggiuntiva” durante un pagamento. Amazon afferma che il modello è già integrato in Alexa Plus, la nuova versione avanzata del suo assistente vocale, per gestire attività online con maggiore autonomia.

XAI l’Intelligenza Artficiale di Elon Musk che fa sembrare Anthropic un discount

Nel mercato dell’intelligenza artificiale, dove le valutazioni aziendali crescono con la velocità di una bolla finanziaria gonfiata dall’euforia degli investitori, XAI di Elon Musk è l’ennesima dimostrazione che i numeri contano meno delle narrazioni.

In appena 16 mesi, la società ha raggiunto una valutazione di 50 miliardi di dollari, un risultato che OpenAI ha impiegato quasi un decennio a ottenere. Per mettere le cose in prospettiva, Anthropic, considerata una delle aziende di IA più promettenti, si è fermata a 61,5 miliardi di dollari dopo quattro anni di attività e una raccolta fondi da 3,5 miliardi nel marzo 2025.

Dahaize: La miniera di carbone più intelligente del mondo sfida le logiche di mercato

Nella remota regione dell’Altopiano del Loess, nella provincia cinese dello Shaanxi, dove l’estrazione del carbone è da sempre sinonimo di fatica estenuante e condizioni pericolose, la miniera di Dahaize sta riscrivendo le regole del settore.

Questo gigante statale, gestito dal China National Coal Group, prospera persino in un’epoca di calo dei prezzi del carbone, registrando un impressionante margine di profitto netto del 40% nel 2024. Per fare un paragone, il colosso di Wall Street Morgan Stanley nello stesso periodo si è fermato a poco più del 20%.

Elon Musk: il ritorno dei suoi uomini dal governo alle sue aziende

Nel panorama sempre più intricato delle relazioni tra settore pubblico e privato, Elon Musk continua a dimostrare una capacità unica di navigare e, talvolta, manipolare le correnti a suo favore. Recentemente, si è assistito a un fenomeno curioso: alcuni membri del Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), l’entità semi-ufficiale guidata da Musk con l’obiettivo dichiarato di snellire la burocrazia federale, stanno facendo ritorno, in modo discreto, alle sue aziende private.​

Prendiamo il caso di Marko Elez. Inizialmente allontanato dal Dipartimento del Tesoro a causa di post razzisti sui social media, Elez è stato successivamente reintegrato come dipendente del Dipartimento del Lavoro, con incarichi presso il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) e altre agenzie. Le sue mansioni attuali lo vedono coinvolto in sistemi sensibili legati al supporto infantile, Medicare, Medicaid e contratti dell’HHS. Questa rivelazione è emersa nel contesto di una causa legale che mette in discussione l’accesso del team DOGE a database federali sensibili.​

Hollywood e l’affare sporco dei trailer AI: quando il copyright diventa un’opportunità

Hollywood ha sempre avuto un talento innato per trasformare ogni crisi in un’opportunità. Ora, a quanto pare, alcuni studi cinematografici hanno trovato il modo di monetizzare persino la proliferazione di trailer generati dall’intelligenza artificiale su YouTube. Secondo Deadline, Warner Bros. Discovery, Paramount e Sony Pictures hanno deciso di non combattere questi contenuti con le solite richieste di rimozione per violazione del copyright. Al contrario, hanno preferito reindirizzare a loro stessi i guadagni pubblicitari, sottraendoli ai creatori di questi trailer, come i canali Screen Culture e KH Studio.

Questa strategia ha scatenato l’ira del sindacato degli attori SAG-AFTRA, che accusa le major di trarre profitto da contenuti che sfruttano senza autorizzazione le sembianze delle loro star, spesso ricreate artificialmente. La questione solleva un dilemma interessante: le stesse case di produzione che potrebbero eliminare questi video per violazione del copyright scelgono invece di monetizzarli. Perché eliminare qualcosa che può generare guadagni passivi?

Apple Health vuole sostituire il medico con l’intelligenza artificiale? La nuova app Salute punta tutto sui dati

Apple non si accontenta più di tracciare passi, sonno e battito cardiaco. Il colosso di Cupertino sta lavorando a un restyling della sua app Salute che promette di fare molto di più: integrare un agente basato sull’intelligenza artificiale, progettato per replicare un medico. Un’idea che ha il potenziale di rivoluzionare la sanità digitale, ma anche di sollevare questioni etiche e legali enormi.

Secondo il rapporto che ha fatto emergere la notizia, l’obiettivo è chiaro: raccogliere dati dagli utenti – più di quanti già non ne immagazzini – per offrire raccomandazioni sanitarie personalizzate. Apple starebbe attualmente addestrando questo agente con l’aiuto dei propri dottori interni, il che suggerisce un livello di ambizione molto più alto rispetto ai tradizionali assistenti digitali. Se Siri, finora, ha avuto un ruolo marginale nella gestione della salute degli utenti, questa nuova IA promette di essere un vero e proprio coach sanitario virtuale, capace di suggerire diete, monitorare l’assunzione di cibo e fornire consigli sulla base delle abitudini quotidiane.

OpenAI sotto pressione: SoftBank lega il mega-round da 40 miliardi alla conversione in società a scopo di lucro

La corsa di OpenAI verso il capitale sembra avere un prezzo ben preciso: la sua trasformazione definitiva in un’azienda a scopo di lucro. Secondo fonti vicine all’accordo, SoftBank, il principale investitore del mega-round da 40 miliardi di dollari, ha posto una condizione fondamentale per l’intero finanziamento: OpenAI deve completare la transizione entro la fine dell’anno, altrimenti il round potrebbe essere dimezzato.

Il round è diviso in due tranche: una iniziale da 10 miliardi di dollari, che dovrebbe chiudersi nelle prossime settimane, e una seconda da 30 miliardi, prevista più avanti nel 2025. Se OpenAI non dovesse riuscire nella conversione, la seconda tranche si ridurrebbe drasticamente a 10 miliardi. In sostanza, SoftBank – che da sola sta mettendo sul tavolo almeno 30 miliardi sta puntando tutto sulla possibilità che OpenAI si liberi dai vincoli della sua struttura originaria non-profit.

Luciano Floridi: il filosofo prigioniero delle parole, tra Roma e Yale

Luciano Floridi è un pensatore che ha sempre giocato con i limiti del linguaggio e della comprensione, ma nel suo sfogo più lirico e tormentato ci racconta un dramma universale: la condanna dell’essere umano alla prigionia dell’imprecisione, della vaghezza, dell’inadeguatezza della parola.

Paradossalmente, è proprio con parole raffinate e chirurgiche che il filosofo romano trapiantato a Yale si dibatte nel labirinto del linguaggio. Un uomo che ha fatto della logica e della filosofia il proprio mestiere confessa che la parola lo tradisce. Non è l’amico fedele che dovrebbe servire la nostra mente, ma un despota capriccioso che si piega solo ai poeti. E noi, comuni mortali del linguaggio, siamo destinati a balbettare, a lanciare segnali come prigionieri in una cella insonorizzata. Locked-in, appunto.

Humanoid robot, il sogno che non paga: il cinico verdetto di Allen Zhu

Le prospettive degli investitori sull’economia cinese sono sempre molto apprezzate dai lettori di Rivista.AI, poche riviste ne parlano, Bias Cina, ma rappresentano l’altro lato della luna. Introduciamo  GSR Ventures, una società che investe in start-up nelle fasi iniziali. Allen Zhu Xiaohu di GSR Ventures vanta una vasta esperienza nello sviluppo di prodotti software e nell’espansione globale. Prima di lavorare per GSR Ventures, ha co-fondato eBaoTech, un fornitore leader di sistemi core back-end per assicurazioni. Inoltre, ha collaborato con McKinsey Greater China, dove ha acquisito una significativa esperienza in consulenza e implementazione.

Allen Zhu Xiaohu, il venture capitalist dietro a colossi come Didi Chuxing e RedNote, ha sganciato una bomba sul settore dell’AI embodied: i robot umanoidi sono un sogno senza futuro commerciale. In un’intervista con ChinaVenture, ha rivelato che il suo fondo, GSR Ventures, ha abbandonato diversi investimenti nel settore, alimentando il dibattito nella comunità tech cinese proprio mentre il mercato dell’intelligenza artificiale sta esplodendo.

Zhu ha sintetizzato il problema con la sua solita ironia tagliente: “Ogni robot umanoide ormai fa capriole, ma dove sta la monetizzazione?” Una provocazione che colpisce il cuore della questione. Il concetto di embodied AI, che unisce intelligenza artificiale e sistemi fisici dotati di sensori, è affascinante, ma il suo percorso commerciale rimane nebuloso. Nonostante gli enormi investimenti e i progressi tecnologici, il mercato non ha ancora trovato un modello sostenibile che trasformi queste macchine in business redditizi.

L’intelligenza artificiale sa tutto di te (e lo vende): il lato oscuro dei chatbot

L’idea che un assistente virtuale possa essere un amico fidato è una delle più grandi illusioni dell’era digitale. Dietro l’apparente neutralità di un chatbot si cela una realtà ben più inquietante: il 30% delle app di intelligenza artificiale più popolari condivide i tuoi dati con terze parti.

Abbiamo analizzato le pratiche di raccolta dati dei 10 chatbot più diffusi sull’Apple Store, da Google Gemini a DeepSeek, ChatGPT e altri. I risultati? Ogni chatbot raccoglie informazioni su di te, con una media di 11 tipi di dati per app su un totale di 35 possibili categorie. Alcuni arrivano a collezionare dettagli inquietanti, come la posizione precisa, lo storico delle ricerche e persino la tua lista contatti.

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